SERAVEZZA

Cambia Comune

Itinerari

Itinerari

Dati generali

Superficie: 39,37;
Altitudine media: 50 m s.l.m.;
Distanze: Lucca: 40 km;
CAP: 55047;
Prefisso telefonico: 0584;
Popolazione: 13.065 abitanti (Novembre 2016);
Frazioni: Azzano, Basati, Cerreta San Nicola, Cerreta Sant'Antonio, Corvaia, Fabiano, Giustagnana, Minazzana, Pozzi, Querceta, Riomagno, Ripa, Ruosina;
Comuni limitrofi: Forte dei Marmi, Massa, Montignoso, Pietrasanta, Stazzema;
Denominazione abitanti: seravezzini;
Festa patronale: San Lorenzo - 10 agosto / San Giuseppe - 19 marzo.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Il territorio

Comune della Versilia, incastonato come una gemma nelle rocce imponenti delle sue alte montagne, si presenta con un territorio dall'orografia variegata, complessa ed affascinante.
È uno di quei luoghi rari ed eccezionali dove, nel breve volgere di pochi chilometri, si può salire dal livello del mare fino quasi a toccare i 1589 metri di altitudine del Monte Altissimo.
Il Comune di Seravezza si fregia del titolo di Città in virtù del Decreto emanato dal Presidente della Repubblica il 31 dicembre 1975.
Il territorio, di quasi 40 Kmq, è composto da una vasta zona montana, una zona collinare, una stretta fascia di fondovalle ed una zona pianeggiante, ricca di oliveti e di aree di aperta campagna.
Il comune è attraversato dalla strada provinciale che dalla marina sale verso le Apuane per poi arrivare fino a Castelnuovo Garfagnana.
Da Seravezza partono inoltre vari sentieri che permettono interessanti escursioni sulle Alpi Apuane circostanti.
Tutta la zona è contraddistinta dall'imponente e radicata presenza del marmo: i bacini marmiferi della Ceragiola, della Cappella, di Trambiserra e del Monte Altissimo producono infatti marmi bianchi, bardigli, arabescati e brecce le cui caratteristiche uniche li hanno resi famosi nel mondo.
Nel centro di Seravezza nasce, dalla confluenza dei torrenti Serra e Vezza, il fiume Versilia.
Seravezza basa gran parte della propria economia sull'estrazione, la lavorazione ed il commercio del marmo. Su tutto il territorio sono numerose le industrie collegate a tale attività, prime tra tutte quelle produttrici di macchinari per la lavorazione del marmo.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Borgo di Corvaia

L’origine etimologica della località è generalmente ritenuta connessa alla presenza, in passato, di corvi, i quali probabilmente nidificavano tra i recessi della Rocca. Il profilo della rocca, seppure in modo rudimentale, appare su una grossa pietra rinvenuta sul posto, oggi depositata in Palazzo Mediceo,
dove sono leggibili 3 grosse torri, 2 delle quali sopra il maschio che si trovava verso nord. Il canaletto alla base del castello può essere interpretato anche come il fiume Versilia. Il castello, a differenza di quanto ritenuto genericamente, non si ergeva esattamente sopra la Rocca, ma in un pianoro tra questa e la dorsale che sale al monte di Ripa, addossandosi alle rocce dello sperone solo in parte. In questo modo veniva a occludere completamente l'accesso alla valle del Versilia, dominando Seravezza.
Un tempo esisteva un oratorio dedicato a S. Andrea presumibilmente inglobato nella nuova costruzione del monastero dei Servi di Maria, con annessa una chiesa intitolata alla Madonna delle Grazie (in seguito Maria Assunta in Cielo). Tale complesso, eretto nel 1515, veniva usato anche come ospizio, costruito su un terreno lasciato da Giovanni Marconi di Seravezza a frate Jacopo da Lucca. Questi, insieme a vari confratelli, tra i quali frate Eliseo, figlio del donatore, costruì anche un convento, aperto nel 1526, danneggiato dalle piogge e restaurato nel 1626 con il contributo di Maria Cristina di Lorena.
Nel Seicento vi erano un mulino, un frantoio e una bottega di fabbro.
Nel 1785 Il granduca Pietro Leopoldo, con la legge della soppressione delle confraternite, fece chiudere il cenobio, nonostante forti polemiche e proteste.
Nel 1816 venne tentato di modificare il convento in ospedale generale della Versilia: l'edificio, pur umile d'aspetto, aveva porte, finestre e pozzo in marmo, nella semplice ed elegante architettura del Cinquecento, tuttavia non se ne fece niente. L'intero complesso, in parte poi adibito alla lavorazione del marmo, fu interamente distrutto dai tedeschi il 12 luglio 1944 insieme al paese. L'attuale borgata è stata interamente ricostruita nel 1946.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Casa di Giosuè Carducci

