SASSO MARCONI

Cambia Comune

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Via degli Dei

Da Fiesole a Felsina, gli Etruschi la percorrevano per sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana per almeno 4 secoli (VII-IV sec. A. C.). Poi i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma passando dagli Appennini e costruirono, sul tracciato etrusco, una vera e propria strada. Anche nel medioevo non si perse l’abitudine di percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, comunque il più agevole che permettesse di attraversare l’Appennino. Così, al lastricato romano, si sostituì un semplice sentiero, stile mulattiera, senza pavimentazione, più stretto, utilizzato da viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino. Perché Via degli Dei? Perché il percorso attraversa località come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Lunario (Lua era la dea romana dell’espiazione). La Via degli Dei, oggi, è diventata una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino: numerosi amanti del trekking e della mountain bike ripercorrono questo pezzo di storia gustando a pieno la bellezza incontaminata di questi luoghi. Le tappe da Bologna a Firenze sono 4 o più a piedi (a seconda delle abilità del camminatore), oppure 2 o più in bici, il percorso non presenta grandi difficoltà. Il percorso è diviso a tratte e non a tappe per lasciare libertà a tutti i camminatori di costruire il proprio percorso. “Ulteriori informazioni di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it e www.viadeglidei.it”
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Linea Gotica

Cos’è Linea Gotica A partire dall’ottobre del ’43, le truppe tedesche dislocate nella penisola si prepararono a fronteggiare l’esercito anglo americano, contrastandone l’accesso alla Pianura Padana tramite la realizzazione di una linea difensiva lungo tutta la dorsale appenninica: la Linea Gotica. LA LINEA GOTICA OGGI Postazioni, trincee e rifugi usati dai tedeschi lungo l’itinerario, oggi sono diventati un percorso attrezzato che, nel territorio di Sasso Marconi, parte dal Parco dei Prati di Mugnano attraversando luoghi densi di storia che lasciano immaginare le condizioni in cui le truppe vissero gli ultimi mesi di guerra. Il territorio comunale è ricco di testimonianze della guerra e grandi cartelloni illustrano in ogni località gli avvenimenti locali e dell’intera campagna d’Italia. LA LINEA GOTICA A SASSO MARCONI: L’ITINERARIO Il massiccio del Monte Adone, dall’ottobre del ’44 all’aprile del ’45, rappresentò per i tedeschi l’estrema linea difensiva alle porte di Bologna. Operai arruolati nella “Todt” realizzarono rifugi, trincee e depositi. Si venne a creare un vero e proprio “bastione naturale” che degradava dai 654 m del Monte Adone ai 466 m del Monte Mario affacciandosi alla convergenza delle Valli del Setta e del Reno. L’itinerario ha diversi punti d’accesso e si percorre in circa 4 ore. Da Badolo a Monte Adone, coincide con la Via degli Dei, antica strada militare romana che collegava Bologna a Fiesole AREE INTERESSATE AL PROGETTO LINEA GOTICA • Monte Mario: itinerario Progetto Linea Gotica (sentieri CAI 118 e 110: tempo di percorrenza 120-240 minuti) Andare fino a Villa Quiete e seguire le indicazioni del sentiero CAI 118, giunti al quadrivio prendere il sentiero CAI 110 in salita fino alla cima di Monte Mario; da qui scendere fino ad un incrocio da cui si prosegue a destra. In alternativa, dal parcheggio del parco pubblico dei Prati di Mugnano imboccare i sentieri CAI 118 o CAI 122 e seguire la segnaletica “Progetto Linea Gotica”. • Monte Alto: itinerario Progetto Linea Gotica (tempo di percorrenza 90 minuti) In auto da Sasso Marconi seguire la strada provinciale Val di Setta fino a prendere il bivio a sinistra per Badolo e Battedizzo, proseguire per circa 6 km oltrepassando la deviazione a destra per Brento, fino allo scollinamento, dopo circa 1 km. Prendere a destra Via delle Valli e parcheggiare nello spiazzo posto a 50 m. Tornati sull’asfalto, fatti pochi passi a ritroso verso Badolo, seguire a destra una cavedagna (chiusa da catena aggirabile) e seguire le indicazioni “Progetto Lineo Gotica”. • Monte Adone: itinerario Progetto Linea Gotica (tempo di percorrenza 180-240 minuti) In auto da Sasso Marconi, imboccare la strada provinciale Val di Setta fino a prendere il bivio a sinistra per Badolo e Battedizzo, proseguire per circa 6 km oltrepassando la deviazione a destra per Brento. Proseguire sulla strada principale su asfalto fino a prendere il bivio per Brento a sinistra. Oltrepassare il ristorante e girare a destra verso il centro polivalente. “Ulteriori informazioni di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it il sito dell’ufficio di informazioni e promozione turistica di Sasso Marconi”
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Contrafforte Pliocenico

