VILLORBA

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Le Ville

Il territorio di Villorba vanta la presenza di ben diociotto ville, fondamentali testimonianze di un passato locale compreso tra il XVI e il XIX secolo. Tra le più antiche troviamo Villa Raspi a Lancenigo, già documentata nel 1562 come proprietà del noto libraio veneziano Giovanbattista Sessa. Un secolo dopo divenne residenza di villeggiatura della famiglia Raspi, che la mantenne fino al 1810. Villa Lombria, ora Ciotti, della cui presenza si hanno notizie fin dal 1611, quale proprietà della famiglia veneziana Baroci; Villa Donà delle Rose esisteva già alla metà del XVII secolo, definita quale casa dominicale e da gastaldo di proprietà di un tale Giulio Panzierotto. Villa Fanna si trova tuttora immersa in un contesto ambientale rimasto quasi inalterato nel corso di tre secoli. L’edificio, risalente al Settecento, venne rimaneggiato in facciata nei secoli successivi, mentre la parte retrostante è rimasta nel suo aspetto originale. Villa Michiel venne costruita verso la fine del XVII secolo. Dell’illustre casata veneziana che ne fu proprietaria si hanno notizie in merito alla sua presenza nel territorio di Fontane fin dalla seconda metà del Cinquecento. Altra dimora secentesca è Villa Felissent, mentre al secolo successivo risalgono Villa Corner, Villa Bellincanta e Villa Fontebasso. Villa Giovannina, infine, venne costruita alla fine del XIX secolo su commissione dei proprietari Giovanna Minto e Giovanni Cav. Uccelli che la utilizzarono quale residenza di villeggiatura, immersa nella campagna trevigiana. Da segnalare lo splendore e la varietà delle decorazioni che la caratterizzano.
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Le chiese

Di grande importanza sotrica sono anche gli edifici religiosi presenti sul territorio comunale di Villorba. Tra i più antichi vi è senza dubbio la Chiesa della Natività della Vergine a Fontane. Di essa si hanno notizie fin dall’anno Mille. L’edificio venne ricostruito alla fine del Cinquecento e consacrato nel 1601. In seguito venne trasportato nel centro attuale, presso un sacello del Battista. La nuova Parrocchiale di Fontane è in stile classico e conserva alcuni affreschi di scuola toscana. A Lancenigo era documentata una chiesa dedicata a Santa Maria già nel XIII secolo. Duecento anni dopo venne intitolata a San Sisto, nome col quale è tuttora nota.

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