VIAREGGIO

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Storia

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Dalle origini al dopoguerra

Una delle memorie più antiche di Viareggio è posteriore alla prima metà del XII secolo, periodo in cui Lucchesi e Genovesi, alleati contro Pisa, edificarono un castello a difesa della costa e del territorio circostante. Un modesto fortilizio ma di imponenti dimensioni che venne denominato "Castrum Viaregii" e che venne difeso dai lucchesi - con non pochi sforzi - per quasi tre secoli e mezzo, cioè fino alla sottomissione di Pisa a Firenze. Dopo essere stato conquistato dal Barbarossa che lo consegnò a Pisa, il castello tornò nelle mani di Lucca soltanto nel 1221, ma fu solo dopo la morte dell'imperatore Federico II che ebbe inizio un lungo periodo di possesso del Castello di Viareggio da parte dei lucchesi. Il forte di Viareggio e la modesta foce del Canale Burlamacca che gli scorreva accanto assunsero importanza nel 1441, quando Lucca perse nuovamente il suo potere sul castello e sull’approdo marittimo di Motrone; Viareggio divenne così l’unico sbocco al mare dello Stato lucchese, cosa di cui guadagnò il territorio circostante, peraltro fino ad allora in condizioni di abbandono. Si decise quindi di bonificare la palude che orlava la costa per favorire la crescita urbana e demografica di quello che stava divenendo un piccolo borgo, e per incrementare il traffico - perlopiù di sete, lane e vettovaglie, alla foce del Canale. Nel 1480 il movimento marittimo aveva assunto una discreta importanza e Lucca decise di offrire gratuitamente terreno a chi decideva di costruire una casa a Viareggio. L’inospitalità dei luoghi e l’alto tasso di mortalità dovuto alla malaria, però, ne ostacolarono lo sviluppo e il continuo regredire del mare rese scarsamente valido il castello di Viareggio come difesa dello scalo marittimo e delle attività commerciali che vi si svolgevano. Per questo, nel 1534, fu eretta un’altra fortificazione, la Torre Matilde, che garantiva una miglior protezione e che fece da nucleo attorno al quale si formò un piccolo centro abitato. Nel 1559 venne innalzata una prima, piccola chiesa dedicata a San Pietro, l'apostolo pescatore, proprio nei pressi della Torre Matilde. Successivamente, la modesta cappella si trasformò nell'attuale Chiesa della Santissima Annunziata. Nel 1617 Viareggio fu destinata a sede di Vicaria per le località che fiorivano sulle colline alle sue spalle e iniziò ad ingrandirsi tanto che, nel 1701, il Consiglio generale della Repubblica Lucchese lo dichiarò "Comunità", dando agli abitanti il diritto di riunirsi in consiglio per decidere propri provvedimenti. Lo sviluppo di Viareggio, però, procedeva con difficoltà: il suo retroterra si presentava come un'immensa landa acquitrinosa, apportatrice di morte e desolazione, tanto che, a quel punto, Lucca decise di investire il tutto per tutto nella bonifica del territorio, incaricando il famoso ingegnere idraulico Bernardo Zendrini. I lavori terminarono nel 1741, la malaria cominciò a diminuire progressivamente, fino a scomparire del tutto. Un altro grave problema sorse, però, per il fatto che la vegetazione abbattuta non creava più protezione per le colture dell’entroterra, violentemente spazzate e danneggiate dal vento di mare. Venne quindi innalzata lungo la spiaggia una barriera artificiale, una striscia di bosco a pini: le future pinete di Viareggio, incomparabile oasi di verde, l’una – quella di Ponente – inserita ora nel tessuto urbano e l’altra – quella di Levante – lussureggiante di vegetazione, costituita in Parco naturale con i territori di Massaciuccoli, Migliarino e S. Rossore. Viareggio richiamò gente dalle località vicine e anche molte famiglie nobili lucchesi si stabilirono nella zona. Il paese si ampliò, le attività di pesca, cantieristica e marineria velica assunsero notevole importanza, tanto che nel 1819 la duchessa di Lucca Maria Luisa di Borbone decretò la costruzione della prima darsena e nel 1820 elevò Viareggio al rango di "città". Nel 1822 la principessa Paolina Bonaparte Borghese, sorella di Napoleone, fece costruire vicino alla riva del mare una graziosa ed elegante villa, in cui soggiornò nei suoi ultimi anni di vita. Era l’inizio di una nuova stagione per Viareggio, quella caratterizzata dall’usanza dei bagni di mare: per la bellezza della spiaggia, per la felice posizione geografica, per il senso di ospitalità degli abitanti, la città si avviava ad essere un centro balneare rinomato, preferito soprattutto dai lucchesi che vi crearono i primi modesti stabilimenti. Accanto alle case del popolo si elevarono quelle signorili e l’espansione urbanistica si spostò dall’antico nucleo stretto attorno alla Torre Matilde verso il mare e lungo la spiaggia. All’inizio del Novecento la città era già la "Perla del Tirreno", un centro mondano, culturale e turistico apprezzato in tutta Europa e caratterizzato da una particolarissima architettura sospesa tra eclettismo e liberty. Nel corso della seconda guerra mondiale violenti bombardamenti distrussero interi quartieri, ma Viareggio seppe risorgere, ricostruendo le sue case, gli alberghi e gli stabilimenti balneari, tornando così al suo splendore.

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