SANTARCANGELO DI ROMAGNA - POGGIO TORRIANA - VERUCCHIO

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OSSERVATORIO NATURALISTICO VALMARECCHIA

A chi ama vivere a stretto contatto con la natura, l’Osservatorio Naturalistico Valmarecchia - situato all’interno dell'Oasi di Protezione della fauna di Montebello - offre la possibilità di effettuare escursioni della vallata e lungo i sentieri (anche notturne), sotto la supervisione di esperte guide ambientali. L’Osservatorio, grazie ad allestimenti e giochi interattivi, presenta il territorio della Valmarecchia dalla sua evoluzione ad oggi: nell'ampia sala al primo piano sono rappresentati i diversi ambienti naturali che si possono incontrare lungo la Valmarecchia, attraverso un grande acquaterrario in cui osservare le specie vegetali e animali che popolano e animano le acque del fiume. Al piano superiore, un grande plastico consente una visione d'insieme della valle del Marecchia: la collezione di fossili del Pliocene (quando al posto del fiume c'era il mare), le rocce e i minerali della valle, oltre alla ricostruzione della vita medievale, con rocche e castelli.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - La Pieve di San Michele

In direzione Torriana è situato un antico edificio risalente al VI secolo. Presenta una navata unica, un abside a forma poligonale e un campanile romanico, mentre i fianchi sono mossi da cinque lesene. La pieve, molto originale, tra il 1966 e il 1968 ha subito interventi di restauro, durante i quali sono emersi una cripta e frammenti di mosaici.
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - La Rocca

Prima del 1386 Carlo Malatesta diede inizio ai lavori di costruzione di un nuovo fortilizio, ottenuto con la demolizione di alcune abitazioni e dell’antica chiesa di S. Paolo. Si trattava in realtà di un imponente torrione, rimaneggiato dal nipote Sigismondo: quest’ultimo ridusse la precedente struttura alla funzione di mastio ed edificò l’attuale castello nel 1447 a forma di quadrilatero con torrioni poligonali. Ora è di proprietà privata, anche se visitabile, e rivela, internamente, la presenza di molte modifiche apportate nel corso dei secoli. Sigismondo Malatesta fu anche autore dell’ampliamento delle mura, corredate da torri poligonali un tempo dipinte con i colori dei Malatesta (bianco, rosso, verde, oro e azzurro). I circuiti perimetrali divennero dunque tre: della prima cinta rimane solamente la Porta del Campanone Vecchio, mentre del secondo perimetro, che racchiudeva le abitazioni trecentesche, è giunta fino a noi la Porta Cervese.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - La Collegiata

Venne progettata tra il 1744 e il 1758 da Giovan Francesco Buonamici e mostra una navata unica con sei cappelle laterali, un’abside semicircolare e un presbiterio sopraelevato. L’architetto riminese si rifece a modelli romani (come la chiesa di Trinità dei Monti e di S. Atanasio), soprattutto per la realizzazione della facciata. L’idea di erigere una collegiata nacque in seguito alla disposizione di Papa Benedetto XIV di sopprimere le due parrocchie di S. Agata e di S. Michele in favore di un collegio di alcuni canonici: gli abitanti, allora, donarono agli ecclesiastici un appezzamento di terreno, in cui venne elevata l’attuale struttura. Da notare, all’interno, la tela con L’Arcangelo Michele di Giovan Gioseffo dal Sole, un S. Ignazio in Estasi e un Gesù Giovinetto con i Santi Giuseppe ed Eligio, del pittore Guido Cagnacci, un Crocefisso su tavola del Trecento e un polittico di Jacobello di Bonomo, datato 1385.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - Cappella di Santa Maria della Cella

Fu costruita per volontà di Antonello Zampeschi nel XVI secolo, vicino alla Rocca. L’edificio venne successivamente riedificato nella forma attuale.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - Grotta delle Monache

Si trova in Piazzetta delle Monache, sulla quale si affacciano, tra l’altro, anche numerose case del XIV secolo. Nel territorio collinare si possono vedere un centinaio di queste cavità artificiali, di cui non si conosce l’origine, anche se sono state avanzate diverse ipotesi sulla loro funzione: si é pensato a luoghi di culto pagano e ad antichi oratori cristiano - bizantini, ma la prima testimonianza scritta risale al Quattrocento e indica le grotte come depositi per la conservazione e la lavorazione dei vini.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - Convento e Chiesa dei Cappuccini

Eretti tra il 1645 e il 1661 si trovano in prossimità della Rocca. La chiesa venne abbattuta nel Settecento, nel periodo in cui i vari governi “illuminati” d’Europa decretarono la soppressione degli ordini religiosi, e fu nuovamente innalzata alla metà dell’Ottocento, mentre il convento mantiene la forma originale.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - La Chiesa di S. Caterina e di S. Barbara

Questo edificio fu costruito nel 1738, su progetto di Ferdinando o di Francesco Bibiena. La pianta centrale è sormontata da una cupola ottagonale, mentre l’interno, interpretato in modo scenografico, rivela un’abbondante presenza di stucchi, secondo il gusto barocchetto caro agli artisti bolognesi e di gran moda all’epoca.
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - L’Arco

Fu realizzato tra il 1773 e il 1777 da Cosimo Morelli per celebrare l’elezione al soglio pontificio di Clemente XIV, ossia di Lorenzo Ganganelli, nato a Santarcangelo. Il Pontefice, autore dello scioglimento dell’ordine dei Gesuiti, venne acclamato come un sovrano liberale e aperto alle nuove tendenze dei tempi: per questo i suoi concittadini pensarono di erigere in suo onore un monumento, poi trasformato in arco trionfale. Lo stile sobrio voleva richiamare la semplicità dei Francescani, ai quali apparteneva Clemente, mentre gli elementi francesizzanti, tardo barocchi e il cromatismo delle colonne bianche sullo sfondo rosato vennero introdotti per conferire eleganza e leggerezza alla costruzione. Sulla sommità spicca lo stemma della famiglia Ganganelli. Il Morelli, nello stesso periodo, progettò la piazza, intesa a valorizzare l’arco: essa doveva avere tre lati formati da portici e il quarto costituito dall’antica chiesa di S. Francesco. In realtà, la piazza venne portata a termine dopo l’Unità d’Italia, con l’edificazione di porticati e botteghe, mentre la chiesa di S. Francesco fu demolita perché non conforme ai palazzi circostanti.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - Il Palazzo Comunale

Il palazzo fu eretto tra il 1848 e il 1859 dal Benedettini, in stile neoclassico. In un primo tempo l’esecuzione dei lavori era stata affidata a Luigi Poletti, particolarmente benvoluto da Papa Pio IX e impegnato nella costruzione del teatro di Rimini; in seguito ad un diverbio con il gonfaloniere Maggioli, però, il famoso architetto si ritirò dall’impresa, la quale venne affidata all’ingegner Benedettini, direttore del cantiere del teatro riminese.
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - La Biblioteca Comunale

Conserva i lasciti ereditati dalla Biblioteca del Capitolo della Collegiata, in particolare i volumi giuridici di Teodoro Felice Grazi, morto nel 1769. La Biblioteca Capitolare rimase pubblica dal 1808 al 1822 e nel 1859 i Canonici furono convinti a donare i libri alla nuova Biblioteca della Comunità. Da allora, il patrimonio dell’istituzione si è ampliato con l’acquisto del fondo Baldini che raccoglie circa 10.000 volumi di argomento letterario, appartenuti allo scrittore Antonio Baldini, morto nel 1962.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - La Pinacoteca

La Pinacoteca custodisce opere provenienti da edifici religiosi ormai soppressi o distrutti. Da citare la pala cinquecentesca di Luca Longhi, raffigurante la Vergine, San Francesco, San Giorgio, il committente Antonello Zampeschi e la figlia Cleopatra: un tempo destinata alla chiesa di San Francesco e ora conservata nella Pinacoteca. Sono inoltre visibili due ritratti di Lorenzo Ganganelli, opere del Galliadi, pittore locale vissuto tra il 1749 e il 1811, e l’immagine di Daniele Felici Cappello, un personaggio di rilievo nell’epoca di passaggio tra la costituzione della Repubblica Cisalpina e l’Unità d’Italia.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - L’Archivio Storico

Nell’archivio storico si possono consultare antichi documenti di natura amministrativa e notarile, datati tra il Trecento e l’Ottocento, nonché le piante e i disegni originali dell’arco e della piazza, realizzati da Cosimo Morelli.
 
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SANTARCANGELO DI ROMAGNA - Il Museo degli Usi e Costumi di Romagna

Centro di documentazione etnografica, si divide in varie parti, riguardanti l’agricoltura, l’artigianato, la tessitura e conserva importanti strumenti di lavoro. Tutti questi attrezzi sono messi in relazione con reperti archeologici e con antichi riti e simboli, legati alla terra e alle professioni.
 
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POGGIO TORRIANA - Santuario della Madonna di Saiano

Si colloca su di uno sperone isolato dal colle su cui si erge la rocca di Montebello. La torre cilindrica che domina lo sperone (l’ultimo tratto può essere percorso solo a piedi), è forse di epoca bizantina. Al suo interno si trova l’artistica statua in gesso raffigurante la Madonna risalente al XV secolo, ritenuta miracolosa. Il 15 agosto, festa del santuario, le partorienti dell'intera valle si recano a pregare la Vergine per un esito felice. Bella e suggestiva è la paesaggistica sulla Valmarecchia.
 
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POGGIO TORRIANA - Palazzo Astolfi

Risale alla fine del XVIII secolo. Si chiamava Palazzo Giliendi ed è stato costruito da un alto prelato che ha apposto nelle murature le sue insegne arcivescovili. Nelle cantine si vedono ancora le fondazioni precedenti, probabilmente di epoca medioevale, ma il complesso è interessante proprio per le sue architetture settecentesche ben riconoscibili nella facciata, nel cortile interno e nel parco. Da notare gli affreschi delle sale interne, il bel forno della cucina e l’ottocentesco frantoio per le olive allestito nelle cantine. Attualmente funziona come agriturismo ed è luogo per convegni.
 
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POGGIO TORRIANA - Rocca e Torre di Torriana

La Rocca di Torriana (sec. XV) è visitabile solo all’esterno. Di epoca malatestiana, è stata oggetto nella seconda metà del ‘900 di un ampio intervento di rifacimento. Restano la porta d’accesso e due torrioni circolari, la cisterna, parte delle mura e il mastio. A sovrastare la Rocca, nel vecchio borgo di Scorticata, la chiesuola dei Santi Filippo e Giacomo, situata sul punto più alto del monte da cui si gode uno straordinario sguardo sulla Valmarecchia. Proprio perché edificata sul picco, controllava il territorio circostante consentendo ampi avvistamenti e conseguenti segnalazioni ai punti di guardia e al dirimpettaio Verucchio con quale fungeva da sbarramento contro i nemici. La Torre di Torriana (sec. XIII) recentemente restaurata, domina un’area estremamente panoramica.
 
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POGGIO TORRIANA - Palazzo Marcosanti

Fine sec. XIII. E' l’antica Tomba di Poggio Berni (con il termine Tomba si indicava una residenza di campagna fortificata). Deve ritenersi il principale riferimento storico della amministrazione di questo territorio. Pur avendo subito trasformazioni nel corso dei secoli, (oggi ospita una prestigiosa struttura di ricevimento) le sue architetture sono ancora piene di testimonianze di notevole interesse e può considerarsi uno dei fortilizi meglio conservati della Signoria. Ottima la sua posizione fra il fiume Uso e il fiume Marecchia. Belle le murature esterne ed interne con la presenza di due portali ogivali risalenti agli inizi del sec. XIV. L’attuale nome deriva dai proprietari che l’acquisirono nel XIX secolo. Visita su prenotazione.
 
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POGGIO TORRIANA - Museo Mulino Sapignoli

Il museo Mulino Sapignoli accoglie i visitatori con la Sala delle Macine ancora capace di trasformare il grano in farina, per poi incontrare il vecchio mugnaio. Nei locali restaurati del Mulino, il museo racconta del lavoro e dell'ingegno nell'arte molitoria e del sistema dei mulini della Valle Del Marecchia.
 
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POGGIO TORRIANA - Museo Mulino Sapignoli

Il museo Mulino Sapignoli accoglie i visitatori con la Sala delle Macine ancora capace di trasformare il grano in farina, per poi incontrare il vecchio mugnaio. Nei locali restaurati del Mulino, il museo racconta del lavoro e dell'ingegno nell'arte molitoria e del sistema dei mulini della Valle Del Marecchia.
 
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POGGIO TORRIANA - Il Castello di Montebello

Nella vicina frazione di Montebello e posto su una vetta, si trova lo splendido castello di epoca malatestiana e rimasto quasi intatto. Dopo la seconda metà del 1900 fu sottoposto ad un restauro importante: molte parti dell’edificio risalgono, infatti, a periodi diversi. Quasi tutte le cortine murarie, così come la torre poligonale di destra, risalgono al Quattrocento. Il torrione sul lato sinistro risale al XIII o XIV secolo. Nei pressi dell’ingresso è posta “L’armeria”, un antico e interessante edificio nel quale anticamente si fabbricavano armi.
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VERUCCHIO - Rocca Malatestiana o Rocca del Sasso

Il complesso castrense costruito dai Malatesta a partire dal XII secolo reca i segni degli interventi operati nelle diverse epoche. La Rocca sorge sul punto più alto del “sasso” di Verucchio, in posizione dominante. Del nucleo originario della fortezza, incluso nel sistema quattrocentesco voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1449, si conservano ancora una bella porta ogivale in sasso e due torri a base rettangolare. Da ricordare che qui nacque il Mastin Vecchio Malatesta da Verucchio, l’illustre capo guelfo che conquistò Rimini alla fine del XIII secolo e fondò la Signoria Malatesta. L’altro maniero, detto Rocca Inferiore o del Passarello, nel XVII secolo fu adibito a monastero femminile.
 
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VERUCCHIO - La Chiesa Collegiata

Costruita nel 1863 su disegno del verucchiese Antonio Tondini con gusto barocco e rinascimentale. All’interno si trovano diverse opere di notevole valore artistico, in particolare la cosiddetta Tela di S. Martino, opera di Giovan Francesco Nagli, detto il Centino, dipinta intorno alla metà del XVII secolo, situata nell’altare maggiore, un Crocefisso dipinto del XIV secolo di ignoto detto “Maestro di Verucchio” ed un altro di Nicolò di Pietro (1404), artista veneziano.
 
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VERUCCHIO - Chiesa di Santa Croce

Sita a Villa Verucchio presso il Convento dei Francescani (XIII secolo), la Chiesa di S. Croce ha origini trecentesche, sebbene l’aspetto attuale rechi gli interventi di gusto neoclassico effettuati nella seconda metà del XIX secolo. Di grande valore è anche il secolare cipresso che si innalza all’esterno. La tradizione vuole che sia stato piantato da S. Francesco.
 
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VERUCCHIO - Pieve Romanica

Antica Pieve di S. Martino, la primitiva chiesa plebana di Verucchio sorge alle falde del colle tra Verucchio e il Marecchia. La sua fondazione sembra risalire a qualche anno prima del Mille.
 
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VERUCCHIO - La Chiesa di S. Agostino

Di origine trecentesca, l’edificio venne in seguito restaurato nel corso del XVIII secolo. L’interno conserva pregevoli opere d’arte tra cui una pala secentesca raffigurante la Madonna della Cintura, realizzata dal riminese Orazio Calbetti, una Madonna e Santi del bolognese Giuseppe Marchesi (1699 - 1771) e una tela del Mastelletta (1575 - 1655) raffigurante Madonna coi confratelli genuflessi.
 
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VERUCCHIO - Museo Civico Archeologico

Si sviluppa all’interno dell’antico monastero dei Padri Agostiniani, fondato nel XIII secolo, ampliato alla metà del XVII secolo ed infine restaurato negli anni ‘80 dello scorso secolo. Il Museo é stato inaugurato nel 1985 e conserva i reperti emersi negli scavi archeologici effettuati nella zona nel corso dei secoli.

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