TREVI

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Complesso Museale di San Francesco

Negli ambienti dell’ex convento francescano, edificato al tempo di san Francesco, trovano sede il Museo della Città, che racconta la storia urbanistica e sociale di Trevi, la Raccolta d’arte, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e l’Antiquarium con gli interessantissimi reperti di epoca Longobarda. La Raccolta d’arte è distribuita su tre sale ed accoglie opere di straordinario interesse storico-artistico della pittura umbra del Tre-Quattrocento, con l’Incoronazione della Vergine di Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, e una Madonna con il Bambino del periodo giovanile del Pinturicchio. Nel Museo della civiltà dell’Ulivo sono raccolte testimonianze sul paesaggio ulivato e della tradizione della coltura dell’olivo e della produzione di olio di cui Trevi vanta una storica tradizione. Il museo archeologico conserva materiali di scavo (cippi, iscrizioni, terrecotte) provenienti da Pietrarossa, sito dell’antica Trebiae romana: qui, recenti scavi hanno portato alla luce una necropoli longobarda, i cui manufatti rinvenuti hanno trovato qui collocazione.
 
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Chiostro di San Francesco

Il chiostro, restaurato nel 1834 da Giuseppe Valadier, presenta nelle lunette affreschi raffiguranti le Storie della vita di San Francesco, opera di Bernardino Gagliardi, pittore nato a Città di Castello nel 1609 e morto a Perugia nel 1660. La presenza del pittore a Trevi, intorno al 1645, si lega ad un curioso aneddoto: l’artista, “di carattere piuttosto caldo” si sarebbe infatti ritirato presso i Francescani per “aver menato le mani” in Perugia. In questo periodo di asilo avrebbe realizzato le lunette del Chiostro,con il miracolo dell’asino nella piazza di Trevi, i tondi con gli evangelisti e santi nel vano adiacente al chiostro e le decorazioni della foresteria raffiguranti le tre virtù cardinali: Fede, Speranza e Carità e la virtù monastica della Continenza.
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Chiesa di San Francesco

Una delle chiese degli ordini mendicanti meglio conservate in Umbria. Fu costruita nella prima metà del XIV sec su un preesistente edificio sacro del XIII secolo: si presenta a sala unica con tetto a capriate, abside centrale con dipinte le storie di Maria, secondo le prescrizioni del concilio di Norbona. L’interno conserva tracce di affreschi dei secoli XIX – XVI e un prezioso organo da muro del 1509, tra i più antichi del mondo del Cinquecento, di recente restaurato, e un Crocifisso da iconostasi, dipinto nel 1310 circa. Sia la Chiesa che il convento annesso testimoniano la presenza del santo a Trevi che predicò al popolo trevano nella piazza del Comune nell’anno 1213.
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Villa Fabri

La cinquecentesca Villa Fabri è indicata con nomi diversi, a seconda delle famiglie che l'hanno posseduta. Come ricordato in una lapide presente nella sala di disimpegno del piano seminterrato, fu Gerolamo Fabri a volerne la costruzione alla fine del Cinquecento, trasferendovisi nel 1603. Passò poi ai Venturini e quindi agli Onofri e Roncalli di Foligno, ai Carrara o Carrara- Rodiani di Terni, ai conti della Porta di Roma. Nel 1891 fu acquistata dal vescovo Mons. Hais per il Collegio Boemo. Negli anni Trenta passò al Collegio Etiopico che la detenne fino agli anni Ottanta. Nel 2000 è stata acquisita dal Comune di Trevi. Le sale del piano nobile sono dipinte con affreschi della prima metà del XVII secolo realizzati dal Pomarancio e Salimbeni. Le facciate presentano originali graffiti opera della scuola di Beuron che ha dipinto anche la cappella della villa. Il parco e la posizione splendidamente panoramica, con vista sulla valle sottostante fino a Spoleto, ne fanno uno dei luoghi più attraenti di Trevi. E’ sede della Fondazione Villa Fabri per lo studio della Biodiversità e il Paesaggio.
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Teatro Clitunno

