VIGLIANO BIELLESE

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Il Comune di Vigliano Biellese è così raggiungibile:

- Nord: strada provinciale n. 203 - Sud: strada provinciale n. 301 - Est: strada provinciale n. 300 oppure strada provinciale n. 206 - Ovest: strada provinciale n. 300
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Santa Maria Assunta

La struttura originaria della chiesa è romanica, risalente ad un periodo compreso fra XI e XII secolo. Ora, tuttavia, sono visibili solo rari tratti dell’edificio più antico: nel sottotetto, soprattutto, in cui appare la muratura laterale originaria della navata centrale. La chiesa si presentava a tre navate, divise da colonne in muratura. Fin dalla costruzione, quindi, era una chiesa dall’aspetto piuttosto imponente – sebbene semplice ed a tratti rozzo nelle parti decorative - destinata ad una comunità cristiana notevole, per entità ed importanza. Per tentare di ricostruire l’idea della facciata originaria, è importante accennare ai due leoni stilofori in pietra, ritrovati in frazione Santa Lucia nel 1970 da Aldo Sola, medico, ricercatore e storico viglianese, ed ora visibili presso il Museo del Territorio biellese in Biella. Tali sculture secondo Monsignor Delmo Lebole – dal cui testo “Storia della Chiesa Biellese. La Pieve di Biella. Volume V” sono tratte queste brevi note – avrebbero verosimilmente costituito l’ornamento del portico della chiesa. Oltre ad essere di fondamentale importanza per la scultura romanica del Biellese, di cui costituiscono una rarissima testimonianza, i due leoni, realizzati in pietra locale, dimostrano la presenza in zona di maestranze lombarde, verosimilmente comacine. Nei primi anni del Quattrocento i documenti dimostrano le modificazioni dell’edificio originario, ma le trasformazioni più radicali avvengono dopo il 1630, con il rifacimento del coro in forme barocche, a pianta quadrata, corrispondente all’attuale presbiterio. Viene realizzato allora il terzo altare laterale, dopo quello di San Giovanni Battista e della Beata Vergine del Rosario, dedicato a Sant’Antonio da Padova. Verso la fine del Seicento sarà proprio quest’ultimo ad aprirsi nella prima delle cappelle laterali, la cui costruzione è il segno evidente che lo spazio della chiesa era divenuto insufficiente per le esigenze della popolazione. Dell’arredo barocco, è ancora oggi ammirabile l’ancona settecentesca in legno scolpito e dorato dell’altare del Rosario, opera degli scultori Serpentiere di Sagliano, che include i misteri del Rosario provenienti da un’ancona precedente di almeno un secolo, dipinti da Vincenzo Costantino, pittore che a Vigliano – nell’oratorio di San Pietro, oggi Santa Lucia – lascia pregevoli affreschi. Al centro dell’ancona, la statua seicentesca della Madonna ripropone postura e modello della Madonna di Oropa. Settecentesco è pure il coro ligneo, che Lebole attribuisce a Gaspare Serra di Tollegno. Alla metà del Settecento sono databili anche l’altare di Sant’Antonio Abate, un tempo altare maggiore, in marmi policromi intarsiati. All’ultimo quarto dello stesso secolo si datano l’attuale altare maggiore e la relativa balaustra, sempre in marmi intarsiati. Dopo gli ultimi restauri, sulla facciata semplice e luminosa si stagliano con chiarezza le due statue in cotto che rappresentano i Santi Pietro e Paolo. Di particolare importanza, fra le opere d’arte della chiesa, il grande crocifisso ligneo (metri 2,50 per 1,50) restaurato nel 1996, un tempo collocato sull’architrave esistente fra la navata ed il presbiterio. La croce, notevole per dimensioni e qualità, era certamente già presente nella chiesa nel 1567, essendo citata nella Visita Parrocchiale di quell’anno. Non meno importanti sono tre affeschi seicenteschi, rinvenuti nel 1994 durante la tinteggiatura della chiesa. Raffiguranti scene della vita di Maria, ornavano il presbiterio e vengono ricondotti all’opera del pittore Anselmo Allasina e della sua bottega.
 
