TERRITORIO PAULLESE

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Giro dei santuari (CR)

LA CAMPAGNA TRA CREMA E CASTELLEONE, LUNGO UNA IPOTETICA CICLOVIA CHE COLLEGA ALCUNI DEI SANTUARI MARIANI TRA I PIÙ SUGGESTIVI DEL CREMASCO. DESCRIZIONE GENERALE Il percorso si sviluppa su piste ciclabili, strade bianche e strade a basso traffico, attraversando alcuni dei più belli e suggestivi della campagna Cremasca . I Santuari sul percorso sono : la Madonna della Pallavicina, con uno dei complessi pittorici più suggestivi del cremasco, con stucchi e dipinti settecenteschi. Santa Maria in Bressanoro, un gioiello della seconda metà del XV secolo, con all’interno stupendi affreschi dedicati alla vita di Gesù. Madonna della Misericordia realizzata nel XVI secolo da un allievo del Bramante. Madonna del Marzale, situata all’interno del parco del Serio, realizzata intono all’anno 1000. Il percorso parte da Crema, pertanto restando in tema di Santuari Mariani vale la pena vistare quello di S.Maria della Croce, (si trova dopo la stazione in direzione Bergamo) vero gioiello Bramantesco CURIOSITÀ Lungo il percorso oltre ad ammirare il paesaggio, si attraverserà l’antico nucleo rurale di Valsaresino, il centro di Castelleone con la Torre di Isso e i suoi portici medioevali, la strada che porta al Marzale, all’interno del parco del Serio, con le sua aree attrezzate per la sosta e l’osservazione, infine Crema, città medievale, con le sue piazze, gli antichi palazzi nobiliari, le chiese, tra cui spiccano il Duomo e la Bramantesca S. Maria della Croce NOTE / PUNTI DI APPOGGIO Lungo il percorso si attraversano vari paesi, pertanto problemi di ristroro non ce ne sono. Si trovano fontanelle in ogni paese attraversato (vedi foto). Possibilità di controllo pressione ruote alla pompa pubblica installata da FIAB Cremasco (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Crema e il Castello di Pandino

IN SICUREZZA DA CREMA AL CATELLO VISCONTEO DI PANDINO, PASSANDO PER DUE DEI PIÙ CARETTERISTICI ESEMPI DI CASCINA ABIATIVA LOMBARDA. DESCRIZIONE GENERALE Il percorso si sviluppa su piste ciclabili, strade bianche e strade a basso traffico che ci permettono di arrivare in sicurezza al castello di Pandino. Usciti da Crema una pista ciclabile ci accompagnerà fino a Trescore Cremasco, da dove attraverso, una strada sterrata lunga Km 2, arriviamo a Torlino Vimercati. Dopo aver attraversato la roggia Tormo si arriva alle cascine Capri e Gandini, da qui la strada ci conduce direttamente davanti al Castello. Nei giorni di sabato e domenica è possibile la visita alle sale del castello. La strada del ritorno ci porterà sulla ciclabile del canle Vacchelli e quindi dopo aver incrodicato la ciclabile dell'andata rientremo a Crema CURIOSITÀ Lungo il percorso oltre ad ammirare il paesaggio, si passerà attreverso la zona tipca del "Salva Cremasco" , formaggio tipico a pasta cruda, le "Cascine Gandini e Capri" splendidi esempi di cascina abitativa Lombarda, antenate della moderne ville a schiera, la chiesa di santa Chiara, meglio conosciuta come chiesa degli alpini, non visitabile, ma splendido colpo d'occhio lungo la ciclabile del Vacchelli, infine Crema, città medievale, con le sue piazze, gli antichi palazzi nobiliari, le chiese, tra cui spiccano il Duomo e la Bramantesca S. Maria della Croce NOTE / PUNTI DI APPOGGIO Lungo il percorso si attraversano vari paesi, pertanto problemi di ristroro non ce ne sono. Si trovano fontanelle in ogni paese attraversato (vedi foto). Possibilità di controllo pressione ruote alla pompa pubblica installata da FIAB Cremasco in Piazza Duomo (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Fontanili Capralba e Farinate

