VESTONE

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Storia

 
Storia

CENNI STORICI

Allo stato delle cose non ci sono a Vestone e a Nozza testimonianze documentate di considerevoli insediamenti umani prima della conquista romana. Non è però difficile immaginare che la zona sia stata interessata dalla presenza di quelle popolazioni retiche che sono invece documentate nelle zone vicine, specialmente a Idro. Le località più fortunate per posizione climatica, come Promo e Tesolo, hanno certamente ospitato i primi insediamenti umani della zona. Sono poche anche le tracce della presenza romana, che si limitano al ritrovamento di qualche moneta. Più consistenti invece le testimonianze del primo cristianesimo. Non è ancora chiaro il ruolo avuto dalla chiesa di San Quirico a Nozza nella diffusione del Cristianesimo in Valle, ma anche a Promo il cristianesimo si deve essere affermato molto presto, data la presenza di chiese molto antiche. Agli albori del Medioevo a Nozza, sulla rupe che fa da sbarramento alla Valle, viene costruita la Rocca, ai cui piedi si sviluppa ben presto un agglomerato urbano, luogo di transito di genti e di eserciti. Si può facilmente dire che il mercato di Nozza sia vecchio quanto il paese; dal maniero difensivo ai traffici economici si giunge poi a concentrare a Nozza il centro amministrativo della Valle Sabbia. Il Governo Veneto nel 1597 concede ai Valsabbini l’autonomia, soprattutto mercantile, ma già nel 1573 erano stati pubblicati gli Statuti della Valle e nel 1595, sempre a Nozza, era stata costruita la “Casa della Valle”. A Vestone, grazie alle acque del Chiese e del Degnone, dopo l’anno mille si svilupparono operose fucine. Lentamente Promo perse d’importanza a vantaggio del nuovo paese dinamico che andava organizzandosi, conscio di una posizione invidiabile. La crescita fu costante, solida, basata su un florido commercio, che attirava le popolazioni montane delle Pertiche, stimolata certamente anche dal transito delle persone nel fondo valle. Nel 1600 Vestone è già il paese più importante della Valle, non per numero di abitanti, ma per posizione economica. La stessa struttura edilizia delle case, non appariscenti, ma nobili ed eleganti, testimonia, nel trascorrere del tempo, la costante ascesa del paese, così come, dopo il 1400, l’emancipazione della Parrocchia dalla Pieve di Idro rappresenta un’ulteriore tappa della storia dello sviluppo di Vestone. In questo contesto è importante rimarcare il ruolo svolto nel 1600 e nel 1700 dai due conventi voluti dalla fede e dalla generosità del dott. Fabio Glisenti. Ma è nel 1800 che Vestone riassume nelle sue iniziative quasi tutta la storia della Valle Sabbia. Date 1797 - Annessione della Repubblica Bresciana alla Repubblica Cisalpina. La Valle Sabbia insorge contro i giacobini bresciani e francesi. Rappresaglia dei Francesi. Nella successiva organizzazione amministrativa napoleonica Nozza è capoluogo del Distretto 15 o Distretto delle Fucine, appartenente al Dipartimento del Mella. 1814 - Annessione della Lombardia all’Austria. Congresso di Vienna. Nel luglio 1823 l’Arciduca Ranieri, vicerè d’Italia, visita la Valle Sabbia. 1825 - 1835 – Vengono costruite la strada tra Brescia e la Valle Sabbia attraverso le “coste” di Sant'Eusebio e la strada tra Casto e Brozzo. 1848 – I^ guerra d’Indipendenza: nel mese di marzo, 500 austriaci della guarnigione del castello di Brescia, ritirandosi verso il Trentino, passano da Vestone. Dopo alcune battaglie contro truppe di volontari (i Corpi franchi) in alta valle, gli Austriaci, in agosto, tornano a Brescia. 1859 – II^ guerra d’Indipendenza. L’8 giugno le truppe austriache lasciano la Valle Sabbia, sostituite da quelle franco-piemontesi del Cialdini e dai “Cacciatori delle Alpi”. 1860 – Spedizione dei Mille. 1861 – Elezioni politiche. Amministrativamente i Comuni della Valle Sabbia appartengono al Circondario di Salò, diviso in Mandamenti, fra i quali il Mandamento di Vestone. 1876 e 1872 – Il Ministro Giuseppe Zanardelli visita la Valle, con soste a Vestone. 1887 – Arriva il primo tram a Vestone. 