Abitazione temporanea (1835-1836) della famiglia del poeta Giosuè Carducci, nato nel 1835 a Valdicastello (Pietrasanta).
Il padre all'epoca era il medico al servizio della compagnia mineraria presso la società francese Boissat che gestiva le miniere di piombo argentifero della zona di Ruosina e Valdicastello.
A Carducci, uno dei più importanti poeti e letterati italiani dell'Ottocento si deve, tra l'altro, il ritorno alla poesia di stile classico.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Chiesa di Santa Maria Lauretana

La chiesa, secondo la tradizione, fu costruita nel luogo in cui venne ritrovata l'immagine dipinta della Madonna di Loreto.
Si racconta che un pellegrino francese, a causa di un violento temporale, fu costretto a lasciare il piccolo quadro appeso ad un muro o ad una quercia, presso la proprietà di Giulio Braccelli di Seravezza, vicino alla strada detta "alle Mordure".
Il 12 aprile 1644 venne deliberata la costruzione di una nuova chiesa in quel luogo. La posa della prima pietra avvenne il 15 aprile dell’anno successivo e i lavori furono completati, grazie alle offerte di fedeli e pellegrini, nell’arco di quindici anni Durante la Seconda guerra mondiale, Querceta subì notevoli bombardamenti e la chiesa di grandi dimensioni, così a ridosso della ferrovia e dell'Aurelia, costituiva un ostacolo per i tedeschi.
Nel luglio del 1944, i nazisti demolirono il campanile che, franando, distrusse completamente la cupola, l'altare maggiore e la casa canonica.
L’edificio fu completamente ricostruito al termine del conflitto e consacrato il 23 ottobre 1954.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Duomo dei Santi Lorenzo e Barbara

I lavori per la costruzione del Duomo dedicato ai Santi Lorenzo e Barbara iniziarono nel 1422 su un'area dove probabilmente sorgeva una chiesa dedicata ai Santi Simone, Giuda e Agata come indica un'iscrizione, parzialmente visibile ancora oggi, all'esterno della costruzione presso il campanile.
Dopo numerose interruzioni dei lavori e modifiche la chiesa fu finalmente consacrata nel 1569.
Nel corso dei secoli ha subito varie opere di abbellimento, soprattutto verso la fine del Cinquecento, in epoca medicea, in particolare nel periodo della granduchessa Cristina di Lorena, quando sono state realizzate le due navate laterali ed arredi in marmo tra cui l'altare maggiore ed il pulpito, attribuito a Jacopo Benti. Successivi abbellimenti ed ampliamenti sono stati eseguiti nel corso dell'Ottocento.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale - durante la quale fu danneggiata da un bombardamento aereo - è stata sottoposta a interventi di restauro.
Oggi, data la presenza dei numerosi manufatti in marmo e di marmi policromi, il Duomo è considerato un vero e proprio museo del marmo.
All'interno si possono ammirare gli otto altari laterali alternati a confessionali di gusto barocco ed il Fonte Battesimale, opera attribuita a Donato Benti realizzata in marmo ornato da notevoli bassorilievi e l'altare maggiore, del 1570, ricco di marmi policromi e rinnovato nel 1683 da Jacopo Benti.
Vi sono, inoltre, pregevoli opere di pittori seicenteschi: Aurelio Lomi (Madonna del Sacro Cingolo con i Santi Tommaso, Paolo e Pietro), Filippo Martelli (Madonna con i Santi Damiano e Caterina nella Cappella del Rosario), Domenico Cresti (La Pentecoste, già appartenente alla Galleria degli Uffizi e donata dal granduca Leopoldo), Giovanni Marracci (Madonna tra i Santi Pellegrino, Nicola di Bari, Raffaele, Antonio da Padova e Caterina d'Alessandria sull'altare dedicato a S. Antonio).
Nella Cappella della Madonna del Soccorso in stile barocco è conservata l'omonima pittura ad olio su lavagna, copia della Madonna in Vallicella del Rubens. Tra gli oggetti sacri di fine oreficeria si ricorda la croce astile capitolare comunemente detta Croce d'oro del Pollaiolo, attribuita a Francesco Marti (1489, conservata oggi in sacrestia).

