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Todi sotterranea

L' articolato sistema di strutture ipogee che percorre il colle al suo interno fu realizzato per convogliare a valle le acque di superficie, attestando come le risorse idriche e le caratteristiche geomorfologiche della collina siano state sapientemente sfruttate dal punto di vista tecnico, per limitare i danni d’infiltrazione e per soddisfare le esigenze della vita quotidiana. La realizzazione dei primi cunicoli, dei pozzi e delle cisterne risale alla seconda fase di urbanizzazione dell’antica Tuder, tra il II e il I sec. a.C. Le due cisterne romane site sotto Piazza del Popolo, che reggevano la pavimentazione del Foro romano, sono tuttora ben conservate e visitabili. Le loro dimensioni sono notevoli: 80 m di lunghezza, 8 di larghezza e 8 di altezza. È possibile che esse siano state realizzate colmando l’avvallamento che separava la sommità dei due colli sui quali sorge la città, quello della Rocca e quello occupato dall’attuale Cattedrale. (fonte: www.visitodi.eu)
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Teatro comunale

Il sipario, che rappresenta l’arrivo di Ludovico Ariosto a Todi nel 1531, è opera di Annibale Brugnoli, artista perugino di grande fama, noto per lavori di prestigio, tra i quali la decorazione del soffitto del Teatro Costanzi di Roma, oggi Teatro dell’Opera. L’ampia platea di forma ovoidale è un tipico gioiello dell’architettura del Novecento, mentre i quattro medaglioni in terracotta, raffiguranti Metastasio, Alfieri, Rossini e Goldoni, furono realizzati dagli scultori Angeletti e Biscarini. Inaugurato nel 1876 con l’opera “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi, dal 1992 il teatro ospita, ogni anno, la stagione di prosa che, collegata allo Stabile dell’Umbria, ha offerto e continua a offrire spettacoli di spicco. A un elenco di nomi notevoli della precedente generazione, quali i Randone, Buazzelli, Ferrati, Zareschi, Bianchi, Miserocchi e Sassoli, si sono aggiunti i nomi di Poli, Sastri, Placido, Micol, Moriconi, Cecchi e i Giuffrè. È ricomparsa l’operetta ed è tornato il musical; sono stati ospitati grandi strumentisti (Accardo, Bacalov, Ballista, Ciccolini, Ughi solo per citarne alcuni), danzatori del livello di Paganini e Kemp e cantautori come Minghi, Vecchioni, Conte e Paoli. Viene, inoltre, rappresentata l’opera lirica, in accordo con lo Sperimentale di Spoleto, che include Todi nel circuito umbro. (fonte: www.visitodi.eu)
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Museo Civico Pinacoteca

La storia millenaria della Città è ben ricostruita nei siti museali cittadini. All’ultimo piano del Palazzo del Popolo e del Palazzo del Capitano si trova il Museo Civico Pinacoteca, riaperto al pubblico nel 1997, che riordina le raccolte civiche, organizzate in varie sezioni. Inaugura la visita il Museo della Città, che illustra i momenti più significativi della storia cittadina, dalla leggenda delle origini al Risorgimento. In particolare, qui si trovano: la preziosa lastra marmorea di X-XI sec. raffigurante S. Fortunato, S. Cassiano e il Cristo Redentore, il cinquecentesco modello in legno del Tempio di S. Maria della Consolazione, realizzato da Ventura Vitoni e la sella di Anita Garibaldi, lasciata a Todi durante la ritirata da Roma nel luglio 1849. Seguono cinque sezioni tipologiche: la sezione Archeologica testimonia gli stretti legami commerciali tra Todi e la vicina Orvieto e comprende ceramiche attiche a figure nere e rosse, oggetti di uso domestico e di ornamento femminile, terrecotte architettoniche e bronzetti votivi. La sezione Numismatica comprende monete greche, preromane, romane di età repubblicana e imperiale, ostrogote, bizantine, medievali e moderne, per un totale di quasi 1500 esemplari; tra questi, 130 monete appartengono alla zecca locale. Nella sezione Tessuti è possibile osservare paramenti sacri e rari manufatti in seta, velluto, damasco e lino, realizzati tra il XV e il XVIII sec., mentre la sezione Ceramica ospita vasellame di uso comune tra VIII e XIII sec. La Sala del consiglio dei Priori è riccamente decorata con i ritratti degli uomini illustri di Todi, l’affresco della città con il suo territorio, la Leggenda della fondazione di Todi e l’Ingresso dell’Imperatore Traiano a Todi, opera di Ignazio Mei (1719-21). Ultima, ma non certo per importanza, la Pinacoteca, contenente la pala di Giovanni di Spagna, uno dei più importanti discepoli del Perugino, raffigurante l’Incoronazione della Vergine, la Deposizione di Pietro Paolo Sensini (datata 1608), sei tele di Ferraù da Faenza (cinque provenienti dalla Cattedrale di Todi e una dalla Chiesa di S. Fortunato) e la Madonna con Bambino e Santi, opera di Andrea Polinori, tra i principali allievi dei Caracci. (fonte: www.visitodi.eu)
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Museo Lapidario della città di Todi

Il monastero di San Giovanni Battista, meglio conosciuto dai cittadini tuderti come Monastero delle Lucrezie in onore di Lucrezia della Genga, la nobile anconetana che lo abitò, tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, insieme ad altre dodici consorelle dell’Ordine Terziario Femminile, ospita oggi il Museo Lapidario della città di Todi, inaugurato il 26 Settembre 2009. Nell’abside dell’ex chiesa dedicata a S. Giovanni e nei due locali attigui sono esposti reperti lapidei di età romana, medievale, rinascimentale e moderna, che documentano oltre venti secoli di storia tuderte e che costituiscono una delle più antiche raccolte dell’Umbria, dopo quella di Gubbio. Dal chiostro del monastero è possibile godere uno dei più suggestivi scorci panoramici sul convento di Montesanto e sulla Media Valle del Tevere. (fonte: www.visitodi.eu)
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Campanile di San Fortunato

Saliti 153 gradini, dal campanile di S. Fortunato è possibile godere una vista a 360° sulla città e sulla Media Valle del Tevere. In direzione frontale si può scorgere Perugia, il capoluogo di regione, polo culturale ed economico dell’Umbria, città d’arte ricca di storia, nonché sede dell’Università degli Studi, fondata nel 1308 e della più grande Università per Stranieri d’Italia. Non molto lontano da Perugia è visibile il Monte Subasio, mentre in condizioni di ottima visibilità si può avvistare la cima del Terminillo, massiccio montuoso appartenente al gruppo dei Monti Reatini dell’Appennino Abruzzese, la cui vetta più elevata raggiunge i 2217 m. d’altitudine. (fonte: www.visitodi.eu)
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Dati generali

Regione: Umbria; Provincia: Perugia; Altitudine: 400 m s.l.m.; Superficie: 222,86 km²; Abitanti: 16.981; Densità: 76,2 ab./km²; Comuni confinanti: Acquasparta (TR), Avigliano Umbro (TR), Baschi (TR), Collazzone, Fratta Todina, Gualdo Cattaneo, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecchio (TR), Orvieto (TR), San Venanzo (TR); Cod. postale: 06059; Prefisso: 075.

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