Itinerario 1: Monte Mario e Prati di Mugnano Le pendici di Monte Mario (466 m) sono percorse da cavedagne e sentieri che consentono di compiere più escursioni di differente lunghezza e difficoltà, sempre con sviluppo ad anello e rientro attraverso il vasto parco pubblico dei Prati di Mugnano. L’anello principale, dopo avere attraversato il parco di un’antica villa nobiliare, sale sulla cima del monte seguendo il panoramico crinale che sovrasta la strapiombante parete occidentale del rilievo. Due varianti più agevoli, alla portata di tutti, si sviluppano in prevalenza all’interno del folto bosco che riveste le pendici settentrionali del monte. Un’ulteriore alternativa, un poco più lunga, scende dal crinale alla località di Battedizzo per poi risalire la parete occidentale del monte, con qualche passaggio più esposto e impegnativo, e ricongiungersi all’itinerario principale all’estremità meridionale dei Prati di Mugnano. Lungo tutti i percorsi si incontrano emergenze naturalistiche e storiche di notevole rilievo. Qualche tratto può risultare fangoso nei periodi di pioggia e occorre fare sempre particolare attenzione nei tracciati di crinale. Partenza Sasso Marconi (103 m) > Punto più elevato Monte Mario (466 m) Lunghezza 9 km > Durata 3.30 ore Itinerario 2: Monte del Frate e Valle del Raibano L’ampio anello dell’itinerario si sviluppa, attraverso una piacevole successione di ambienti e paesaggi, tra il panoramico crinale di Monte del Frate (547 m) e le vallette che si approfondiscono alle spalle della Rocca di Badolo (476 m), toccando alcuni dei luoghi di maggiore valore naturalistico della riserva. Il percorso utilizza sentieri ben tracciati e strade sterrate, presenta pochi tratti ripidi che possono risultare scivolosi nei periodi piovosi e richiede una certa attenzione solo lungo il crinale, quando il tracciato si avvicina al ciglio della parete verticale di Monte del Frate. Partenza Badolo (378 m) > Punto più elevato Monte del Frate (547 m) Lunghezza 7,8 km > Durata 3 ore Itinerario 3: Anello di Monte Adone L’itinerario, che offre ampi panorami e interessanti aspetti naturalistici e storici, è la via più diretta per raggiungere la cima più elevata del Contrafforte Pliocenico (la salita è lunga poco più di un chilometro e mezzo); presenta un discreto dislivello (poco meno di 200 m) ma si sviluppa per un tracciato non lungo e abbastanza agevole, su sentieri ben riconoscibili e strade sterrate. Dalla vetta si può poi chiudere il percorso scendendo lungo il crinale e tagliando il versante settentrionale del monte. Nei pressi della vetta e durante la discesa per il crinale, occorre tuttavia fare attenzione nei tratti più impegnativi ed esposti. > Partenza Brento (463 m) > Punto più elevato Monte Adone (654 m) > Lunghezza 5 km > Durata 2 ore Itinerario 4: intorno a Monte Rosso Il semplice itinerario ad anello, che parte dal particolarissimo abitato di Livergnano con le abitazioni addossate alla parete rocciosa, aggira le pendici di Monte Rosso (591 m), offrendo belle vedute ravvicinate sulle imponenti pareti arenacee che sovrastano Sadurano e interessanti scorci dei boschi freschi che rivestono il versante settentrionale del rilievo. Il percorso si sviluppa in prevalenza su sterrate poco ombreggiate ed è preferibile non percorrerlo nelle ore della giornata con maggiore insolazione; un poco di attenzione è necessaria solo in un tratto di sentiero più stretto all’interno del bosco nel versante orientale del monte. > Partenza Livergnano (525 m) > Punto più elevato È sostanzialmente quello di partenza, perché nella prima parte l’itinerario si sviluppa in discesa sino al bivio tra i sentieri 809 e 809a sotto I Sassi (325 m), per poi risalire verso Livergnano > Lunghezza 7,5 km > Durata 3 ore “Ulteriori informazione di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it il sito dell’ufficio di informazioni e promozione turistica di Sasso Marconi”
 
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Chiesa di San Pietro - santuario della Madonna del Sasso

Il campanile appartiene alla Chiesa e la torre dell’orologio al Comune. Così si presenta, su uno sfondo dal sapore guareschiano, il Santuario della Beata Vergine del Sasso, che si trova nella piazza principale del paese (Piazza dei Martiri della Liberazione). La chiesa venne fatta costruire tra il 1802 e il 1831 per ospitare l’immagine della Beata Vergine col bambino che precedentemente si trovava all’interno della grotta scavata nella Rupe. Nel 1945, un terribile bombardamento distrusse sia l’edificio, ad eccezione dei due campanili, sia l’immagine sacra quattrocentesca. La ricostruzione dell’attuale chiesa terminò nel 1951, anno in cui il pittore Giovanni Franchi fece dono al santuario di un dipinto ad olio su legno riproducente l’antica effigie andata persa durante la guerra. All’interno, di particolare interesse, si segnala una tela settecentesca della “Madonna in trono con bambini, angeli e santi”, di probabile scuola francese, e un bellissimo dipinto della scuola dei Carracci che rappresenta la Madonna del Carmine con i Santi Pietro, Paolo, Giovanni Evangelista e Francesco. “Ulteriori informazione di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it il sito dell’ufficio di informazioni e promozione turistica di Sasso Marconi”
 