DA CREMA ALLA SCOPERTA DEI FONTANILI DI CAPRALBA E FARINATE DESCRIZIONE GENERALE Il percorso si sviluppa su piste ciclabili, strade bianche e strade a basso traffico che ci permettono di andare in sicurezza alla soperta del fenomeno dei "fontanili", di cui Capralba e la sua frazione Farinate è particolarmente ricca. Il percorso che ci porterà in zona è il tipico percorso della campagna Cremasca. Entrando in Capralba troveremo subito il Fontanile "Le Canne" il meno suggestivo, perchè adiacente alle case del paese. Vicino alle Canne, comunque ben segnalato, troviamo il percoso naturalistico detto "Sentiero dei livelli". Vale la pena lasciare la bici e fare due passi. Proseguendo vedremo "Il Fontanone" moltro grande e ben curato, "La Quarantina" il più conosciuto e frequentato, "il Maccarone" sulla via del ritorno. CURIOSITÀ Già i fontanili, soprattutto se la giornata è serena sono uno spettacolo, comunque appen usciti da Crema, dopo un lungo viale alberato, ci apparirà la vista mozzafiato della Basilica di S. Maria della Croce, gioiello Bramantesco, lungo la strada tipiche cascine cremasche. Naturlamente s fine giro a Crema, c ittà medievale, con le sue piazze, gli antichi palazzi nobiliari, le chiese .. NOTE / PUNTI DI APPOGGIO Lungo il percorso si attraversano vari paesi, pertanto problemi di ristroro non ce ne sono. Si trovano fontanelle in ogni paese attraversato (vedi foto). Possibilità di controllo pressione ruote alla pompa pubblica installata da FIAB Cremasco in Piazza Duomo (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Borgo Gradella

Nel mese di Marzo del 2005, la frazione di Gradella è stata ammessa a far parte del prestigioso Club de I Borghi più Belli d'Italia. Sorto nel 2001 per iniziativa della Consulta del Turismo di ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, il Club conta oggi circa 200 iscritti. Tra questi, Gradella è l'unico borgo "rurale". (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Fontanili di Cremosano

DA CREMA ALLA SCOPERTA DEI FONTANII DI CREMOSANO DESCRIZIONE GENERALE Percorso per chi vuole solo sgranchirsi le gamne, visitare un luogo suggestivo senza allontanarsi troppo da Crema. Il percorso si sviluppa su piste ciclabili, strade bianche e strade a basso traffico. I fontanili sono situati dietro il cimitero di Cremosano, l'area adiacente, ombreggiata e attrezzata con panche e tavolini offre la possibilità di una sosta. CURIOSITÀ Sul percors, in uscita da Crema, dopo un lungo viale alberato, ci apparirà la vista mozzafiato della Basilica di S. Maria della Croce, gioiello Bramantesco e con una breve deviazione lungo la ciclabile del canale Vacchelli potremo ammirare la chiesa di S. Caterina, meglio conosciuta come chiesa degli Alpini. La chiesa non è visitabile, ma per la sua ambientazione vale la pena passarci. Naturlamente s fine giro a Crema, c ittà medievale, con le sue piazze, gli antichi palazzi nobiliari, le chiese ... NOTE / PUNTI DI APPOGGIO Possibilità di controllo pressione ruote alla pompa pubblica installata da FIAB Cremasco (Piazza Duomo Crema) Lungo il percorso si attraversano vari paesi, pertanto problemi di ristroro non ce ne sono. Si trovano fontanelle in ogni paese attraversato. (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Santuario della Misericordia

