SAN GIORGIO PIACENTINO

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La cucina piacentina: crogiuolo di sapori

È una cucina di sostanza quella piacentina, che coniuga sapientemente l’eredità della tradizione contadina e di quella più ricercata e opulenta degli ambienti nobiliari ed ecclesiastici. Ma il suo carattere unico dipende anche dalla particolare collocazione geografica di questa terra di confine, lembo occidentale dell’Emilia posto all’incrocio tra Lombardia, Liguria e Piemonte. Si inseriscono a pieno titolo nella tradizione emiliana i primi piatti di pasta fresca e ripiena, come anolini, tortelli, panzerotti e tagliatelle. Specialità tipicamente piacentina sono poi i pisarèi e fasö, i gustosi gnocchetti preparati con pane raffermo e conditi con un sugo di pomodoro e fagioli borlotti. Tra i secondi spiccano le ricche pietanze a base di carne, come lo stracotto di manzo, la faraona arrosto, il salame cotto e la selvaggina. Merita senz’altro un assaggio la picula ‘d caval, una specialità a base di carne trita di cavallo cucinata in umido con pomodoro, cipolle e peperoni, e spesso servita accompagnata alla polenta. Da non perdere, infine, i salumi tipici, tra cui la coppa, il salame e la pancetta piacentina DOP, e la mariola (presidio Slow food), da gustare insieme alla bortellina o allo gnocco fritto. A fine pasto non possono mancare i dolci. Impossibile resistere a buslàn e buslanêi (ciambella e ciambelline), da gustare preferibilmente inzuppati in un buon bicchiere – ma nelle osterie si usa lo scodellino – di malvasia dolce.

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