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Fontana dei Puttini

La Fontana, collocata in quello che nel 1877 era il punto di confluenza del torrente Serra nel fiume Vezza, è costruita in marmo bianco e bardiglio del Monte Costa.
Presenta un corpo centrale di forma pressoché triangolare e sui fronti vi sono scolpite tre vasche circolari sormontate da tre sculture in marmo che rappresentano dei puttini che cavalcano un pesce.
Al centro si innalza una colonna ornata alla base da tre facce d’uomo dalle cui bocche esce acqua potabile.
All'estremità superiore della colonna è collocato un vaso ornamentale con una targa marmorea che riporta il nome del committente (il municipio e il popolo stesso), l’autore dell’opera e la data di costruzione (MDCCCLXXVII).

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Gambrinus

Questo edificio fu sede del Salon Varieté famoso in tutta la Versilia Storica, il Gambrinus Halle (inaugurato nel 1912). Nel corso degli anni è stato locale di ritrovo per famiglie borghesi e mondane dei primi del '900 quando Seravezza era definita Piccola Parigi, poi skating, cinema, teatro (il Cinema Edison).
Divenne il punto di riferimento per associazioni, comitati cittadini e organizzazioni interessate allo sviluppo del territorio. Ospitò la biblioteca Sirio Giannini e, dagli anni Cinquanta la Pro Loco Seravezza (costituita nel 1930), in collaborazione con l’Ente di Promozione Turistica – E.P.T.- ha fondato un Ufficio Informazioni Turistiche che ancora oggi ha sede nell'edificio e si occupa dell'organizzazione di eventi e della promozione turistica della Versilia.
Il monumento bronzeo collocato nel giardino antistante dedicato a Vasco Zappelli è opera di Ulderigo Becchini (1972). Vasco Zappelli, dirigente sindacale e segretario della FILLEA–CGIL, fu ucciso da un gruppo di malviventi mentre tentava di sventare una rapina presso l’Istituto di Credito di Seravezza.
Ogni anno, il 1° maggio, lavoratori, dirigenti e rappresentanti sindacali rendono omaggio alla memoria di Vasco Zappelli che nel 1973, a seguito del suo gesto valoroso, ricevette la medaglia d’oro al Valore Civile.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Palazzo Campana