E’ uno dei teatro storici dell’Umbria. Fu costruito nel 1875, con capitali forniti da privati, che così si assicuravano un palchetto ogni famiglia e dal Comune. La realizzazione dell'opera fu affidata al costruttore Domenico Mollajoli, che già si era cimentato con successo in opere analoghe. Il magnifico sipario, firmato e datato 1877, è opera di Domenico Bruschi e rappresenta l'imperatore Caligola che offre sacrifici al dio Clitunno. Inaugurato nel 1877 con la rappresentazione di un'opera lirica, per un secolo è stato il centro delle attività culturali, ricreative e sociali. Nel 1955, con leggere modifiche fu trasformato in cinema e di conseguenza, nel decennio successivo seguì il declino delle sale cinematografiche. Rilevato interamente dal Comune fu completamente restaurato negli anni 1987-1993 con i fondi FIO e riaperto in quell’anno.Durante l’anno è sede di incontri, concerti, rassegne teatrali.
 
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Torre Civica

Sorta nel XIII secolo quale emblema delle libertà comunali, ha subìto, a causa di vicissitudini belliche e naturali, vari rifacimenti e restauri. É il simbolo del Comune. Le sue campane non assolvono più ai compiti che in un distico sono riportati sulla maggiore di esse:” raduno truppe, conta i giorni, suono le ore, discaccio i temporali, celebro le feste e piango i morti”. Palazzo Comunale Il primitivo edificio del Duecento è stato portato allo stato attuale da forti rimaneggiamenti operati nel XV, XVI e XVII secolo. Il balcone fu costruito nel 1635. Le finestre rinascimentali furono commissionate in diversi tempi dai magistrati ricordati nelle iscrizioni.
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Facciate dipinte

All’incrocio fra via Zappeli e il corso è Casa Petrucci, elegante costruzione rinascimentale, che conserva in una delle sue facciate un dipinto di carattere profano raffigurante il mito di Diana e Atteone. In via Cavour, sulla facciata del monastero di San Bartolomeo, affresco raffigurante l’Annunciazione della Vergine, opera del maestro della Dormitio di Terni. Sotto il portico del palazzo comunale sono dipinti i santi protettori della città. In via dell’Ospizio l’immagine di San Cristoforo con una frammentaria Crocifissione.
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Duomo

La chiesa di sant’Emiliano, patrono della città, è documentata fin dal 1226. Della primitiva chiesa rimangono le tre absidi romaniche che conservano elementi scultorei dell’ultima fase del romanico in Umbria. L’attuale chiesa è frutto di una radicale trasformazione realizzata nel 1878 ad opera dell’architetto Luca Carimini. L’interno conserva un altare monumentale di epoca rinascimentale opera dello scultore Rocco da Viceno. Dello stesso periodo il fonte battesimale. Nei pannelli della cantoria la Passio di sant’Emiliano.
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Arco del Mostaccio

E' una delle antiche porte della primitiva cerchia di mura romane. Fortemente rimaneggiata nel XIII secolo, epoca a cui risale l'arco ogivale e la sovrastante bifora. La base dei piedritti dell'arcone interno, in blocchi di breccia rosa, è ciò che resta dell'antica porta romana coeva alle mura.
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Palazzo Lucarini Contemporary

Palazzo Lucarini Contemporary è un centro per l’arte contemporanea nato con l’intento di produrre, promuovere e diffondere l’arte e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni. Il Comune di Trevi concede gli spazi dell’omonimo palazzo all’Associazione Culturale Palazzo Lucarini Contemporary che, fondata nel Gennaio 2007 a seguito dello scioglimento dell’Associazione Culturale Trevi Flash Art Museum, svolge un ruolo di osservatorio e promozione del contemporaneo. Alle consuete attività espositive l’associazione aggiunge, grazie al lavoro di personale specializzato ed esperto, una serie di manifestazioni complementari (convegni, attività didattiche e workshop) dedicate sia ad un pubblico di adulti che agli studenti di ogni ordine e grado).
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Chiesa di Santa Reparata

Lungo il tracciato delle mura medievali della città verso nord si erge, sullo sfondo di uno splendido panorama, l’edicola di santa Reparata. E’ ciò che rimane della chiesa di santa Reparata che fu demolita per costruire la strada di collegamento fra il centro di Trevi e la stazione ferroviaria. Aveva originariamente un solo altare ed un'unica porta d'ingresso dirimpetto allo stesso. Anticamente jus patronatus della Comunità che vi eleggeva il cappellano, per risoluzione del 1378, la festa cadeva l' 8 ottobre, che era preceduta, la sera della vigilia, da una solenne processione con illuminata. Nel 1625 fu concessa alla Compagnia delle Stimmate di S. Francesco che l’ingrandì facendovi costruire un altro altare con quadro di S. Francesco.
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Mura Romane

