SPOLETO

Cambia Comune

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Dati generali

Regione: Umbria; Provincia: Perugia; Altitudine: 396 m s.l.m.; Superficie 348,14 km² Abitanti: 38.628 abit.; Densità: 110,96 ab./km²; Comuni confinanti: Acquasparta (TR), Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Ferentillo (TR), Giano dell'Umbria, Massa Martana, Montefranco (TR), Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Terni (TR), Trevi, Vallo di Nera. Cod. postale: 06049 Prefisso:0743
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Teatro romano e Museo archeologico statale

Il Museo archeologico statale si trova all'interno dell'ex monastero di Sant'Agata, adiacente alla chiesa parrocchiale altomedievale di S.Agata, edificata sulla scena del Teatro Romano. Al primo e al secondo piano vi sono custodite le testimonianze archeologiche di Spoleto che raccontano le varie fasi di sviluppo della città nei secoli, mentre al piano terra è allestita la sezione dedicata al Teatro Romano, edificato alla fine del I secolo a. C. e riportato alla luce tra il XIX e il XX secolo.
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Palazzo Mauri

Dimora gentilizia del XVII sec. e sede dell'Accademia Spoletina, appartenne alla famiglia Mauri, ora sede della Biblioteca Comunale. Nel cortile interno del palazzo è stato creato un Caffè Letterario utilizzato anche per concerti, incontri e letture. Nel locale del Caffè è possibile ammirare un interessante mosaico del VI sec. emerso durante i lavori di ristrutturazione.
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Il giardino Piperno

Giardino pensile sorretto dalle possenti e antiche murature della città, dal quale è possibile vedere un tratto della cinta muraria romana con iscrizione a lettere capitali riportante i nomi delle due personalità che ne curarono il restauro nel I sec. a.C.
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Casa Romana

Sopra un terrazzamento immediatamente superiore a quello del foro sorge la Casa Romana, forse appartenuta nel I sec. d.C. a Vespasia Polla, madre di Vespasiano, come testimonia un'iscrizione rinvenuta durante lo scavo. L'importante ritrovamento conserva ancora lo schema tipico delle case patrizie in voga tra la fine dell'età repubblicana e l'inizio di quella imperiale, così come i bellissimi mosaici pavimentali. Sopra l'area della casa si erge il Palazzo del Comune.
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La Rocca Albornoziana

L'imponente Rocca Albornoziana che sorge sul Colle Sant'Elia, dal quale domina la vallata spoletina, prende il nome dal potente Cardinale spagnolo Albornoz, chiamato da Papa Innocenzo VI per ristabilire l'autorità della Chiesa nei territori dell'Umbria, delle Marche e della Romagna. Negli anni divenne residenza dei rettori del Ducato, dei governatori della città e dei legati pontifici ma anche carcere, fino a quando, nel 1982, iniziarono i lavori di recupero e restauro. Tra i reggenti del Ducato di Spoleto è da ricordare la diciannovenne Lucrezia Borgia, figlia del Pontefice Alessandro VI. Forse in ricordo della sua crudeltà, al "maschio" della fortezza è rimasto il nome di Torre della Spiritata. All'interno della Rocca si trova il Museo Nazionale del Ducato, che raccoglie testimonianze storiche del periodo compreso tra il IV e il XV sec. Intorno alla fortezza si può percorrere  il Giro della Rocca, la passeggiata di un chilometro da dove è possibile ammirare una sintesi dei panorami e dei monumenti principali della città.
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Il Ponte delle Torri

Il Ponte, di epoca medievale e costruito probabilmente sui resti di un acquedotto romano che portava in città l'acqua di Monteluco, è tra le più grandi costruzioni in muratura dell'età antica. Oltre alla funzione di acquedotto, grazie alla presenza di un camminamento che corre lungo il versante nord permette il collegamento tra il centro della città e il monte. I due sostegni centrali sono cavi e presentano al loro interno alcuni ambienti che fungevano da postazioni di guardia e successivamente come guardiola del gabelliere.
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Il Fortilizio dei Mulini

E' una costruzione posto all'estremo del Ponte delle Torri, costruito a presidio dell'acquedotto dove le acque alimentavano due mulini comunali. Da questo punto prendono il via il Giro dei Condotti e numerosi sentieri verso la montagna da cui si può ammirare la pianura spoletina. A metà del percorso, dove il Colle S. Elia è più vicino al monte, sopra un dirupo, c’è la cosiddetta Sedia del papa, un masso scavato a forma di poltrona, da cui si può ammirare in tutta la sua magnificenza la mole del Ponte delle Torri.
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Piazza Duomo