1889 – Presso l’ex convento, trasformato in Caserma, intitolata al garibaldino Giovanni Chiassi, è insediata una Compagnia degli Alpini, chiamata dapprima “Rocca d’Anfo” e successivamente “Battaglione Vestone”. 1897 – A Nozza viene fondata la “Piccola Banca Valsabbina di San Pietro”, con agenzie ad Agnosine, Vestone e Idro. 1898 – Arriva la luce elettrica. 1898 – Viene istituita a Vestone la “Cassa Cooperativa di Credito Valsabbino”, che dal 1941 assumerà la denominazione di “Banca Cooperativa Valsabbina”. 1904 – Inizia a Vestone l’attività della ditta A.V.E. 1906 – Viene costruita a Vestone la sede della colonia elioterapica cremonese. 1908 – Viene inaugurato l’Asilo di Nozza. 1911 – Costruzione della nuova Scuola Elementare di Vestone, intitolata al garibaldino Giuseppe Cesare Abba. 1913 - 1914 – Costruzione del Ricovero Valsabbino “Angelo Passerini” a Nozza. 1915 - 1918 – Prima guerra mondiale: Vestone e Nozza ricordano 31 giovani caduti per la Patria. 1921 – A Vestone si inaugura il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale. 1931 – Inizia lo smantellamento della via ferrata. 1940 - 1945 – II^ guerra mondiale: molti giovani combattono e muoiono su tanti campi di battaglia. 1943 (23 settembre) – Viene fondata a Salò la Repubblica Sociale Italiana. In Valle incomincia ad organizzarsi il movimento della Resistenza (Brigata Perlasca) 1945 (27 aprile) – I Tedeschi prima di arrendersi fanno saltare con le mine il ponte di Nozza. 1948 (1 gennaio) - Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. 1956 – Vestone è sede di una sezione staccata della Scuola Media. 1957 – A Vestone iniziano i lavori per la costruzione della circonvallazione da parte dell’Amministrazione Provinciale. 1963 – Inaugurazione del Monumento agli Alpini a Vestone. 1968 – Inaugurazione del Monumento ai Caduti di Nozza, opera dello scultore Cirillo Bragozzi. 1968 – E’ istituita a Vestone una sezione staccata dell’Istituto Tecnico Commerciale “C. Battisti” di Salò. La “Ragioneria” verrà trasferita ad Idro, presso il nuovo Centro Scolastico Polivalente con l’anno scolastico 1986/87. 1983 – Viene inaugurato il teatro. 1983 – La Regione Lombardia finanzia la costruzione del Poliambulatorio di Nozza. 2003 – Inaugurazione della Scuola Elementare unica, che accorpa i plessi delle Scuole Elementari di Vestone e di Nozza. Per ogni paese i dati geografici sono estremamente significativi al fine di dare conto di aspetti importanti della sua storia. Nel caso della realtà territoriale che oggi è racchiusa nei confini amministrativi del comune di Vestone tale significatività raggiunge un’importanza difficilmente eguagliabile. Ciò è dovuto alla posizione che sulla carta geografica della provincia bresciana occupa Vestone, e alle conseguenze ad essa legate. Non a caso, nel corso dell’età veneziana (1426-1797) le comunità di Vestone e Nozza seppero sfruttare al meglio la loro peculiarità geo-fisica. Poste in zona di confine, lungo un’importante arteria di scambio tra le regioni dell'Italia settentrionale e gli Stati dell'Europa del Nord, tali realtà territoriali furono in grado di svolgere l'importante ruolo di crocevia del traffico commerciale che dalla Lombardia veneta era diretto verso il Principato vescovile di Trento e viceversa. Vestone e Nozza, pur essendo non solo prive di materie prime importanti (minerale di ferro, ecc.) che caratterizzavano le comunità della Valle Trompia, ma anche del patrimonio boschivo presente nel limitrofo Trentino, seppero inserirsi a pieno titolo nel circuito produttivo e commerciale della metallurgia alpina. Furono infatti capaci di ottenere a costi concorrenziali tanto il minerale, quanto il legname e il carbone, l'uno e gli altri elementi indispensabili per l'industria del ferro. Ciò venne facilitato da un insieme di fattori, tra i quali possiamo ricordare: la rete viaria discretamente estesa e articolata che collegava Vestone e Nozza alle convalli limitrofe; le numerose esenzioni fiscali accordate da Venezia agli operatori locali e, infine, la presenza della fiera