SINALUNGA

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Cenni storici

Sinalunga ha sicuramente origini Etrusche. A conferma si possono citare i copiosissimi ritrovamenti in località “Le Carceri”, altri presso la villa S. Giustino e in località “La Palazzetta”. Nel II sec. a.C. fu poi insediamento Romano nella zona in cui, attualmente, è ubicato il Centro di Pieve di Sinalunga così come testimoniano ritrovamenti di monete, tubazioni, tratti di mura e pavimentazioni. Dal 1177 proprietà dei Cacciaconti, il borgo entrò a far parte della Repubblica di Siena nei primi anni del trecento, rimanendo sotto la sua giurisdizione fino al 1553 quando fu accorpata a Firenze. Nel 1558 Sinalunga, ormai stabilmente integrata nel granducato di Toscana, diventò sede di un Capitano di Giustizia che estendeva i suoi poteri su Bettolle, Farnetella, Rigomagno, Scrofiano, Poggio S. Cecilia, Serre di Rapolano e Armaiolo. Nello stesso anno, precisamente il 26 maggio, fu posta dal vescovo di Pienza e Chiusi la prima pietra, per la costruzione della Collegiata sul luogo dove, precedentemente, si ergeva la rocca. Nel 1718 Gian Gastone, ultimo dei Medici, affrontò ancora una volta il secolare problema dell’impaludamento della valle della chiana e fa intraprendere dei lavori di bonifica nella zona tra Bettolle ed il lago di Chiusi. In riferimento è importante perché da quest’epoca in poi, praticamente senza interruzione e con maggiore impulso sotto i Lorena, fu portata a compimento l’opera di bonifica della vallata. A seguito della bonifica, infatti, il territorio - in gran parte di proprietà granducale - subì un riassetto con la creazione di grandi fattorie e fu avviata la costruzione delle caratteristiche case coloniche a pianta quadrata e rettangolare, generalmente su due piani, con loggiato e colombaio sul tetto. Alcune di queste belle costruzioni sono tutt’ora facilmente individuabili percorrendo le campagne. Nel 1796 l’Accademia degli smantellati, istituita già nel 1673 diede inizio alla costruzione di un teatro e nel 1806 i lavori furono ultimati. Successivamente il Teatro venne dedicato a Ciro Pinsuti, insigne musicista sinalunghese. Nell’aprile del 1799 Sinalunga fu occupata dalle truppe francesi, promotrici dei principi di libertà, fraternità ed uguaglianza ma - almeno quanto dice l’Agnolucci, maggior cultore di storia locale fino ad oggi - di fatto capaci di imporre forti balzelli, tanto che il 15 giugno i Sinalunghesi si ribellarono ed abbatterono “L’albero della libertà”, piantato dai Francesi davanti alla Collegiata. All’alba del 24 settembre 1867 nel Palazzo Agnolucci fu arrestato Giuseppe Garibaldi.

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