A un chilometro dal centro di Castelleone, immerso nel verde, sorge il Santuario della Beata Vergine della Misericordia, iniziato nel 1513, su progetto di Agostino Fondulo, e terminato nel 1525, dopo molte traversie di carattere economico e sociale. Inizialmente era stata eretta una chiesa che ricordava le apparizioni della Madonna a una povera donna del luogo, Domenica Zanenga; fu poi edificato l'attuale Santuario, a cui fu aggiunto un Convento costruito dai padri di S. Agostino dell'Ordine degli Eremitani, dopo che era stato loro in cura e in affidamento (1616). Del Convento restano i Portici sul lato destro della costruzione, quando nel 1781 fu distrutto, e il Santuario venne riaffidato alla Parrocchia di Castelleone. Nel 1573 al corpo principale del Santuario furono aggiunti il campanile e la sagrestia. Nel 1736 venne pubblicata una stampa della Beata Vergine, opera dei padri Agostiniani, la prima di una lunga serie approntata nei secoli. L'edificio presenta un tiburio a tredici lati, transetto e abside poligonale; il braccio principale era formato da due campate, una terza è stata aggiunta nel 1910 e ne ha alterato la struttura originale. All'interno vi si trovano affreschi cinquecenteschi raffiguranti "Cristo e gli Apostoli", dipinti sui lati del tiburio, opera di G.B. Dordoni. Di notevole pregio è l'immagine della "Madonna con Bambino", in legno, eseguita nel 1560 da Paolo Maltempo, "La Crocifissione" di G.P.Pesenti e "La trasfigurazione" di autore ignoto. Come di autore ignoto è il quadro che raffigura l'Apparizione della Beata Vergine a Domenica Zanenga, su cui si può intravedere una panoramica del castello dell'antica cittadina cremonese. Da ricordare ancora le due tele di Angelo Bacchetta che ritraggono scene della "Deposizione" e della "Resurrezione"(del 1862), mentre nella navata centrale è stato posto il grande organo Serassi, costruito dal famoso organario nel 1836. Nel 1866, per iniziativa del Vescovo Geremia Bonomelli, la statua lignea della Madonna ottenne il favore dell' Incoronazione. Nel Santuario erano custoditi fin dai tempi delle apparizioni alcuni pregevoli ex - voto, in parte trafugati e di cui si è persa ogni traccia e in parte dispersi nelle varie fasi di restauri e rifacimenti (1965). (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Il Torrazzo

La costruzione, in mattoni a vista, della Torre Isso, detta "Il Torrazzo", risale all'antica Castelleone, allora Castel Manfredi, quando aveva la funzione di fortificazione e di vedetta sui Castelli vicini. Alcune ipotesi fanno risalire la sua concezione al 29 a.C., altri la datano al 950. Il torrazzo è un residuo della distruzione del Barbarossa, che ha dato il via alla ricostruzione del nuovo Castello. Alto 47m., a base quadrangolare, ha i muri dello spessore di m. 1,75, presenta varie feritoie e un accesso laterale. Probabilmente era collegato come fortezza, alle mura del Borgo Isso, delle quali non rimangono che pochi resti, incorporati in altri edifici, ma che hanno conservato il ricordo del tracciato delle strade che oggi circondano l'antico centro. Secondo alcune ipotesi le difese di Castelleone sarebbero state potenziate da Cabrino Fondulo agli inizi del '400. Oggi è conservato con intelligenza, dopo che vi è stato ospitato l'acquedotto civico. (Fonte: www.paullese415.it)
 
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Castello Visconteo

Intorno al 1355, il signore di Milano Bernabò Visconti, grande appassionato di caccia, scelse Pandino per farvi costruire un castello per poter comodamente risiedere in questi luoghi e dedicarsi alla sua attività prediletta; il nostro territorio infatti, in quell’epoca era ancora ricco di boschi abitati e selvaggina. La costruzione ha la forma tipica dei castelli viscontei di pianura dell'epoca: pianta quadrata con quattro torri quadrate angolari, cortile interno con porticato ad archi acuti al piano terra e loggiato superiore con pilastrini quadrati. All'esterno sono visibili le numerose finestre, monofore al piano terra, in origine destinato alla servitù, bifore al piano superiore, riservato ai nobili. Gli ultimi proprietari furono i D’Adda, che nel corso del XIX secolo diedero il castello in affitto, sia come abitazione che come sede di svariate attività. Nel 1947 il comune riuscì ad acquistare il castello e negli anni ’50 cominciarono i lavori di restauro. Oggi il castello ospita gli uffici comunali , la mensa della scuola casearia e numerose manifestazioni. Il castello è una delle residenze meglio conservate di tutta la Lombardia, poiché è ancora oggi molto simile al proprio aspetto originario. (Fonte: www.paullese415.it)

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