commerciale di Nozza. Proprio la connotazione di Nozza come luogo di scambio si è radicata al tal punto che, nel corso dei secoli, la comunità nozzese ha finito per essere punto di riferimento per tutti coloro che nell’alta Valle Sabbia desideravano vendere le loro produzioni sia agricole sia manifatturiere. Tuttavia, anche il ruolo amministrativo dell’attuale territorio di Vestone assunse, nel corso del periodo veneto, una notevole importanza. Non a caso le adunanze del Consiglio generale della Valle Sabbia (l’organo politico-amministrativi sovraccomunale che dava voce alle comunità della valle) si svolgevano presso quella che era chiamata la Casa della valle, un edificio posto sul territorio dell’allora comune di Nozza, la cui costruzione è fatta risalire agli anni a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Nel 1595, secondo quanto riportato da un documento dei primi anni dell'Ottocento, il comune di Nozza assegnò alle istituzioni della Valle Sabbia l'area sulla quale sorse la Casa. A fronte di questo preciso impegno da parte della comunità di Nozza, gli organi istituzionali della Valle Sabbia si vincolarono a tenere tutte le adunanze del Consiglio generale e a fissare la sede dell'amministrazione giudiziaria valligiana presso tale edificio. Nell’anno che segnò la caduta della Repubblica di Venezia (1797), la Casa della Valle fu incendiata dai giacobini bresciani per porre fine all’orgogliosa insorgenza filoveneziana dei valsabbini. Tale episodio segnò profondamente la vita della comunità di Nozza, che nei decenni successivi (periodo napoleonico e Restaurazione) assistette all’inevitabile ridimensionamento del suo ruolo amministrativo. Durante l’età francese si registrò invece il consolidamento del peso di Vestone quale centro burocratico-amministrativo d’importanza non solo locale. Grazie alla sua posizione che lo poneva alla confluenza d’importanti vie di comunicazione, Vestone (comune di terza classe) fu preferito a Bagolino (comune di seconda classe) quale sede di cantone. Inoltre, Vestone vide raddoppiare la propria popolazione grazie all’aggregazione di altri comuni e divenne residenza del sottoispettore dei boschi per i distretti di Chiari, Verolanuova e Salò. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento, l’influenza di Vestone sulla società e sull’economia valsabbina andò sempre più crescendo, tanto da divenire punto di riferimento della élite valligiana, dato che era sede di importanti uffici amministrativi e giudiziari tra i quali vanno ricordati l’Ufficio del registro, quello delle imposte e l’Ispettorato forestale. Proprio per queste sue spiccate caratteristiche di centro amministrativo e commerciale, Vestone non era assimilabile né alle altre realtà territoriali dell’omonimo mandamento, che potevano contare solo sulle poche risorse ottenibili dall’agricoltura montana e dall’artigianato, né alle realtà di fondovalle (Vobarno, Roé Vociano, Villanuova), che ospitavano grandi complessi industriali. Con i suoi uffici amministrativi, le sue attività commerciali e creditizie (Banca Cooperativa Valsabbina, Piccola Banca San Pietro) in quella fase Vestone era diventata la “capitale borghese” della valle. Non solo, ma tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, Vestone fu protagonista dell'unica iniziativa economica di rilievo che interessò l’Alta Valle Sabbia nel corso della prima fase del XX secolo: la costituzione, il 25 novembre 1904, per merito dell'imprenditore edile Lorenzo Bonomi, di una società in accomandita "per la lavorazione del legno applicata all'elettricità". Fondata in concomitanza con la realizzazione in valle di una delle prime centrali elettriche di grandi dimensioni, - l'impianto idroelettrico del Caffaro - fu la prima azienda italiana produttrice di materiale elettrico. All'indomani del secondo conflitto mondiale l'economia bresciana si trovò a dover affrontare i gravi problemi connessi alla ricostruzione. Lo sforzo che tanto Brescia quanto l’intera provincia sostennero per riattivare i trasporti, incrementare la produzione di energia