S. SOFIA - GALEATA - CIVITELLA DI ROMAGNA

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CIVITELLA DI ROMAGNA - Dati generali

Superficie: Kmq. 117,80; Altitudine: mt 219 slm; Prefisso telefonico: 0543 C.A.P.: 47012; Popolazione: 3.796; Provincia: Forlì-Cesena; Comuni confinanti: Galeata, S. Sofia, Predappio, Meldola, Sarsina, Cesena; Frazioni: Cusercoli, Voltre, Civorio, Nespoli.
 
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GALEATA - Dati generali

Superficie: Kmq. 63,00; Altitudine: mt 232 slm; Prefisso telefonico: 0543 C.A.P.: 47010; Popolazione: 2.544; Provincia: Forlì-Cesena; Comuni confinanti: S. Sofia, Civitella di Romagna, Premilcuore, Predappio; Frazioni: S. Zeno, Pianetto.
 
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SANTA SOFIA - Dati generali

Superficie: Ha. 14.586; Altitudine: mt 257 slm (capoluogo); Prefisso telefonico: 0543 C.A.P.: 47018; Popolazione: 4.175; Provincia: Forlì-Cesena; Confini: Galeata, Civitella di Romagna, Bagno di Romagna, Stia, Premilcuore; Centri abitati: Berleta, Biserno, Campigna, Corniolo, Isola, Spinello.
 
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CIVITELLA DI ROMAGNA - La Rocca

Sorge a difesa dell’originario borgo murato, sullo sperone formato dalla confluenza nel Bidente del “Fosso” di San Filippo, in una posizione che domina il tracciato del percorso di fondovalle. Si ritiene che sia stata costruita, forse, sul finire del XII secolo. La sua conformazione attuale soffre degli interventi, non sempre ortodossi, succedutesi nel tempo. Dell’antico manufatto restano tracce delle mura, nella porta principale sormontata dalla torre con l’orologio, alcuni sotterranei e bastioni diroccati. Come molte delle fortificazioni di questo territorio, appartenne dal 997 al 1275 agli abati di S. Ellero, ma in seguito venne occupato dal conte Guido Selvatico e dai mercenari di Firenze. Nel 1277 fu ricondotto sotto il dominio della Chiesa grazie all’intervento di Guido di Montefeltro. Nel 1404, assediato dai fiorentini guidati da Jacopo Salviati, subì gravi danni. Passò poi sotto il dominio del Malatesta che a loro volta la cedettero alla famiglia De Nobili, che ne risulta feudataria intorno alla metà del ‘500.
 
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CIVITELLA DI ROMAGNA - La Chiesa del Castello

Risale al XVII secolo e occupa il centro del borgo murato. Il piccolo ed elegante edificio è stato recentemente restaurato e cela al proprio interno una struttura barocca di un certo pregio che necessita, però, di interventi di recupero. Dedicata a S. Antonio da Padova, custodisce anche la Madonna del Carmine, festeggiata il 16 luglio.
 
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CIVITELLA DI ROMAGNA - La Torre Neogotica

Ricostruita in stile neogotico tra il 1920 e il 1930 ha preso il posto del manufatto originario distrutto nel terremoto del 1661. Intorno si estende la parte della rocca meglio conservata. Il suo orologio è citato sin dal 1554 ma l’ingranaggio attuale è di un’artigiana civitellese dell’800.
 
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CIVITELLA DI ROMAGNA - Il Borgo Murato o Fortificato

Detto anche il Castello, nonostante i singoli edifici siano ampiamente rifatti conserva il fascino della struttura urbanistica medievale. Qui, più che in altri luoghi, si ha l’esatta conformazione di un antico borgo fortificato, difeso dai torrioni della rocca ma, soprattutto, dai suoi strapiombi che si gettano nelle acque verdi del Bidente.
 
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CIVITELLA DI ROMAGNA - La Chiesa di S. Maria in Borgo

Collocata all’esterno dell’antico castello, si incontra sulla sinistra entrando in paese. E’ dedicata a San Michele Arcangelo, patrono del paese. Di impianto settecentesco la chiesa deve il suo assetto attuale ad un restauro effettuato nel 1862.
 
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CIVITELLA DI ROMAGNA - Il Teatro Golfarelli

Progettato nel 1811 dall’architetto Giuseppe Missirini su un preesistente impianto teatrale a pianta poligonale molto allungata, fu costruito a partire dal 1812 a spese di Lorenzo Golfarelli che intendeva in tal modo a celebrare la presa di Mosca da parte di Napoleone.
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CIVITELLA DI ROMAGNA - Santuario della Beata Vergine della Suasia

Costruito grazie alle elemosine raccolte tra gli abitanti del luogo, è l’espressione della volontà dei civitellesi che vollero erigerla per ricordare la miracolosa apparizione della Beata Vergine ad un povero orfanello. Autore del progetto fu l’architetto fiorentino Zenobio Lastricati, che è chiaramente nominato nella documentazione superstite. La soluzione costruttiva adottata, chiesa con pianta a croce greca, era rivolta a mantenere intatta al suo interno la Maestà con il suo affresco. L’edificio è una significativa creazione architettonica rinascimentale toscana, alterato dai numerosi rifacimenti, i più importanti dei quali furono attivati nel 1760 con la costruzione del campanile e nel 1928 con la costruzione dell’attuale cupola al posto dell’originario tiburio ottagonale con tetto ad otto spioventi. Ulteriori interventi sulla facciata sono stati operati nel 1906 e nel 1950-52. Il Santuario è oggi affidato alla Confraternita della Beata Vergine della Suasia.
 
