VILLORBA

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Cenni Storici

Le prime notizie documentate in merito alle origini di Villorba risalgono a prima del Mille. A quell’epoca, intorno al X secolo, il territorio villorbese ricadeva sotto il dominio dell’imperatore germanico Ottone I° ed era compreso tra i beni di proprietà della famiglia dei Collalto, primi Conti di Treviso. Questi scelsero Villorba quale residenza per la sua particolare posizione geografica, collocata all’estremo limite dei loro possedimenti ed allo stesso tempo molto vicina alla città di Treviso. Da quest’ultima peculiarità del luogo pare inoltre derivi anche l’odierno toponimo: Villorba, infatti, rimanderebbe a Villa Urbis, ovvero “villa edificata vicino alla città”. Qualche anno dopo il Mille, e precisamente nel 1005, in una pergamena si legge di una donazione fatta al Monastero di Sesto in Silvis (Friuli), di alcune proprietà tra cui la curtis di Piovenzano, una località nei pressi dell’attuale Lancenigo, la quale comprendeva già un castello, una piccola chiesa, una cappella dedicata a Sant’Alberto, mulini, case coloniche e foreste. Prima di tale periodo la zona fu certamente interessata dalla colonizzazione romana, come testimoniano numerosi resti rinvenuti in località Castel Vecchio. L’attuale territorio comunale di Villorba è costituito da frazioni e località che furono autonome fino al 1807, ognuna, quindi, con una realtà e un’identità storica a sè. Tra queste vi fu l’odierna frazione di Lancenigo, già documentata nel XIII secolo. A quel tempo il villaggio di Lancenigo era dotato di un castello e di una chiesa intitolata a Santa Maria, dedicata poi a San Sisto nel corso del Quattrocento. Da quest’ultima dipendevano la chiesa di Sant’Alberto a Piovenzan e, per un periodo, quella di San Giovanni Battista a Lancenigo. Il luogo, nel 1520, divenne sede della cosiddetta Congregazione di Lancenigo, raggruppando attorno a sè tredici parrocchie. Altro antico comune è l’attuale frazione di Fontane, documentato già nel XII secolo per la presenza di un’antica chiesa detta Santa Maria di Fontane. Ciò che accomunò i tre comuni nei secoli fu la loro vicinanza alla via Postumia, che, se da un lato facilitò i rapporti commerciali, dall’altro fu utilizzata anche dagli eserciti di turno per compiere incursioni e violenze sui territori limitrofi. Così fu per Lancenigo nella prima metà del XIII secolo, incendiato dalle milizie padovane e successivamente occupato da Ezzelino, e per Villorba devastata nel 1318 da Cangrande della Scala. Fontane venne nondimeno distrutta dagli Saligeri ed in seguito dai Carraresi. Solo sul finire del XIV secolo la Repubblica di Venezia riuscì a prendere il definitivo controllo del territorio, il che assicurò una lunga stagione di stabilità e relativo benessere (salvo la parentesi della guerra della Lega di Cambrai). È questo il periodo in cui varie famiglie patrizie, attratte dalla bellezza del luogo e dalle opportunità economiche derivanti dall'agricoltura locale, eressero anche a Villorba diverse ville. Verso la fine del Settecento il dominio della Serenissima cadde sotto i colpi di Napoleone. In seguito, nei primi anni dell’Ottocento, ai francesi si imposero gli austriaci. Nel 1816 vennero fusi i centri di Villorba, Lancenigo, Piovenzan, Fontane, Castrette, Limbraga e fu costituito il Comune di Villorba. Nel 1866 vi fu l’annessione al Regno d’Italia. Con decreto datato 6 luglio 2010, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso a Villorba il titolo di Città.

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