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Santo Stefano in Rocca

Giungendo a Nozza, per chi viene da Brescia, la rupe incombente della rocca è resa più gentile dalla chiesetta di Santo Stefano protomartire, costruita probabilmente per i castellani e per la guarnigione della Rocca di Nozza nel XIII secolo. Insieme alla vicina cappella dedicata a San Quirico rientrava nella giurisdizione della Pieve di Santa Maria di Provaglio Val Sabbia. Citata per la prima volta in un documento dell’archivio vaticano del 1334 - 1335, oltre che nel 1410 come “Santo Stefano de Noxa”, la chiesetta ha tutte le caratteristiche delle costruzioni romanico-gotiche sparse per le campagne e per le montagne. Le eleganti finestrelle laterali ne ingentiliscono l’aspetto. In occasione dei restauri effettuati da parte del pittore Vittorio Trainini nel 1931, sono venuti alla luce affreschi raffiguranti Sant'Antonio Abate e San Sebastiano, riportanti la data “MCCCCLXXV die primo octobris” (1 ottobre 1475) ed altri firmati “…franciscus tadei Nicolaus e petrus de la noza 1492 iunii…”
 
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Chiesa Parrocchiale di Nozza

Dedicata ai Santi Stefano protomartire e Giovanni Battista, fu costruita fra il 1556 e il 1579. Consacrata il 23 ottobre 1600, fu trasformata dall’originale stile romanico all’attuale stile barocco fra il 1754 e il 1765. Nella chiesa si possono ammirare i numerosi affreschi della volta, attribuiti allo Scalvini, e la bella pala centrale del presbiterio, firmato da Giacomo Palma (Palma il giovane), recentemente riportata ai bei colori originali, raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù nella Gloria del Cielo, insieme a San Giovanni Battista, Santo Stefano e San Lorenzo, racchiusa in una mirabile cornice lignea, opera dei Boscaì.
 
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Chiesa Parrocchiale di Vestone

Giunti a Vestine, nella piazza centrale, ora Largo Nikolajewka – Per la Pace, si impone la maestosa facciata seicentesca della chiesa parrocchiale, con il portale in pietra nera di Levrange. Dedicata alla Visitazione della Vergine a santa Elisabetta, fu costruita nell’ultimo decennio del Cinquecento e consacrata il 4 maggio 1625. All’interno si possono ammirare tele di Palma il giovane, del Rottini, del Paglia e di A. Rubagotti, un grande crocefisso seicentesco e preziosi reliquari del XVII secolo, provenienti dal Convento di Mocenigo. Purtroppo buona parte del patrimonio artistico è andato distrutto a causa delle incursioni e devastazioni operate dai numerosi eserciti che hanno attraversato la valle, utilizzando la chiese come ospedale o come luogo di sosta. Da non dimenticare l’incendio di sette tele di Palma il giovane e dell’archivio comunale da parte dei francesi del generale Chevalier, il 5 maggio 1797, durante la spedizione punitiva nella Valle Sabbia ribelle ai nuovi ordinamenti scaturiti dalla Rivoluzione Francese.
 
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La Rocca di Nozza

Edificata presumibilmente verso la fine del primo millennio. 1198: citata per la prima volta quale luogo di detenzione di 60 nobili bresciani, fatti prigionieri da Oberto da Savallo. 1362: distrutta da Bernabò Visconti. 1401: ricostruita da Giovanni Linelli da Castiglione e da Simone dell’Orsina, condottieri al servizio dei Visconti. 3 novembre 1401: l’imperatore del Sacro Romano Impero Germanico Roberto del Palatinato concede ad Alberghino da Fusio il feudo della Media Valle Sabbia. Fra il 1410 e il 1415 la Rocca viene affidata da Pandolfo Malatesta a Galvano da Nozza, per la difesa della Valle dai Visconti di Milano. 1427: la Valle Sabbia giura fedeltà a Venezia e, quando verso la fine del secolo XV, Venezia inizia la costruzione della Rocca d’Anfo, la Rocca di Nozza perde definitivamente il suo ruolo di baluardo della Valle.
 
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Chiesa di San Lorenzo a Promo

Parte probabilmente di una diaconia sussidiaria della Pieve di Santa Maria “ad undas” di Idro, la chiesa di Promo, dedicata a San Lorenzo, nel contesto dell’originaria organizzazione religiosa della Pieve, potrebbe essere stata una cappella annessa ad un ricovero di pellegrini già nei secoli VIII o IX o forse ancora prima. Dai documenti a disposizione risulta che si staccò dalla Pieve di Idro il 15 settembre 1480. Nonostante i rimaneggiamenti subiti è ancora oggi la costruzione più prestigiosa del territorio del Comune di Vestone. All’esterno, verso il cimitero (piccolo monumento ottocentesco delle “glorie valsabbine”) un’elegante loggetta rende l’insieme più piacevole. Sulle pareti interne, scoperti e restaurati da pochi anni, vi sono interessanti affreschi: uno è datato 1533. Ma il vero capolavoro è un maestoso polittico cinquecentesco posto in bella vista nel presbiterio, le cui tavole, seppur con qualche dubbio, sono attribuite a Martino da Gavardo, un pittore che ha operato nei primi anni del 1500. In un’elegante architettura lignea sono inserite, nel registro inferiore, le tavole della Madonna con San Lorenzo e Santo Stefano a figura intera, San Giovanni e San Giuseppe a mezzo busto; nel registro superiore Dio Padre con ai lati San Sebastiano e San Rocco e nel fastigio l’Annunciazione. Il tutto appoggia sulla predella in cui è rappresentata l’Ultima Cena unitamente al Martirio di San Lorenzo. Il polittico, vero capolavoro d’arte sacra di Vestone, è il migliore esempio valligiano rimasto fra i tanti che dovevano decorare le chiese del cinquecento.
 
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Chiesa del Convento di Mocenigo

Dedicata ai Santi Francesco e Antonio, la chiesetta dei Frati francescani, annessa al convento costruito fra il 1603 e il 1607, e stata recentemente recuperata e riportata alle linee originarie (1990) dagli Alpini di Vestone, dopo anni di totale incuria. Le pale dei due altari della chiesa furono vendute dai privati, proprietari dell’immobile, alla Pinacoteca Brera di Milano. I pochi resti mortali del beato padre Angelo Tavoldino da Vestone furono riesumati e trasportati nella chiesetta privata di Mattarello, ove sono ancora custoditi. Da non dimenticare l’elegante chiostro dell’ex convento, ora cortile interno a disposizione dei residenti negli alloggi recuperati nella struttura del convento.
 
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La Chiesetta di Piazze a Nozza

E’ una piccola cappella, situata a monte dell’abitato di Nozza, edificata alla fine del 1800 a coronamento di un bell’affresco, opera di anonimo, forse un allievo del Foppa, datato 12 maggio 1512, raffigurante la maternità, a cui gli abitanti di Nozza sono stati sempre molto devoti.

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