Piazza Duomo, creata da un terrazzamento ai piedi del colle Sant’Elia, è introdotta dalla scalinata di via dell’Arringo. Vi si affacciano la Cattedrale, il Palazzo Ràcani Arroni e la Basilica di Sant’Eufemia. Al termine della scalinata si trova la scultura bronzea Stranger III di Lynn Chadwick, l’antico Teatro Caio Melisso del XVII sec. e l'abside della Chiesa di S. Maria della Manna d’Oro, eretta in segno di ringraziamento alla Vergine che protesse la città nel corso degli avvenimenti del 1527, culminati con il sacco di Roma.
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Teodelapio

E’ la più imponente delle sculture rimaste dopo la mostra Sculture della città, curata da Giovanni Carandente nell’ambito del quinto Festival dei Due Mondi. Carandente chiese a Alexander Calder di realizzare un Mobile che potesse svolgere la funzione di arco trionfale all’ingresso della città e che ne divenisse il simbolo. Il nome dell’opera deriva da quello di un duca longobardo che in una antica stampa è rappresentato con una corona dalle punte aguzze che ricordano quelle dello Stabile spoletino. Alta 18 metri, l’opera viene considerata la prima scultura monumentale stabile del mondo ed è l’unica dell’artista presente in Italia.
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Chiesa di San Pietro Extra Moenia

Una delle più importanti chiese dell’Umbria e uno dei maggiori esempi del romanico in Italia, la Chiesa sorge nell’area di una vasta necropoli arcaica, dove , probabilmente nel V sec., esisteva un tempio dedicato a Pietro. La forma attuale risale alla fine del XII sec., il periodo più florido dell’architettura romanica spoletina.
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Complesso dell’Anfiteatro Romano

Costruito probabilmente nel II secolo d.C., oggi sono poche le tracce delle antiche strutture viste le diverse devastazioni: i goti vi costruirono un presidio fortificato, poi nel Medioevo le arcate furono utilizzate come botteghe e insieme, la cavea e l’arena, come fondamenta per la Chiesa di San Giorgio Minore e il Monastero del Palazzo; inoltre venne utilizzato come luogo di martirio ed uccisione di santi e martiri spoletini. Alla fine del Trecento fu addirittura completamente smantellato per utilizzarne i materiali nella costruzione della Rocca Albornoziana. Attualmente il complesso non è visitabile.
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La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Eretta sull’area di un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano, divenuto poi S. Maria del Vescovato, la Cattedrale splende per la bellezza decorativa delle maestranze lombarde e per il contrasto cromatico delle rocce bianche e rosate dei monti intorno a Spoleto. Dalla canonica si accede alla cripta di S. Primiano, del IX sec., mentre all'interno del Duomo particolare attenzione meritano le cappelle Eroli e dell’Assunta, con affreschi del Pintoricchio e Jacopo Siculo e la cappella delle S. Icone, al cui interno si trova la tavoletta donata nel 1185 dall'imperatore Federico Barbarossa alla città in segno di pace. Nella cappella delle Reliquie è conservato uno dei due autografi ancora esistenti di San Francesco: una lettera scritta a frate Leone su un piccolo foglietto rettangolare di pergamena tratta da pelle di capra.
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Palazzo Collicola Arti Visive

Affacciato sull’omonima piazza, l’imponente Palazzo Settecentesco venne fatto costruire per volontà del Cardinale Francesco Collica secondo una planimetria a ferro di cavallo, incompiuta per la mancata realizzazione di uno dei bracci corti che ha determinato una conformazione ad “L”. Con la facciata principale aperta sulla piazza, fronteggiata da una fontana addossata alle scuderie, la dimora contava centodieci stanze ordinate su quattro livelli, oltre agli ambienti del seminterrato e delle soffitte. All’interno presentava un giardino all’italiana (ora cortile ma ne è prevista la ricostruzione) con fontana centrale contornata da aiuole sopra al quale si affacciano il piano nobile con vetrate e pareti decorate a tempera. Notevoli anche le altre sale, con decorazioni di pregio come soffitti a cassettoni e intagli dorati. Il Palazzo è ora il Centro del sistema museale cittadino: al piano terra è ospitato il Museo Carandente, collezione d’arte contemporanea dedicata al famoso critico e collezionista; al piano nobile è stato ricostruito un esempio di abitazione gentilizia settecentesca con arredi e quadri originali; l’ultimo piano e il seminterrato sono utilizzati per esposizioni temporanee e attività laboratoriali.
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Chiesa di San Gregorio Maggiore