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GALEATA - Museo Civico Mons. Domenico Mambrini a Pianetto

Fondato da Mons. Mambrini nei primi decenni del Novecento, conserva al suo interno opere artistiche ed oggetti archeologici provenienti in prevalenza dall’alta valle del Bidente con un excursus cronologico che va dalla preistoria all’età moderna. Fra i pezzi notevoli si segnalano la chiave onoraria di Mevaniola, l’Infanzia di S. Nicolò dell’XI - XII secolo, il Rilievo dell’incontro fra S. Ellero e Teoderico e pregevoli opere artistiche, quali gli affreschi rinascimentali del Pantano. (Nuovo allestimento nel restaurato Convento dei Padri Minori Conventuali).
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GALEATA - Scavi della Villa di Teoderico

(loc. Saetta ad 1,5 Km. circa da Galeata, direzione Pantano) - Il Dipartimento di Archeologia conduce annuali campagne di scavo nel sito, in cui sono state individuate strutture riferibili all’età romana, e alla ultima fase edilizia d’età teodoriciana. La storia dell’edificio si intreccia con la leggenda che vede la presenza del re degli ostrogoti Teoderico giunto nella valle per restaurare l’acquedotto traianeo.
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GALEATA - Via Zannetti e Palazzo del Podestà

Nella caratteristica via a porticati, fiancheggiata da dimore con pregevoli stemmi nobiliari, emerge il palazzo del Podestà con la torre civica ed il marzocco fiorentino, nel quale il leone sorreggere lo stemma della comunità di Galeata. Dalla piazza a pianta triangolare si apre il selciato della via del Chiasso che raggiunge il fiume Bidente.
 
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Il Giardino Botanico di Valbonella

Il giardino occupa una superficie di circa 2 ettari, a quota 700 m slm, su di un'area adiacente alla strada forestale Corniolo - Fiumicello, presso il fosso Valdonasso. Nasce nel 1983 con lo scopo di ricostruire e rappresentare, in uno spazio ridotto e sotto forma di modelli, i principali ambienti vegetali dell'Appennino Romagnolo. Particolare attenzione è dedicata alla collezione ed ambientamento di piante rare e protette.
 
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Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna si estende per circa 36.000 ettari, equamente divisi fra l’Emilia Romagna e la Toscana, comprendente territori delle province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Si estende lungo la dorsale appenninica tosco-romagnola, che raggiunge la massima altitudine con il Monte Falco (1658 m), scendendo ripidamente verso le vallate strette e parallele del versante romagnolo e decisamente in maniera più graduale nel versante toscano, che si presenta con pendii più dolci, fino all’ampio fondovalle formato dall’Arno. Il Parco spicca, dal punto di vista naturalistico, come una delle aree forestali più pregiate d’Europa, il cui cuore è costituito dalle Foreste Demaniali Casentinesi, che racchiudono la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, istituita nel 1959 (prima in Italia, 764 ettari di bosco preclusi al libero accesso e a ogni forma di intervento umano). Circa l’85% della superficie del Parco è ricoperta da boschi, diversi nell’aspetto e nelle opportunità che offrono: dall’osservazione di piccoli e rari fiori che costituiscono una flora ricca e preziosa (1.200 specie circa), fino ad ammirare le manifestazioni più imponenti e maestose della natura. E’ anche un territorio con centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche, che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale, ricca di flora e di fauna, tra cui spicca la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale. Ci sono all’interno del Parco due poli di grande fascino ed importanza spirituale: il Santuario della Verna, donato a San Francesco dal conte Orlando Cattani di Chiusi nel 1213 come luogo di eremitaggio, si erge sull’orlo di selvagge balze rocciose e, alle sue spalle, si può ammirare la secolare selva di abeti e faggi conservata intatta per quasi otto secoli dai monaci francescani. L’Eremo di Camaldoli, fondato nel 1012 da San Romualdo, il quale si ritirò in questo luogo splendido circondato da folte selve di abeti, e proprio in funzione della cura del bosco fu modellata la regola dell’ordine camaldolese. Questa foresta ha anche rappresentato l’unica vera ricchezza di questo territorio, poiché forniva legname di ottima qualità e dava quindi da vivere alla gente di montagna. Il Parco comprende un’area nella quale l’uomo ha sempre vissuto e lavorato, ed è questo il motivo dei numerosi ruderi e borghi abbandonati nel territorio del Parco. L’area protetta si può visitare con piacevoli escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo o, in inverno, con gli sci da escursionismo lungo i circa 600 chilometri della rete sentieristica. Nel territorio dell’area protetta sono presenti 9 sentieri natura: percorsi generalmente poco impegnativi che accompagnano il visitatore nella scoperta della natura e della storia del Parco. L’Ente Parco inoltre ha recentemente realizzato in loc. Campigna “Un sentiero per tutti i … sensi” e sta portando a termine gli allestimenti della prima parte del Sentiero Natura di Badia Prataglia, che permettono l’accessibilità dell’area protetta anche alle persone diversamente abili. Sul territorio sono distribuiti 11 Centri Visita (cinque nelle rispettive valli romagnole, due nel versante fiorentino e quattro in quello aretino) e due Punti Informazioni, quello di Campigna (FC) e quello di Camaldoli (AR), importanti strutture di accesso e di orientamento per il visitatore, tutti pensati secondo uno specifico tema inerente all’area in cui si trovano.

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