La cinta muraria di Trevi è pressoché intatta. Si individua chiaramente il primitivo castello (il castrum fortificato in epoca romana) dagli ampliamenti medievali, sia per l'andamento che per il materiale da costruzione. La parte più antica è quella che ancora delimita l'abitato verso ovest, il resto è stata inglobata nelle costruzioni successive e nei fondi di alcune case si possono individuarne i resti. È una possente opera romana, da ascrivere al I secolo a.C., costruita con materiale locale, calcare massiccio e malta di calce ottenuta cuocendo la stessa pietra.
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Convento di San Martino

La Chiesa di San Martino sorge su una collina in fondo al Viale Ciuffelli, il lungo viale alberato luogo prediletto dai trevani per le lunghe passeggiate quotidiane. Fu edificata nel XV secolo in prossimità del luogo ove in origine era la chiesa detta di S. Martino della Pieve. Custodisce al suo interno affreschi di Tiberio da Assisi e Pierantonio Mezzastris. Nella cappella di san Girolamo uno bellissimo affresco dello Spagna in un ambiente suggestivo e perfettamente conservato. L'annesso convento fu costruito dai frati francescani "Osservanti" ai quali era stato ceduto il luogo nel 1479. Il chiostro è ornato con pitture di Ascensidonio Spacca dei primi anni del XVII secolo.
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Chiesa di Santa Caterina

Arroccata in posizione impervia, sulle balze della montagna alle spalle di Trevi, sono i resti della Chiesa di S. Caterina è ridotta a poco più di una capanna. Antichissima e sempre viva fu la devozione dei trevani verso S. Caterina, soprattutto per il fatto che nella memoria dei vecchi trevani la santa ha un particolare riferimento alla coltura dell'olivo, poiché proprio la data della sua festa - il 25 di novembre – coincideva con l’inizio della raccolta del prezioso frutto. Alla fine del XIX secolo la chiesa di S. Caterina fu demolita quasi completamente per recuperare le pietre necessarie alla costruzione dell'ala est dell'ospedale della città. Vi si conserva un prezioso affresco, raffigurante la Crocifissione con santa Caterina, datato alla prima metà del Trecento.
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Santuario Madonna delle Lacrime

La chiesa monumentale fu costruita a seguito del miracolo del 5 agosto 1485 della lacrimazione di una immagine della Madonna dipinta due anni prima sulla parete di una casa rurale. Il progetto originario della chiesa si deve a Francesco da Pietrasanta mentre la costruzione dell’edificio è opera di Antonio di Giorgio Marchisi da Settignano che la completò nel 1522. La facciata è ornata da un monumentale portale opera di Giovanni di Giampietro da Venezia (1495); fu privata del cornicione originale a seguito del terremoto del 1703. L'interno è una delle migliori realizzazioni del Rinascimento in Umbria. Da destra si possono ammirare: la Cappella di S. Ubaldo degli Angelucci da Mevale, la Cappella dei Magi del Perugino (1521), l'altare della Madonna con parte dell'affresco del 1483, la Cappella di S. Carlo Borromeo, la Cappella della Deposizione dello Spagna (1520), la Cappella di S. Alfonso, già di S. Caterina e infine la Cappella della Resurrezione di Orazio Alfani.
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Chiesa di santa Maria di Pietrarossa

Nella pianura, ai bordi degli orti delle Canapine ove si coltiva il famoso sedano nero di Trevi, lungo il percorso della via Flaminia romana, si erge la chiesa di santa Maria di Pietrarossa. Costruita su preesistenze romane, poi longobarde, fu ricostruita nei primi anni del basso medioevo. Singolare è l’architettura organica dell’edificio, un palinsesto di elementi su cui sono stati dipinte per secoli immagini votive della Madonna. Caratteristico il portico che corre intorno alla chiesa che nel medioevo ospitava mercati e riunioni di popolo.

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