Affacciata su piazza Garibaldi, eretta tra la fine dell’XI e il XII sec. (e rimaneggiata più volte) sul luogo di una chiesa primitiva forse dedicata all’omonimo martire spoletino ad opera della vedova Abbondanza, la chiesa si presenta simile alle altre del territorio per l’architettura romanica lombarda. L’interno è caratterizzato dall’abbondante uso di materiale di spoglio, colonne e capitelli, proveniente da edifici classici e paleocristiani. Nella Cappella degli Innocenti si ricorda la storia dell’edificio, con Santa Abbondanza che fa erigere la Chiesa per raccogliervi i corpi dei martiri gettati dal Ponte Sanguinario. La cripta accoglie il sarcofago tradizionalmente indicato come il sepolcro di Santa Abbondanza.
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Il Ponte Sanguinario

Risalente al I sec. a.C., scoperto nel 1817 e delimitato da una balaustra in ferro, attende ora di essere riportato completamente alla luce, essendosi interrato a seguito dello spostamento verso nord del torrente Tessino. Appartiene alla serie di monumenti, civili e religiosi, sorti nella città di Spoleto nella fase imperiale romana (27 a.C. – 395 d.C) ed era sorto per consentire l’attraversamento del torrente. La tradizione attribuisce diversi significati all’appellativo “sanguinario” che potrebbe riferirsi al sangue dei martiri cristiani, le cui esecuzioni avvenivano in quel luogo, come era accaduto per il patrono di Spoleto, San Ponziano; oppure potrebbe essere una derivazione del termine Sandapilarius (così era denominata la porta del vicino Anfiteatro romano). .
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La Basilica di San Salvatore e il Cimitero monumentale

E’ il maggiore monumento spoletino dell’antichità, inizialmente dedicata ai martiri Concordio e Senzia, poi a S. Salvatore, probabilmente dato dai duchi longobardi, chiamata poi nel Cinquecento Chiesa del Crocefisso per la realizzazione di alcuni affreschi che ne richiamavano il culto e infine, a partire dal Novecento, di nuovo San Salvatore. La chiesa presenta un consistente riutilizzo di spolia, in particolare di età classica. La chiesa dal 25 giugno 2011 fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO come parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Il Sito comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, che si situano dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che è stata definita la prima “nazione” italiana. Interessante il Cimitero Monumentale del 1836 all’esterno della Chiesa, di gusto neoclassico, introdotto da uno scenografico scalone, ai lati del quale si dispongono simmetricamente le due ali del loggiato destinato alla sepoltura degli uomini illustri.
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Portico della Madonna di Loreto

Il portico, lungo circa 300 metri, venne edificato allo scopo di offrire riparo ai fedeli che si dirigevano al cospetto della veneratissima immagine della Madonna di Loreto, custodita all’interno dell’omonima chiesa spoletina. La costruzione venne finanziata dalle più ricche famiglie spoletine, di cui si vedono gli stemmi dipinti tra le arcate, e si protrasse dagli ultimi anni del ‘500 fino al 1802.
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Torre dell'Olio

E’ la torre più alta della città, e trae il suo nome dall’antica consuetudine difensiva consistente nel gettare dalla sommità delle torri l’olio bollente sugli assalitori. Annessa a Palazzo Vigili, La torre attuale risale probabilmente al XIII secolo, ma un elemento difensivo affine esisteva nello stesso luogo già nel 217 a.C., quando le truppe cartaginesi di Annibale, in marcia verso Roma, vennero respinte dagli spoletini. La memoria di tale celebre avvenimento ha dato poi il nome alla porta che sorge proprio sotto alla torre, Porta Fuga.
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Il Palazzo Comunale

Il nucleo originario è del XIII secolo, ma visti i numerosi rimaneggiamenti a causa dei frequenti terremoti, l’unico elemento duecentesco ancora visibile è la torre. Forte del suo aspetto settecentesco, si segnalano la Sala dei Duchi, ornata nel soffitto dai ritratti idealizzati dei più importanti duchi longobardi di Spoleto e la Sala Caput Umbriae, il cui programma decorativo è basato sull’esaltazione degli spoletini più illustri delle varie epoche.
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Arco di Druso e Germanico e Tempio Romano

Ingresso trionfale dell’antico foro romano (ora Piazza del Mercato) che informa attraverso l’iscrizione ancora visibile che l’arco fu eretto per iniziativa del senato spoletino nell’anno 23 d.C., in onore dei principi Druso e Germanico, rispettivamente figlio e figlio adottivo dell’imperatore Tiberio. Accanto all’arco, nel 1900 è stato scoperto il basamento di un Tempio Romano (con dedica ignota) databile al I sec. d.C., uno dei monumenti principali che si affacciavano sul foro. Consisteva in un’ampia cella rettangolare preceduta da un pronao, nella quale si accedeva attraverso una scalinata che collegava il piano del foro allo stilobate. Dalla Via dell’Arco di Druso è possibile oggi percorrere un tratto del cardo maximus, con pavimentazione originale romana, che fiancheggia i resti dell'antico tempio.

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