Il palazzo, costruito verso la fine del Cinquecento su un antico camposanto, apparteneva alla Famiglia Campana. Ranieri Campana volle che una parte dell’edificio venisse destinata a “luogo pio laicale da denominarsi conservatorio”, destinato a “ricevere e provvedere di sufficiente vitto e vestito i poveri miserabili sì dell'uno che dell'altro sesso della terra di Seravezza, i quali per l'età o per l'indisposizione corporale o per esser privi di genitori sarebbero obbligati per vivere di andare mendicando”. Il suo successore Francesco Campana (1726-1802) destinò, invece, un'altra parte dell'edificio per la fondazione di un ospedale (avvenuta nel 1831).
L'edificio fu ristrutturato e nel cortile interno fu inserita una cappella dedicata a San Ranieri. Sulla facciata si può ammirare un orologio a cilindro con tre campane e lo stemma della famiglia, opera di Wambert de Neuchatel.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Palazzo Rossetti

L'edificio ha assunto le caratteristiche attuali probabilmente nella seconda metà del XVIII secolo.
La facciata è arricchita da cornici in marmo a porte e finestre mentre all'interno, al primo piano, il salone è abbellito da affreschi dipinti entro cornici di stucco. Il ripido giardino retrostante presenta gradoni, terrazze e nicchie.
Nel 1876 a piano terra venne inaugurata la farmacia La Fenice tuttora esistente.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Parco Regionale delle Alpi Apuane

Il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane è stato istituito nel 1985 ed ha sede legale nel Comune di Stazzema, ma ha anche uffici a Castelnuovo di Garfagnana, Massa e Seravezza. Gli ambiti geografici del Parco sono la Garfagnana, Massa Carrara e la Versilia.
Il parco comprende una grande varietà di ambienti montani e collinari e le famose cave di marmo bianco. Il suo territorio si estende per circa 20000 ettari (200 kmq).
Dal 2012, il parco è entrato a far parte della rete dei Geoparchi UNESCO.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Uliveto della fratellanza

In località Pozzi, adiacente alla chiesa, si trova L’uliveto della Fratellanza. Si tratta di uno spazio gestito dalla stessa parrocchia e dedicato in particolare al gioco dei bimbi, dove in estate vengono organizzati eventi per la comunità, giornate di festa per le famiglie.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Via Francigena

Grazie alla collaborazione tra il Comune di Seravezza e il Comune di Pietrasanta, recentemente si è provveduto al ripristino di un chilometro di via Francigena con la realizzazione di una passerella di collegamento ciclo-pedonale sul fiume Versilia tra i due comuni. Questo tratto di via Francigena si inserisce in un percorso lunghissimo carico di identità, storia e cultura. Un modo per riscoprire questa antica strada e il parco fluviale.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Villa Bernard Sancholle Henraux

La Villa Henraux, in stile liberty, fu costruita nel 1897 per volontà del Signor Bernard Sancholle Henraux, nipote dell'ufficiale napoleonico incaricato di occuparsi dell'attività estrattiva nelle cave di marmo in Alta Versilia. Nel 1922 la villa fu acquistata da Nello Pilli, un giovane avvocato apuano, poeta di profonda sensibilità, che la trasformò nel suo nido d’amore con la principessa russa Gabriella Kourtsoh De Solva Sevrouk. Vi soggiornarono personaggi illustri quali Gabriele D’Annunzio e Giacomo Puccini e, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu occupata dal comando delle SS divenendo teatro di barbarie e violenze. Molto danneggiata dagli eventi bellici, venne successivamente restaurata. Nel 1949 fu acquistata dalla Congregazione delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore e divenne un collegio femminile per le orfane dei caduti della Marina Militare Italiana. All'interno si possono ammirare le magnifiche scale in monoliti di marmo bianco ed i camini monumentali. Di notevole pregio sono anche le balaustre esterne in marmo bianco con lavorazione ad incastro, le maioliche presenti nel sottotetto della facciata ed il parco circostante che custodiva rarità botaniche. Nel giardino è conservata una parte della colonna in marmo bianco che si ritiene sia stata estratta da Michelangelo dalle cave del Monte Altissimo: destinata alla facciata del Duomo di San Lorenzo di Firenze si ruppe durante il tragitto e venne abbandonata. Oggi la villa è stata trasformata in residenza per ferie e viene tuttora gestita dalle religiose. Foto e testi: Pro Loco Seravezza.
Itinerari

