ZOLA PREDOSA

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Dati Generali

Altitudine: 74 m s.l.m. Superficie: 37,75 kmq Abitanti: 18.770 (dato Dicembre 2015) Frazioni: Gessi, Gesso, Lavino, Madonna dei Prati di Tomba, Ponte Ronca, Riale, Rivabella, Tombe Comuni confinanti: Anzola dell'Emilia, Bologna, Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia CAP: 40069 Prefisso telefonico: 051 Nome abitanti: zolesi Patrono: San Nicolò Giorno festivo: 6 dicembre
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Palazzo Albergati

Commissionato da Girolamo Albergati Capacelli, l’edificio fu costruito nella seconda metà del XVII secolo. La sontuosità barocca che caratterizza gli interni del palazzo è in netto contrasto con le austere linee architettoniche esterne. I soffitti a volta, affrescati da pittori appartenenti alla corrente emiliana tra ‘600 e ‘700, quali Colonna, Burrini, Valliani, Bigari, Pesci, Orlandi e Alboresi, ritraggono temi mitologici. Le ampie sale adibite a teatro per musica e prosa dal commediografo Francesco Albergati, ospitarono nel corso del XVIII secolo importanti esponenti della cultura e della politica europee. Questi spazi, conservatisi nel loro aspetto originario, sono oggi sede di mostre, eventi musicali e teatrali, convegni. Il palazzo è circondato dal giardino-campagna, estensione degli spazi preesistenti alla struttura, ossia fossi, maceri e cavedagne, a dimostrazione della doppia funzione del palazzo: luogo di villeggiatura e centro di gestione della proprietà terriera.
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Palazzo Bentivoglio Pepoli

Voluto all'inizio secolo XVI da Alessandro Bentivoglio, passò in seguito ai Marescotti e quindi ai Pepoli. Dopo un lungo abbandono, la villa è stata oggetto di un restauro completo. Il timpano è decorato con due angeli che sostengono lo scudo di famiglia sormontato dall'aquila. All'interno sono ancora oggi visibili preziosi soffitti lignei dipinti, decorazioni e fregi, mentre all’esterno le vasche per i giochi d’acqua caratterizzano il giardino. è presente anche la scuderia che si erge su due piani, divisa in tre grandi navate con volte a crociera.
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Villa Zanchini Garagnani

Costruito sul finire del XVII secolo da Edoardo Zanchini, l’edificio si caratterizza per una certa originalità. Le rampe coperte che conducono alla loggia d’ingresso, infatti, sono disposte in modo tale da creare un percorso molto scenografico, il cui effetto è quello di moltiplicare gli spazi. La collocazione del giardino, invece, non in asse con l’ingresso principale della villa, è stata corretta da un’illusione ottica ottenuta impostando il giardino sul gioco prospettico dei due viali di accesso al palazzo, i quali, a loro volta, terminano su un edificio asimmetrico.
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Villa Edvige Garagnani

Dimora storica della seconda metà del XVIII secolo, è stata oggetto nel 2003 di un importante intervento di ristrutturazione e restauro degli affreschi curato dall'Amministrazione Comunale ed unitamente al Parco Giardino Campagna è stata interessata da un programma di riqualificazione finanziato dall'Unione Europea che l'ha resa oggi un polo culturale delle eccellenze del territorio e una fra le più importanti e prestigiose sedi per eventi culturali, cerimonie, meeting aziendali, corsi di formazione ed esposizioni temporanee. La villa è distribuita su quattro livelli: il piano terra è caratterizzato da una loggia passante splendidamente affrescata con temi e motivi riconducibili al gusto neoclassico; il primo piano segue l'andamento della loggia sottostante con il lungo corridoio interessato dalla mostra permanente delle Ville Neoclassiche e dal quale si diramano sei stanze; l'ultimo piano si distingue per l’ampio ed elegante salone; nelle cantine si possono ammirare le volte a botte arellate e la suggestiva ghiacciaia ipogea, anticamente usata per la conservazione delle derrate. Nell'ampio giardino della villa troneggia un maestoso cedro bicentenario, autorevole guardiano della dimora. Sede formale del Parco Giardino Campagna, la villa ospita, tra gli altri, il Centro Studi sulle Ville Bolognesi e la Biblioteca intitolata all'architetto Sergio Venturi, la quale raccoglie i documenti e le carte di uno dei maggiori conoscitori del territorio.
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Abbazia dei Santi Nicolò e Agata

Questa chiesa, derivante dall’unificazione di due precedenti edifici religiosi, sorge su un colle su cui sorgeva una torre della famiglia Albergati. L’abbazia, inaugurata nel 1781, fu progettata dall’architetto Cosimo Morelli mentre il progetto della torre campanaria fu affidato all’architetto Giuseppe Jamorini. All’interno si possono ammirare pregevoli opere d’arte quali l’affresco che decora la volta della cappella maggiore raffigurante la Gloria dei Santi Nicolò e Agata e quello dell’abside rappresentante l’Assunzione di Maria, entrambe commissionati nel 1842 ai pittori Alessandro Guardassoni e Luigi Samoggia. Degni di nota anche l’altare laterale con il dipinto di Alessandro Calvi, che ritrae Sant’Agata e la pala d’altare, attribuita ad Alessandro Maria Trocchi. Sono altresì conservati un pregevole organo ottocentesco, alcune sculture di Giuseppe Callegari e preziose decorazioni in stucco.
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Centro Culturale e Museo Ca' La Ghironda

Situato nei pressi di Ponte Ronca, il Museo si estende in una vasta area precedentemente agricola ed ospita una collezione d'arte moderna e contemporanea di pittura e scultura, i cui itinerari si sviluppano all’aperto o all'interno di un moderno edificio. Il nuovo museo, di recentissima ultimazione, è il centro espositivo di un'area museale unica nel suo genere dove avviene l'incontro con 500 opere dei più rappresentativi artisti della pittura nazionale ed internazionale dal '500 ai giorni contemporanei, ed accoglie, oltre alle mostre d'arte, attività di incontri polivalenti ed è teatro di attività di elevato spessore culturale espositivo, di spettacolo, congressuale e di studio. Il parco, che comprende una "Petite" e "Grande Promenade", si distende in una vasta area verde di 10 ettari. Seguendo il dolce percorso collinare si possono ammirare 210 sculture di materiali vari dei più significativi maestri della nostra epoca: da Manzù a Zorio, a Messina, a Minguzzi, ecc... Migliaia di differenti specie di piante locali o naturalizzate fanno da cornice alle sculture, in un’armoniosa rappresentazione di equilibrio fra arte e natura. è inoltre presente un teatro all'aperto.

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