VIGLIANO BIELLESE

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Una cartolina dei primi anni del Novecento, oggetto di una mostra curata dalla Pro Loco nel 1999, raffigura i “tre gioielli viglianesi”: Villa Malpenga, il Castello del conte di Collobiano, Villa Era. Queste sono realmente le tre immagini forse più note del paese, le più utilizzate in tutti i contesti in cui si voglia spostare l’attenzione dall’abitato che, dall’asse della via Milano, si allarga nelle due direzioni, verso la collina e verso il Cervo. L’area industriale, il traffico, i piccoli e grandi centri commerciali: tutto questo appare lontanissimo non appena si sale verso la collina da via Umberto, da via Senatore Avogadro, da Valmosino. L’atmosfera è certamente più vicina a quella di una Vigliano in cui l’agricoltura – la vite in particolare per la collina – costituiva l’attività prevalente. Il Castello di Montecavallo, un edificio a pianta quadrata ai cui angoli si ergono massicce torri merlate, è un esempio caratteristico dello stile neogotico, che nel Biellese è testimoniato in modo ampio a Rosazza. La costruzione sorge in luogo di una torre ben più antica, di cui ora non c’è più traccia. I signori del castello, gli Avogadro di Valdengo, vengono già citati in antichi documenti risalenti al Quattrocento. Nella struttura attuale si segnala la cappella, dedicata a San Filippo, collegata al castello con un passaggio coperto, in cui sono conservate importanti sculture. Nel corpo del maniero, al secondo piano, è collocata un’importante biblioteca nella quale figurano i ritratti dei nobili Avogadro. La Malpenga, solitaria, dalla sua collina domina il paese. La costruzione, nelle forme attuali, risale al primo Ottocento, ma, anche in questo caso, i riferimenti documentali sono ben più antichi. I Malpenga sono infatti citati come possessori della tenuta già nella prima metà del Cinquecento. Alla committenza della famiglia Billia, che la acquisisce nel 1861, si devono le radicali modifiche alla villa, sotto la direzione degli ingegneri torinesi Petitti e Riccio. L’edificio principale assume allora l’aspetto attuale, si dota dell’immensa terrazza e della torre che lo contraddistingue. Importanti ampliamenti vengono poi realizzati nella prima metà del secolo scorso da Vittorio Buratti, la cui famiglia dedica alla villa grandi attenzioni, sistemando il parco, costruendo la cappella, arricchendo e ristrutturando gli interni. Lo stesso Petitti è l’ingegnere cui la famiglia Magnani, intorno al 1885, commissiona il progetto per la costruzione di Villa Era che sorge in luogo di una precedente, forse settecentesca, struttura. Il portico di ingresso, il loggiato centrale, le palme dinnanzi alla facciata: tutti questi segni caratteristici donano all’edificio un aspetto monumentale.

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