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Gastronomia

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Pappardelle al cinghiale

Ingredienti (per 4 persone): 500 g di farina, 4 uova, 600 g di carne magra di cinghiale, 200 g di pomodori pelati, 1 bicchiere di vino rosso, Olio extra vergine di oliva, Salvia, rosmarino, alloro, Aglio, mezza cipolla, Peperoncino, Sale e pepe q.b. Preparazione: Preparare un impasto a base di uova e farina; lavorarlo finché non diventi uniforme aggiungendo, ove necessario, mezzo bicchiere d’acqua. Stendere la pasta con un matterello e tagliare la sfoglia a strisce larghe un paio di centimetri. Lasciar asciugare per qualche minuto; nel frattempo fare imbiondire per 5 minuti, in un tegame di coccio, un battuto di salvia, rosmarino, aglio e cipolla. Unire la carne di cinghiale tagliata a pezzi di medie dimensioni, l’alloro e il peperoncino e far rosolare per circa un’ora. Versare un bicchiere di vino rosso e fare sfumare. Quando la carne si sarà ammorbidita, spezzettarla a bocconcini aggiungendo i pomodori pelati e passati. Mescolare di tanto in tanto e regolare di sale e pepe. Lessare, infine, le pappardelle in abbondante acqua salata, scolarle al dente e condirle con il sugo e la carne di cinghiale.
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Spaghetti agli asparagi selvatici

Ingredienti (per 4 persone): 400 g di spaghetti, 200 g di punte di asparagi selvatici, 1 spicchio d’aglio, 400 g di polpa di pomodoro, Olio extra vergine di oliva, Sale e pepe nero q.b.. Preparazione: Fare insaporire le punte degli asparagi selvatici in un tegame con aglio e olio di oliva. Dopo circa 10 minuti aggiungere la polpa di pomodoro e il sale; togliere il sugo dal fuoco non appena comincerà ad addensarsi. Cuocere gli spaghetti al dente e condirli con il sugo preparato, aggiungendo una macinata di pepe nero.
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Strangozzi

Questo tipo di pasta, diffuso in tutta l’Umbria, assume vari nomi a seconda della località. Per risalire all’origine di questo piatto di stagione dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, al 1540, quando Papa Paolo III, in un periodo di estrema carestia, impose alla città di Perugia un aumento del prezzo del sale. Tale imposizione fece scoppiare quella che, ancora oggi, i manuali di storia definiscono “guerra del sale”. Al termine di questa guerra il popolo umbro, privato della propria autonomia, si vendicò dello Stato Pontificio eliminando il sale dall’impasto del pane e della pasta e assalendo i preti (da qui il termine strozzapreti), strangolandoli con le stringhe delle scarpe (da cui il termine strangozzi o stringozzi). Ingredienti (per 4 persone): 400 g di farina, Acqua. Preparazione: Versare la farina su una spianatoia, creando al centro un cratere. Versare acqua fredda nel cratere ed impastare, fino ad ottenere un composto. Sottrarre dall’impasto una piccola porzione di pasta e lavorarla con il palmo delle mani, fino ad ottenere uno spaghetto grezzo, lungo ed irregolare. Ripetere l’operazione con l’impasto rimanente. Una volta disposti gli strangozzi sulla spianatoia, cospargerli di farina, lasciarli riposare almeno un’ora e quindi cuocerli. Scolare la pasta molto al dente, cosicché gli strangozzi rimangano duri. Condimento: battuto: pancetta battuta sul tagliere, soffritta con cipolla, carota, sedano ed erbe aromatiche a piacere; arrabbiata: sugo con olio, aglio, pomodoro e peperoncino; sugo con funghi o asparagi.

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