Residenza provvisoria di Massimo d'Azeglio

Il patriota Massimo D'Azeglio, sposato con la primogenita dello scrittore Alessandro Manzoni, fu il promotore di una visione moderata del Risorgimento. Insieme ad altri accaniti sostenitori dell'Unità d'Italia nell'estate del 1840 risiedette a Seravezza dove portò a termine il romanzo Niccolò de' Lapi.
Itinerari

Palazzo Santini

Il palazzo Campana-Bonaventuri-Santini è stato edificato nei primi del XVII secolo per volere di Stefano Duadenet, capostipite della dinastia dei Campana. Infatti sono numerosi gli elementi architettonici che ricordano Palazzo Rossetti che apparteneva alla stessa nobile famiglia: costruito su tre piani con giardino a terrazze, nicchie e scalinate, presenta un importante ingresso principale arricchito di un colonnato in stile dorico toscano. Di notevole interesse la facciata, le stanze nobili rielaborate in stile settecentesco e, al primo piano, un affresco con lo stemma della famiglia. Nel 1918 fu ceduta, insieme ad altre proprietà, al notaio Santini ed è' tuttora una residenza privata che appartiene ai suoi eredi. Foto e testi: Pro Loco Seravezza.
Itinerari

Monumento con il corpo e l'anima

Scultura in marmo bianco che rappresenta la fusione armonica tra il corpo e l'anima, tra la materia e lo spirito. Posta all'ingresso del capoluogo, costituisce un messaggio di benvenuto nella città del marmo. Foto e testi: Pro Loco Seravezza.
Itinerari

L'Apuano

Monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Rappresenta un combattente nell'atto di lanciare una pietra: è il gesto simbolico ed eroico di ribellione dei soldati apuani verso il nemico Austro-Tedesco. Sulle quattro facce della base vi sono altrettanti bassorilievi raffiguranti l'avanzata, la morte, la madre e la sposa, che rappresentano simbolicamente la lotta e il sacrificio della guerra. Originariamente era circondato da una pregevole cancellata in ferro che è stata rimossa nel 1996. Foto e testi: Pro Loco Seravezza.
Itinerari

Il Puntone ed il Busto di Enrico Pea

Il Puntone costituisce il punto d'incontro del torrente Serra col fiume Vezza dalla cui unione nasce il fiume Versilia; quest'ultimo, dopo aver attraversato i Comuni di Seravezza, Pietrasanta e Forte dei Marmi (che, assieme al comune di Stazzema, costituiscono la cosiddetta Versilia Storica) sfocia nel Mar Tirreno in località Cinquale. Il punto d'incontro di questi due corsi d'acqua era collocato nell'attuale Piazza Carducci, denominata Piazza Vittorio Emanuele II fino al 1927 ma, a causa delle ripetute alluvioni che devastarono il centro cittadino (nel corso dell'Ottocento si ricordano quelle del 1824, 1845, 1885), il corso del fiume fu deviato ed il Puntone fu ricostruito nell'attuale collocazione. Presso il Puntone si possono ammirare I Fiumi, opera in bronzo della scultrice svizzera Cordelia von den Steinen, dedicata al punto di confluenza dei due corsi d'acqua ed il busto in marmo realizzato nel 1995 di Enzo Pasquini dedicato al seravezzino Enrico Pea, scrittore, poeta ed impresario teatrale. Foto e testi: Pro Loco Seravezza. Enrico Antonio Luigi Pea nacque a Seravezza nel 1881. Fu il poeta Giuseppe Ungaretti, conosciuto ad Alessandria d'Egitto, a convincerlo a dedicarsi alla scrittura pubblicando la sua prima opera, Fole, una raccolta di prose e versi (1910). La sua terra di origine, i luoghi della sua infanzia e le tradizioni locali ricorrono frequentemente nelle opere di Pea, in particolare ne Il Moscardino dove descrive la vita popolaresca versiliese con singolare forza espressiva. Grazie a Pea venne anche recuperata l'antica tradizione del canto orale del Maggio che consisteva in spettacoli di teatro popolare rustico con testi in rima a tema prevalentemente cavalleresco che venivano eseguiti all'aperto, in costume, con accompagnamento musicale. Dal lato opposto della strada è collocata la scultura in marmo Serra e Vezza,di Gian Carlo Biagi, realizzata nel 1986 e dedicata al punto di confluenza dei due corsi d'acqua.
Itinerari