elettrica, assicurare fertilizzanti all’agricoltura e reperire materie prime all’industria fu notevole. Tuttavia i risultati non si fecero attendere: già a partire dal 1948 l'industria manifatturiera recuperò quasi interamente i livelli produttivi prebellici. La vigorosa ripresa e soprattutto la concreta riconversione produttiva assunsero nel Bresciano un significato anche maggiore rispetto ad altre aree, poiché nella nostra provincia durante gli anni di guerra molti comparti manifatturieri furono monopolizzati dalla produzione militare. Nonostante questa forte e, per certi versi, inaspettata ripresa, per tutti gli anni Cinquanta permase un marcato squilibrio nel processo di industrializzazione delle singole realtà del territorio bresciano. Mentre i centri posti sulla direttrice Milano-Bergamo-Brescia furono i protagonisti dell'exploit dell'economia provinciale, i comuni dell'Alta Valle Sabbia (tra i quali Vestone) rimasero, se non del tutto esclusi, appena sfiorati dal nuovo processo di industrializzazione, dalla partecipazione alla gara dello sviluppo. Proprio il mancato decollo economico di questa parte del Bresciano portò alla ripresa del fenomeno migratorio. Alla fine degli anni Quaranta furono numerosi i vestonesi che si trovarono costretti a cercare lavoro all'estero. In quegli anni però, a differenza di quello che era accaduto nei primi decenni del secolo, le mete furono i paesi europei, soprattutto Svizzera, Francia e Belgio. Un dato su tutti ci ricorda la vastità del fenomeno: dal 1946 al 1950 il saldo migratorio dell'Alta e Media Valle Sabbia fu negativo di 645 unità. Tuttavia, a partire dagli anni Sessanta, la comunità di Vestone fu interessata da un lento ma costante sviluppo di piccole attività a carattere artigianale e industriale. Alla base di questo fenomeno stavano innanzitutto tre ordini di fattori: in primo luogo le iniziative economiche intraprese dagli emigranti di ritorno che portarono in valle, oltre alle risorse finanziarie, anche un notevole bagaglio d'esperienza; in secondo luogo si rivelò di estrema importanza la capacità imprenditoriale dimostrata da molti ex-dipendenti di aziende locali che si misero in proprio; e, infine, l'effetto prodotto dalla diffusione dell'industrializzazione in un'area contigua a Vestone come la zona di Lumezzane. Lo sviluppo si concentrò lungo due direttrici: la prima decretò il successo del polo siderurgico, mentre la seconda portò all'affermazione del settore meccanico. In particolare, lo sviluppo di quest’ultimo settore fu determinato dalla possibilità di dividere in più fasi indipendenti il processo produttivo. Tant'è che questo portò alla creazione di una fitta rete di imprese dedite alla subfornitura, consentendo così la collaborazione e la cooperazione di più realtà produttive alla realizzazione del prodotto finito. L'area vestonese seppe, per esempio, valorizzare il settore legato alla costruzione di stampi. Nata negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale come una delle fasi di supporto per la fabbricazione di materiale elettrico, questa specializzazione fu in grado di sviluppare un proprio complesso di cognizioni ed esperienze sul quale nel tempo si andarono consolidando ulteriori competenze. Durante tutti gli anni Ottanta e Novanta questo tessuto economico andò infittendosi tanto da dar vita ad un vero e proprio sistema locale di produzione, particolarmente flessibile nel seguire le richieste del mercato e nell'offrire prodotti differenziati, adatti a esigenze particolari. Fu così che si crearono le condizioni per la comparsa sulla scena economica vestonese di un vasto ceto di piccola e media borghesia produttiva, proveniente nella quasi totalità dei casi dall'ambiente degli artigiani e degli operai specializzati. In questo modo, il modello segnava l'economia e la società di Vestone, tanto che allo schiudersi del nuovo millennio la ricchezza del tessuto economico locale ha consolidato il modello della libera iniziativa, del lavoro autonomo e indipendente.

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