MELEGNANO

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Storia

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La storia

Il ritrovamento di importanti reperti archeologici di epoca preromana attestano come il territorio fosse già abitato al tempo in cui i Galli Boi invasero la valle padana. Intorno al 220 a.C. la zona fu poi interessata dalla colonizzazione romana: segno inconfondibile del loro passaggio è la centuriazione del territorio. Per quanto riguarda le origini del toponimo vi sono diverse ipotesi. Certo è che il primo indizio del nome si ha in quell’itinerarium Burdigalense stilato nel IV secolo d.C. da un pellegrino diretto ai luoghi santi. Il riferimento era ad una stazione romana per il cambio dei cavalli posta al nono miglio (“mutatio ad IX”), lungo la strada tra Milano e Piacenza. Altra importante citazione al luogo è poi riportata in un documento giuridico datato anno 830, nel quale è contenuta la testimonianza di un tale Madelbertus da Meloniano. Secondo altri studiosi invece il nome trae origine dalla famiglia Marinius. Durante l’Alto Medioevo Melegnano si ritrovò a far parte della contea franca di Milano, che era un feudo ecclesiastico, retto dal clero vassallo dell’imperatore. In questi secoli prima del Mille, sul territorio sorsero numerosi castelli, tra cui, probabilmente, anche quello di Melegnano. Alla metà del XII secolo, l’avvento di Federico Barbarossa nella scena politica significò per il borgo di Melegnano un diretto coinvolgimento nelle vicende belliche del tempo, sia come teatro di guerra, sia come via di passaggio delle truppe imperiali. Il periodo comunale portò invece pace e tranquillità. Forte fu poi il legame con la famiglia Visconti. Nella divisione di Milano tra Galeazzo e Bernabò Visconti Melegnano toccò a quest’ultimo. A lui sono legate diverse opere, e soprattutto leggende e racconti (come quello secondo il quale egli costrinse gli emissari papali a mangiarsi pezzo per pezzo la bolla con la quale gli comunicavano la scomunica). Fu sempre per opera di un Visconti, Filippo Maria, che Melegnano acquisì una prima forma di autonomia nel 1412. Alla sua morte il paese entrò nella nascente Aurea Repubblica Ambrosiana che, sotto la guida di Francesco Sforza, portò instabilità politica. Nel 1512 il castello di Melegnano venne consegnato a Francesco Brivio investito anche della carica di Capitano di Giustizia e Vicario Ducale. Qualche anno dopo, nel 1515, il territorio melegnanese, in seguito alla calata dei Francesi in Italia, fu teatro delle celebre “battaglia dei Giganti”, combattuta tra i mercenari di Francesco I da un parte e l'esercito dei Cantoni svizzeri alleati degli Asburgo dall’altra, per la supremazia del dominio francese in Italia. Con la pace di Noyon (1516), il milanese venne restituito alla Francia. Seguirono anni di alterne vicende politico-militari e un’altra guerra tra francesi e spagnoli. La situazione per Melegnano mutò solo nel 1532 quando il suo castello venne consegnato dal duca Francesco Sforza II a Gian Giacomo Medici, nominandolo Marchese di Melegnano. Il 20 gennaio del 1563 papa Pio IV, fratello del primo Marchese, concesse la Bolla con l'indulgenza del Perdono, evento che viene ancora oggi festeggiato con l’omonima festa il giovedì di Pasqua. Con i secoli si susseguirono la dominazione spagnola e la peste manzoniana, i saccheggi francesi (1656) e la cessione all’Austria insieme a Milano (pace di Utrecht), poi un lungo periodo di miseria e povertà, l’avvento dei Piemontesi e poi gli Austriaci, quindi i francesi di Napoleone e di nuovo gli Austriaci (che bombardarono la città durante il ritiro di Radetzky durante le “5 giornate”). Durante le due Guerre Mondiali gli abitanti di Melegnano di schierarono compatti contro il nemico, pagando un alto tributo di sangue.

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