TAVERNERIO

Cambia Comune

Storia

Storia

La Storia

“A chi partendo da Como si avvia per la strada provinciale che conduce a Lecco, là dove la strada, superata ogni pendenza, incomincia a correre piana, si apre la campagna di Tavernerio. L'occhio trova dinnanzi l'ampia distesa della Brianza, amena e ridente posizione, per clima, per fertilità, per bellezze naturali. È una plaga d'Italia delle più deliziose questa della Brianza per la verità delle sue vedute, per la placidezza de' suoi fiumi, per la moltitudine de' suoi laghi: offre il rezzo dei boschi, la verdura dei prati, il mormorio delle acque ed una felicissima armonia di tante bellezze naturali, che trasportano l'animo alle più soavi impressioni”. (Giansevero, Guida generale ai laghi Subalpini, Milano, 1890). Si può riscontrare l’origine latina nell’etimologia di Tavernerio, dal latino taberna. Il paese è sempre stato posizionato in una posizione strategica e di passaggio e viene chiamato Tabernario nei documenti storici. Una delle tracce più antiche dell’uomo sul territorio di Tavernerio è costituita da un'ascia neolitica bellissima ritrovata nel letto del Torrente Cosia sul finire del 1800 ed ora conservata nel museo civico di Como. Nei pressi dell'oratorio di S. Fermo inoltre, incuneato nel muro sulla strada provinciale, si trova un blocco di serizzo sulla cui superficie pianeggiante sono scolpite quattro coppelle di età neolitica. Per tradizione tale sasso segna il confine tra la diocesi milanese e quella comasca (rivista archeologica di Como, 1901). Fra i maggiori ritrovamenti del periodo storico, negli anni sessanta nella proprietà della cartotecnica Demolli, sono venute alla luce due tombe romane durante lavori di spianamento del terreno. È stato recuperato un ricco corredo funerario, i cui pezzi sono ora depositati al museo di Erba. Da Tavernerio passava la strada romana che da Bergamo per Pontirolo giungeva a Como, centro assai importante da molto tempo. Nel medioevo Tavernerio segue le sorti di Como e le sue memorie sono intimamente collegate con la storia comasca e, facendo parte del contado della città, era ben naturale che risentisse delle numerose guerre che si sono succedute a partire dal decimo secolo tra Comaschi e Milanesi. La posizione del paese offriva un luogo molto indicato a fortificarsi: posto tra una catena di montagne che si prolunga verso Como ed il monte di Montorfano, Tavernerio poteva dominare la strada e lo sbocco per quelli che dalla Brianza si muovevano verso Como. È nel 1194 che Tavernerio fu uno dei paesi scelti per essere fortificati mediante un castello costituito da una torre alta trenta braccia ed una muraglia. L’edificio si trovava dove oggi sorgono la chiesa di S. Martino e la Villa S. Maria Da qui partivano i Comaschi per compiere frequentatissime incursioni sulle terre Milanesi. Anche nell'epoca delle Signorie il castello svolse un ruolo chiave nelle contese fra le famiglie di Como che si contendevano il dominio: Rusconi e Torriani. Nel 1431 il duca di Milano rompeva guerra alla Repubblica di Venezia. La signoria dei Visconti di Milano stava per finire e Francesco Sforza, capitano di ventura infestava il Comasco. Nel 1449 era corso fino a Como, ma era stato sconfitto. I suoi soldati condotti dal marchese di Cutrone non restavano dal fare scorrerie nelle nostre terre, imperversando con saccheggi, incendi, taglie, rapine e prigionieri (Rovelli, Storia di Como, III). Fu in questa circostanza, che il castello di Tavernerio venne preso e distrutto. Nel secolo scorso furono unificati i Comuni di Tavernerio, Solzago e Ponzate. Il territorio oggi comprende anche gli abitati di Urago e Rovascio. Nel 1951 la comunità di Tavernerio fu colpita da una grave alluvione del Torrente Cosia, che provocò la morte di sedici persone. Il periodo successivo alla seconda guerra mondiale ha visto lo sviluppo urbanistico del paese verso i territori pianeggianti, con la costruzione di insediamenti residenziali, commerciali ed industriali dove in passato erano solamente aree agricole. Da allora si è verificato un costante aumento demografico. Per quanto riguarda i luoghi di culto, si pensa che la parrocchia di Tavernerio, appartenente alla pieve di Zezio, abbia avuto origine intorno al decimo secolo, con la dedicazione della chiesa a S. Martino. Il più importante oggetto artistico di valore della chiesa conservatosi è una croce d'argento cesellata da Gaspare Molo. Si tratta di un gioiello lavorato a bulino finissimo non solamente nelle due facciate ma anche nello spessore. Anche i pomelli e l'anello che serve ad appendere sono intagliati. Nell'estremità inferiore di sotto si legge l’iscrizione: GASPA MOLO FECIT 1592. La nuova chiesa parrocchiale “dell’eucaristia”, la cui prima pietra è stata posata nel 1993, è stata dedicata il giorno 26 ottobre 1996. Oltre la chiesa parrocchiale esistono in Tavernerio tre oratori, l'uno dedicato a S. Fereolo Martire, l'altro a S. Fermo e l'altro a S. Anna nella frazione di Urago. Il più interessante per arte, per storia e per la sagra frequentatissima è quella di S. Fereolo, che sorge sopra il torrente Tisone. Dietro l'altare si conserva una cameretta con affreschi originari, l'antica cappelletta del 1400. Ogni anno la domenica successiva alla Pentecoste si tiene la festa dedicata al culto del Santo, che richiama molte persone anche da luoghi lontani. La chiesa parrocchiale di Solzago, dedicata a S. Giovanni Battista, si è resa indipendente dalla parrocchia di Tavernerio nel 1647, pur essendo l’edificio ben più antico. Si ritrova in questa un raffinato oggetto d’arte: la pala dell’altare dipinta da Lodovico Pogliaghi nel 1884. La chiesa di Ponzate è invece dedicata a S. Brigida e nella sacrestia sono presenti degli affreschi risalenti al 1400 recentemente restaurati.

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita