SAN LAZZARO DI SAVENA

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Dati generali

Provincia: Bologna;
Distanza da Bologna: 6 km dal centro città;
Superficie: Kmq. 44,70;
Altitudine: mt 62 slm;
Prefisso telefonico: 051;
C.A.P.: 40068;
Popolazione: 30.045 abitanti;
Confini: Bologna, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, Pianoro.
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Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa

Grotte e non solo: il più grande parco carsico dell'Emilia-Romagna.
Il parco, situato sulle prime colline bolognesi, comprende una fascia di affioramenti gessosi, che hanno dato vita ad un complesso carsico di estremo interesse, e i suggestivi Calanchi dell'Abbadessa. Per quanto intaccati dalle passate attività estrattive, i gessi bolognesi rappresentano una delle principali emergenze naturalistiche della regione, con doline, altipiani, valli cieche e rupi che modellano il paesaggio e ospitano una vegetazione caratterizzata da presenze mediterranee e specie legate a fasce altitudinali più elevate.
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La dolina della Spipola e l'Altopiano di Miserazzano

L'itinerario, che è forse il più classico e conosciuto tra quelli dell'area protetta, si sviluppa nell'area carsica intorno alla Croara, dove estesi affioramenti gessosi hanno dato vita a un paesaggio di grande suggestione e rilevante interesse scientifico.
Nella prima parte il tracciato ricalca quello del sentiero natura Gessi della Croara, che si sviluppa tra la grande dolina della Spipola e l'adiacente altopiano di Miserazzano, per poi raggiungere il bordo meridionale della prima e costeggiarne i margini orientale e settentrionale; un tratto coincide con il sentiero Cai 813, diretto alla chiesa di Monte Calvo. L'itinerario, che ha un andamento ad anello, presenta leggeri dislivelli e si svolge lungo sentieri dal fondo ben consolidato.
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Grotta della Spipola

L'ingresso della Grotta della Spipola, situato a quota 135 m sul fondo della dolina omonima, è in gran parte artificiale: venne costruito dal Gruppo Speleologico Bolognese nel 1936, durante i lavori eseguiti per salvaguardare la cavità dai ricorrenti vandalismi.
L'ingresso naturale (Bus d’la Speppla o Buco del Calzolaio), attraverso il quale Luigi Fantini e altri speleologi del GSB, discendendo due pozzetti, penetrarono per la prima volta nella Spipola, è situato un poco più in alto (a quota 165 m). Questo accesso fu bloccato non appena si rese disponibile quello basso, più comodo e sicuro.
La protezione della grotta resistette sino al 1940. Da allora, per più di cinquant'anni, la Spipola subì continue deturpazioni, in parte dovute anche al suo impiego come rifugio nel corso dell'ultima guerra, ma provocate soprattutto da visitatori occasionali.
L'attuale chiusura è stata realizzata nel 1995 dal GSB-USB per conto del Parco, che ha curato la bonifica e qualche modesto adattamento dell'intero percorso turistico secondo le indicazioni della Società Speleologica Italiana per quanto riguarda la riduzione dell'impatto ambientale.
I lavori, che si sono limitati al ripristino delle opere esistenti nel 1936, hanno previsto inoltre l'installazione di cinque stazioni di rilevamento che misurano i valori di temperatura e umidità.
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I gessi del Farneto

L'itinerario si sviluppa sugli affioramenti gessosi del Farneto, tra i torrenti Zena e Idice, e tocca grandi depressioni chiuse come la Buca dell'Inferno, la Buca di Goibola e la Buca di Ronzano, giungendo in diversi tratti a lambire aree di notevole valore naturalistico caratterizzate da una grande fragilità ambientale.
Il tracciato segue un'antica strada vicinale sterrata che con leggeri saliscendi si mantiene in quota ai bordi delle doline, restando in gran parte all'ombra del bosco, ma con alcuni notevoli panorami sui territori circostanti.
Questo tratto di strada faceva parte di un itinerario medievale che collegava la pianura con l'antica strada di Toscana, passando per Pizzocalvo, Ronzano, L'Eremo, Ca' Maleto di Sopra e Casola Canina, per proseguire poi attraverso Monte delle Formiche e Monte Bibele. 
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Castel de' Britti, Ciagnano e Settefonti

L'itinerario tocca alcuni insediamenti di interesse storico nel settore orientale del Parco e, grazie alla viabilità di crinale che spesso utilizza, offre notevoli panorami sull'area protetta e i territori limitrofi.
Il tracciato ripercorre per un tratto l'antica strada consolare Flaminia "minore" e in particolare il suo diverticolo più occidentale, che saliva dal fondovalle dell'Idice, lambendo Castel de' Britti, e per la testata calanchiva del rio Calvane e la via del Pilastrino raggiungeva Settefonti; una parte del percorso è accompagnata dai segnavia biancorossi del Cai (sentiero 801 Via Flaminia minore).
L'itinerario, lungo il quale sono possibili anche interessanti osservazioni legate agli ambienti calanchivi e boscati, ha dislivelli modesti e si svolge in gran parte su fondi sterrati e ben consolidati; solo in corrispondenza dei calanchi del rio Calvane, subito a monte di Castel de' Britti, la natura argillosa del fondo può creare qualche problema dopo le piogge e nel periodo invernale. 
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Museo Donini

Il nuovo Museo della Preistoria “Luigi Donini”, inaugurato nel settembre del 2003, è uno dei più importanti musei di archeologia preistorica in Italia. La nuova struttura è dotata dei più moderni e aggiornati sistemi espositivi e affianca alla ricca collezione di reperti, ampi spazi dedicati alle ricostruzioni a grandezza naturale della civiltà e della fauna preistorica dell’età villanoviana.

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