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San Giuseppe Operaio

In epoca medievale, nella zona corrispondente attualmente alla parrocchia di San Giuseppe, sorgeva la rettoria di San Quirico di Chiavazza. Proprio a Chiavazza, autonomo Comune prima di divenire quartiere di Biella, questa frazione di Vigliano faceva capo fino al 1940. Già negli anni Venti del Novecento l’antica chiesa venne demolita; sorgeva anch’essa lungo via Libertà, non molto distante da quella attuale. La storia dell’attuale parrocchia è legata al sorgere dei Villaggi industriali Rivetti e Trossi, nati per iniziativa di Felice Trossi a partire dal 1919 per le esigenze abitative della popolazione operaia occupata nei grandi stabilimenti della Pettinatura e della Filatura della zona. Intorno ai primi due nuclei, costituiti da una sessantina di case in tutto, nascono negozi e società sportive, un asilo retto dalle Suore Immacolatine, il Convitto (poi con annessa scuola) affidato alle Figlie di Maria Ausiliatrice per le ragazze emigrate perlopiù dal Veneto e dal Basso Piemonte per cercare lavoro in queste fabbriche tessili. Fin dal 1923 le funzioni religiose si celebrano in una delle “palazzine” del Villaggio Rivetti; nel 1928, si ha la solenne benedizione della chiesa attuale. Nel 1957 il Vescovo di Biella le riconosce funzionamento autonomo, ribadendo tuttavia l’appartenenza territoriale alla parrocchia di Vigliano. Nel 1963 la definitiva consacrazione della Parrocchia affidata ai Salesiani. L’edificio, con pianta a croce latina, a tre navate, con cupola e campanile, viene realizzato su progetto dell’architetto Gussoni di Torino. Al centro della facciata neoromanica, sormonta il portale la statua di San Giuseppe Operaio. Sulla lunetta a mosaico sono rappresentati la Madonna e San Giovanni Battista. L’interno della chiesa (così come le absidi) è ampiamente affrescato ad opera del pittore Guglielmino di Torino, autore pure delle pale d’altare e della Via Crucis. Immagini stilizzate appaiono sui vetri colorati delle ampie finestre laterali. L’organo, fabbricato dalla ditta Aletti di Monza, è stato recentemente riportato a nuova vita ed un concerto solenne nell'estate 2002 ne ha celebrato l’avvenuto restauro.
 
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Il Teatro Erios

Con un aumento di pubblico del 60% fra il 2002 ed il 2003, il teatro Erios costituisce il terzo polo culturale biellese in questo ambito. Le stagioni teatrali spaziano fra l’operetta – che l’Erios ha avuto il merito di riportare all’attenzione del pubblico non solo locale – il teatro per ragazzi, la prosa più classica, gli spettacoli musicali, le commedie in lingua piemontese. Il teatro viene inoltre utilizzato ampiamente per conferenze e occasioni diverse da parte del Comune e delle associazioni locali; può essere inoltre affittato, con tariffe approvate dal Comune, rivolgendosi direttamente al gestore. Il locale nasce nel 1927 su iniziativa dell’industriale Ermanno Rivetti che, dopo aver creato il villaggio operaio per i dipendenti della sua manifattura - la Pettinatura Italiana - volle anche offrire spazi adeguati ed occasioni diverse per i momenti del tempo libero. Il nome del teatro, da alcuni in passato messo in relazione con “Erion”, in greco “lana”, è la sigla che corrisponde a “Ermanno Rivetti Opere Sociali”. Attualmente è stato dotato di tutte le nuove tecnologie di proiezione e audio, nonchè di un proiettore l6 mm per proiezioni di film muti in collaborazione con le principali cineteche italiane. Le poltroncine ad interassi di 1 metro, sono 285 in platea e 52 in galleria. Nella hall è stata realizzata una bouvette e trovano spazio di volta in volta piccole esposizioni di libri e mostre diverse. Il Cinema Teatro Erios si trova in Via Q. Sella, 57- Tel. 015 510568 Info: Tel. 015 2536417 www.cineteatroerios.com e-mail: erios@mclink.it Uff. Cultura - Palazzo Municipale (P. T.) Tel. 015 512041

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