VERUCCHIO

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Cenni storici

Sebbene l’assetto urbanistico di Verucchio mostri ancora l’originaria struttura medioevale, le origini dell’abitato sono in realtà molto più antiche. Tutta la zona, infatti, é stata oggetto di scavi archeologici durante i quali sono venuti alla luce numerosi reperti appartenenti all’età del Ferro. Si evince, pertanto, che Verucchio sia stato centro di un importante insediamento di cultura villanoviana, la cui storia é ripercorribile attraverso il materiale esposto nel locale Museo Civico. I primi rinvenimenti nell’area risalgono già al Seicento, ripetendosi poi nell’arco del XIX secolo, raggiungendo infine i risultati più interessanti negli anni ‘60 e ‘70 di quello scorso. Di grande importanza é soprattutto la varietà tipologica dei ritrovamenti: non solo ossuari, quindi, ma anche frammenti di tessuto, di armi, di utensili, nonché ampi corredi in ceramica e in bronzo. Le tracce più antiche risalgono all’XI - X secolo a.C., fino ad arrivare al VI secolo a.C. In età romana Verucchio, il cui toponimo ha probabile origine dal termine latino verruca, ossia “luogo aspro ed elevato”, faceva parte del territorio di Ariminum. Altro periodo di notevole interesse é poi l’età medioevale, quando Verucchio si configurava quale feudo malatestiano, orgoglioso dell'inespugnabile Rocca da cui la potente famiglia riusciva a controllare il proprio dominio fino alla costa e alle Marche. Nel 1462, dopo circa quattrocento anni, Federico da Montefeltro si impose sui Malatesta decretando in tal modo la fine della loro signoria sul feudo di Verucchio. Nel XVI secolo papa Leone X lo elevò al rango di città. Le famiglie comitali dominanti che si succedettero a Verucchio furono dapprima i Medici ed in seguito i Pio Comneno. La zona tornò infine ad essere proprietà della Chiesa.

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