Fontana Michelangelo Buonarroti

Opera in marmo con bassorilievo raffigurante Michelangelo Buonarroti e il trasporto dei marmi dal Monte Altissimo. Donata da Simo de Ranieri è posta all'ingresso del paese per ricordare proprio la presenza dell'artista a Seravezza tra il 1518 ed il 1520 quando si occupava dell'attività estrattiva nelle cave. Il bassorilievo è sormontato dallo stemma in marmo della città di Seravezza, la città della Rosa, realizzato da Giuliano Biagi. Vi si riconoscono i torrenti Serra e Vezza che scendono dalle Apuane e si uniscono per formare il fiume Versilia e blocchi di marmo, tutto sovrastato da una rosa centrale. La rosa, segno distintivo delle consorterie feudali e, successivamente, di "vezzo e beltà", allude alle grandi dame che vi soggiornarono in epoca medicea. Foto e testi: Pro Loco Seravezza.
Itinerari

Chiesa di Sant'Antonio

La Cappella della Santissima Trinità, oggi intitolata a Sant’Antonio, fu voluta dalla illustre famiglia Berti di Seravezza. La costruzione ebbe inizio nel marzo 1686 e terminò nel 1690. A quell’epoca la Cappella si presentava come un’aula a pianta rettangolare coperta a tetto e ornata da un elegante portale in marmo; al suo interno si trovava un altare dedicato a San Giovanni Battista Berti. Verso il 1720 furono eseguiti dei lavori di abbellimento: fu costruita la volta a botte decorata di marmi bianchi e rossi circondata da una cornice di bardiglio; la volta fu ornata con affreschi rappresentanti l’Assunzione della Vergine e la Sua Incoronazione da parte della Trinità. Nella parete meridionale fu ricostruito l’altare con il paliotto ornato ad intarsio e sopra al ciborio, in legno dorato ornato con le figure dei Santi Pietro e Paolo in bronzo, è appoggiato il Gesù Bambino di Praga. Fra le colonne e l’architrave fu inserita la tela rappresentante la Santissima Trinità e sei Santi, di struggente bellezza, firmata e datata 1722 dal pittore fiorentino Alessandro Gherardini e presente ancora oggi. Ai lati dell’altare vi sono due nicchie di recente costruzione: in una è inserita la statua di Sant’Antonio da Padova e nell’altra di San Luigi Gonzaga. Agli inizi del '900, estintasi la Famiglia Berti, la Parrocchia, tramite una sottoscrizione popolare, rilevò la Cappella per salvarla dal degrado ed affidarla al popolo di Seravezza. Foto e testi: Pro Loco Seravezza.
Itinerari