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Oratorio di Sant'Apollonia

“Chiunque, sotto qualunque titolo, succederà nel fondo soggetto, sia tenuto ogni settimana a curare la celebrazione in perpetuo di nove messe in questo oratorio, per l’anima di Claudio Achillini, degli antenati, degli amici e dei nemici, sotto pena di eterna dannazione, se mancherà a quest’obbligo e sotto altre pene contenute nel rogito stilato da Romanico Albano in data 1638. Questo marmo attesti in eterno, al posto di documenti, di notaio e di testimoni”. Questa frase, visibile ancora oggi all'interno dell'oratorio, fu fatta incidere nel marmo dal proprietario di Villa Achillini che si trova di fronte. Il famoso poeta fece costruire l’oratorio di Sant’Apollonia come voto per essere sopravvissuto “nell’anno della peste, della fame e della guerra, 1630”. L’edificio, in pieno centro a Sasso Marconi, ha un portale in arenaria del Sasso finemente scolpito e al centro dell’architrave sono visibili due volatili, stemma della famiglia Achillini. L’interno custodisce nell’abside la statua in gesso di Sant’Apollonia, incoronata da un angelo.
 
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Sant'Ansano di Pieve del Pino

La chiesa di Sant’Ansano è tra le più antiche del territorio bolognese. La sua prima attestazione risale al 1056 ma si suppone che la pieve originale fosse anteriore al 1000. Durante il medioevo fu direttamente dipendente da Bologna e, intorno al 1300, faceva capo ad un trentina di chiese, finchè nel ‘600 subentrò Pianoro. Tra il 1850 e il 1860 venne ristrutturata nell’attuale forma grazie alla manodopera gratuita della popolazione. Nei tronchi dei cipressi di fronte alla chiesa si possono ancora vedere le incisioni per le pose di esplosivi lasciate dai tedeschi in ritirata durante la Seconda Guerra Mondiale. All'interno della chiesa è visibile l’altare maggiore, la cui pala, raffigurante S.Ansano con San Giovanni Battista e la Madonna col bambino, è di scuola bolognese del XVII secolo. La zona collinare circostante, ricca di burroni e calanchi, è caratterizzata dal cosiddetto “dente”, uno spuntone di arenaria alto 30 metri. “Ulteriori informazioni di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it”
 
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San Leo loc. Iano

Dedicata ai SS Giorgio e Leo è citata dal XIV secolo come suffraganea della Pieve di Panico. La doppia titolazione ricorre nei documenti solo a partire dal 1649; la chiesa infatti acquistò fama locale proprio grazie alla reliquia (dalle qualità taumaturgiche) di San Leo, antico vescovo di Montefeltro, con la quale era usanza benedire i bambini afflitti da pustole nella bocca ("male di San Leo"). Significativo è il fatto che il santo sia patrono dei tagliapietre, professione antica e intimamente legata a quella che è stata per lungo tempo la principale attività degli abitanti della zona. All'interno si trova una statua di terracotta policroma della madonna Immacolata (XVIII) e due tele raffiguranti la Vergine con bambino (Elisabetta Sirani 1638-1665) e San Giovannino e i SS. Agostino e Antonio (fine sec. XVIII). Lungo le pareti sono le 14 stazioni della Via Crucis (fine sec. XVIII) racchiuse entro cornici del coronamento a volute vegetali. Sulla volta della cupola il ciclo di affreschi dedicati al Padre Eterno, opera di filippo Pedrini (1763-1856). “Ulteriori informazioni di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it”
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Ponte di Vizzano

Il ponte di Vizzano nacque grazie alla petizione di una maestra per far sì che i suoi alunni potessero raggiungere le scuole attraversando il Reno anche con condizioni climatiche avverse. I lavori per la costruzione del ponte iniziarono nel 1926... Prima di allora il passaggio da una sponda all’altra del fiume era possibile grazie all’opera dei “passatori”, barcaioli che trasportavano persone e merci sfruttando i punti più agevoli del Reno. Proprio per questo motivo, la località di Vizzano, prima della costruzione del ponte, era chiamata “Barca”. La prima struttura, progettata e costruita in cemento armato su dei piloni, non resse ad una eccezionale piena nel 1928. Nel 1930 venne quindi inaugurata la seconda versione del ponte, su piloni che poggiavano sulla terraferma ma con funi che lo facevano stare sospeso sull’acqua. Durante la guerra, nell’aprile del 1943, i Tedeschi in ritirata fecero poi saltare il ponte con cariche di tritolo per ritardare l’avanzata degli alleati che entrarono a Bologna solo 4 giorni dopo. Attualmente il Ponte di Vizzano, ristrutturato nel 1994, si può attraversare anche in auto ma non ha perso la sua immagine di angusto passaggio “un po’ traballante” sul fiume. “Ulteriori informazione di carattere turistico sono disponibili su www.infosasso.it il sito dell’ufficio di informazioni e promozione turistica di Sasso Marconi”

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