Chiesa della Santissima Annunziata

L'Oratorio della Santissima Annunziata, noto anche come "Chiesa della Misericordia", esisteva già nel secolo XIV. Dipendevano da questa chiesa la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia, una delle più antiche della Toscana (che ancora oggi ha sede qui) e lo "Spedale di Santa Maria del Ponte" che possedeva beni e terreni compreso l'oratorio di S. Maria di Porta presso il Salto della Cervia (località Porta, al confine con l'attuale Provincia di Massa Carrara) lungo la vicina Via Francigena. Quando Michelangelo Buonarroti, tra il 1518 ed il 1520, soggiorna a Seravezza, abitava quasi certamente in una casa a fianco della Chiesa. Distrutta dall'alluvione del 1885 e durante la Seconda Guerra Mondiale venne nuovamente ricostruita ex novo dopo quest'ultima, sebbene dal lato opposto della strada rispetto alla collocazione originale. Nel loggiato e sulla facciata sono visibili frammenti marmorei tra i quali spiccano il bassorilievo della Madonna col Bambino e Angeli della prima metà del Cinquecento, attribuito allo scultore rinascimentale carrarese Francesco Del Mastro e quello di una cerva proveniente dalla Chiesa di S. Maria della Cervia. Vi sono inoltre busti e lapidi in memoria di personaggi famosi nati o vissuti a Seravezza, in particolare quello di Michelangelo Buonarroti. Pregevole è anche la copia lignea della Madonna del Soccorso. All'interno sono visibili, tra l'altro, il quadro dell'Annunciazione, opera della prima metà del Seicento di Filippo Martelli, quello di S. Vincenzo de' Paoli e la splendida tela Le Tre Marie al Sepolcro, opera di Pietro da Cortona, donata dal Granduca di Toscana nel 1833. Alla chiesa è annesso l'oratorio di S. Ansano. Foto e testi: Pro Loco Sravezza.
Itinerari

Chiesa della Madonna del Carmine

La Chiesa della Madonna del Carmine, di epoca Barocca, fu la Cappellina privata della famiglia Marchi, che abitava nel palazzo situato di fronte. Dopo essere stata sconsacrata, la chiesa è stata donata al Comune di Seravezza. Al suo interno si trova un altare marmoreo barocco con appoggiata una pala d’altare, anch’essa in marmo, rappresentante la Madonna del Carmine con Gesù Bambino, San Bernardino da Siena e San Domenico. La Chiesa presenta due rosoni nelle facciata anteriore e nell'abside posteriore mentre il soffitto è ornato da stucchi decorativi tardo barocchi. All’interno della Chiesa si accedeva da un portale ligneo ad intarsi, incorniciato da marmi bianchi decorati dalla figura di un angelo. Foto e testi: Pro Loco Seravezza
Itinerari

Casa di Francesco Donati, detto Cecco Frate

Francesco Donati, sacerdote di profonda cultura e sensibilità, insegnò matematica e filosofia presso l'istituto degli Scolopi "S. Giovannino" di Firenze dove fu maestro e guida spirituale di Giosuè Carducci. Proprio al Carducci, che per le sue opere di ispirazione classicista lo definiva "maestro del bello stile e del sermon prisco", si deve il soprannome di Cecco Frate. In quanto personaggio illustre di Seravezza, fu sepolto nella Cappella del Rosario del Duomo dei Santi Lorenzo e Barbara. Una lapide commemorativa a suo ricordo è affissa presso la chiesa della Santissima Annunziata. A lui è stata intitolata anche la strada dove si trova la sua casa, via Donati, nella borgata di Seravezza detta "Torcicoda". Quest'ultimo nome è stato assegnato anche ad una via del centro di Firenze. Foto e testi: Pro Loco Seravezza
Itinerari

Villa medicea

Complesso che comprendeva originariamente il palazzo, la cappellina, i giardini, le peschiere, gli orti e le scuderie granducali. Oggetto di interventi di recupero (2006-2010), quali la riqualificazione del giardino e lo spostamento verso il fiume della strada adiacente, la Villa Medicea di Seravezza figura dal 2013 tra le 14 proprietà medicee – Ville e Giardini Toscani- riconosciuti nella Lista dei Beni Culturali e Naturali del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
La costruzione del Palazzo Mediceo fu voluta dal Duca Cosimo I de' Medici per sorvegliare direttamente la coltivazione delle miniere e l'estrazione del marmo e fu realizzata tra il 1561 ed il 1565 su progetto attribuito all'architetto fiorentino Bernardo Buontalenti. La linearità della struttura di villa rustica fortificata è interrotta sugli angoli dalla lavorazione di blocchi di marmo a bugnato, squadratura grezza del blocco già in uso in epoca romana e riutilizzata dagli architetti fiorentini dell'epoca. Interessante è il pozzo collocato nel centro del cortile: la scultura posta nella parte alta del pozzo ricorda la leggenda legata alla fortunata pesca di una trota da 13 libbre da parte della Granduchessa Maria Cristina nella località di Ruosina. Nella cantina è possibile vedere un'importante raccolta di coppi di terracotta (XIV-XVI Sec.) che servivano per la conservazione di olio e granaglie. Durante recenti lavori di scavo sono stati rinvenuti resti ossei databili intorno al X secolo, probabilmente di un pellegrino in viaggio lungo la vicina Via Francigena. Il piano terreno
del palazzo era adibito alla servitù e alle cucine e ancora oggi vi si trova un forno a legna da panificazione ben conservato. Il piano superiore era destinato agli appartamenti dei principi e il mezzanino superiore alla servitù e al guardaroba. Nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo donò la villa – palazzo alla Comunità di Seravezza ma il mantenimento risultò talmente oneroso che la Comunità retrocedette il possesso al granduca. L'edificio venne quindi assegnato alla Magona. Dopo l'Unità d'Italia passò allo Stato che lo cedette al
Comune di Seravezza. E' stata sede comunale fino al 1967 quando, riconosciuta come bene culturale d'interesse collettivo, è stata destinata a centro di promozione culturale. Dal 1982 il primo piano è sede di importanti esposizioni di arte moderna e contemporanea; dal 1985 al piano terra si trovano l'Archivio Storico e la Biblioteca Comunale Sirio Giannini mentre dal 1996 il palazzo ospita, al secondo piano, il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica.
Di fianco al Palazzo Mediceo c'è una cappella, da tempo sconsacrata, edificata al tempo della Granduchessa Maria Cristina di Lorena, succeduta al marito Ferdinando I nel 1609.
Le scuderie furono edificate alcuni anni dopo la costruzione del Palazzo Mediceo.
Alla fine del XVIII secolo l'uso delle ex-stalle granducali fu concesso all'Accademia dei Costanti che vi fondò il Teatro dei Costanti. Negli anni Sessanta il teatro venne trasformato in cinema moderno.
Dopo essere rimasto a lungo inutilizzato l'edificio è stato recentemente recuperato sia come luogo di spettacolo che come luogo espositivo di notevole importanza.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Pieve della Cappella

In una zona di eccezionale interesse paesaggistico, la Pieve romanica di San Martino alla Cappella regala alla vista un panorama unico sulle antiche cave di marmo, il monte Altissimo e il mare.
La chiesa, costruita prima dell’anno Mille, è interamente in marmo. Fu rimaneggiata nel XII secolo: il campanile si presenta separato davanti al prospetto, ed è anteriore al XI secolo. La facciata fu poi abbellita da un porticato i cui capitelli pare fossero disegnati da Michelangelo, al quale la tradizione attribuisce anche il rosone, chiamato "l'occhio di Michelangelo". Il colonnato è andato distrutto durante la ll guerra mondiale. L'interno, di pianta rettangolare, ha tre navate; degni di nota sono gli altari in marmo del XVII secolo.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza
Itinerari

Parco della rimembranza

Il Parco, inaugurato nel 1923, venne realizzato dopo la fine della Prima Guerra Mondiale in ricordo dei numerosi soldati del territorio seravezzino caduti in battaglia. Da Seravezza, infatti, partirono per il fronte austriaco quasi tutti gli uomini delle cave e della borghesia. A ciascun albero piantato era stata apposta una targa recante il nome di un caduto. Nella sommità è visibile una colonna commemorativa.

Servizi fotografici: Archivio Comunale / Pro Loco Seravezza

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita