ROSA'

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Cenni storici

La regione era abitata in epoca preromana dai Veneti, un popolo probabilmente migrato dalla Plafagonia circa 1000 anni a.C. In seguito all’espansione romana queste popolazioni autoctone si allearono con i Romani a difesa delle invasioni dei Galli. Si formarono così nella regione numerose colonie collegate fra loro da importanti assi viari, tra cui la “via Postumia”, la quale collegava Genova con Aquileia; la “via Aurelia”, che partiva da Patavium (Padova) e raggiungeva Acelum (Asolo) e Feltria (Feltre), incrociando la via Postumia. La colonizzazione romana favorì anche il lento e graduale ingresso di nuove tecniche agrarie, l'aumento degli scambi commerciali, la variazione di usi e costumi, nonché l'uso della lingua latina che si stabilizzò e si sovrappose al substrato paleo-veneto. Nel territorio rosatese sono stati rinvenuti resti di un’antica villa romana, di due probabili cippi e di numerosi utensili. Nel 168 d.C. in Veneto inizia l'epoca delle invasioni barbariche, caratterizzata contestualmente da crisi economiche e da pestilenze che riducono sensibilmente la popolazione delle campagne. Nel 452 arriva Attila alla testa degli Unni, che conquista e distrugge Aquileia e depreda Concordia e Altino. Nel 476 Odoacre sconfigge l'ultimo imperatore romano, Romolo Augustolo; Odoacre nel 486 viene poi sconfitto dagli Ostrogoti di Teodorico, che si proclama re e muore a Ravenna nel 526. A completare questo desolante quadro, nel 566 scoppiava anche qui una grossa ed improvvisa pestilenza che provocava infiniti lutti, desolazioni e rovine, lasciando le campagne deserte. I Longobardi guidati dal loro re Alboino, approfittarono della difficile situazione in cui versava l’Impero e relegarono i Bizantini lungo la fascia dell'alto Adriatico. Con la caduta del regno longobardo, ad opera di Carlo Magno (777), inizia anche per il territorio dell'attuale comune di Rosà il dominio dei Franchi che sottomettono tutto il Veneto ed il Friuli. A partire dall'anno 888 e fino al 962, durante il regno Italico, il territorio di Bassano è invaso dagli Ungheri, un popolo nomade e feroce. A difesa del territorio dalle sanguinose scorrerie, vengono eretti diversi castelli, uno dei quali anche a Bassano, costruito probabilmente dalla stessa popolazione. Durante il Medioevo Rosà era territorio di Bassano e zona d'influenza della potente famiglia dei Da Romano, alla quale rimase legata fino alla morte di Ezzelino III da Romano. I Bassanesi chiesero la protezione di Padova, ma Vicenza, avanzando pretese su quest'area, riuscì a farsela assegnare con la mediazione del suo vescovo Bartolomeo da Breganze. Più tardi Padova, vantando un credito su Vicenza, rioccupava tutto il Bassanese, e da allora la storia del territorio di Rosà fu una continua lotta ad ottenere la propria autonomia. Nel 1337 in seguito ad una nuova guerra, passò sotto Venezia. La Repubblica di San Marco cedette tuttavia il Bassanese ai Da Carrara, signori di Padova, a quel tempo suoi alleati. Proprio Francesco da Carrara, nel 1366, fece realizzare una roggia ("roxata") che, secondo la tradizione nasconde l'origine etimologica del toponimo di Rosà. Da quella carrarese, Bassano e le sue competenze passano poi alla signoria dei Visconti di Milano, che durò fino al 1404, anno in cui Bassano giurò fedeltà alla Serenissima. Sotto la Repubblica Veneta Rosà diventa uno dei quartieri di Bassano. Col passare del tempo, la popolazione di Rosà aumenta considerevolmente grazie soprattutto ai terreni bonificati, da cui derivano migliori condizioni di vita. Durante il XVI secolo all’agricoltura si aggiunge lo sviluppo dell'artigianato della lana e della seta, con la conseguente cultura dei bachi e la diffusione del gelso, nonché della lavorazione e commercio delle pelli, incremento interrotto soltanto dalle pestilenze del 1630 e 1631. Nel 1797 Napoleone Bonaparte mette la parola fine sulla Repubblica di San Marco. Con il Trattato di Campoformio Venezia e il Veneto sono assegnati all’Austria. Nel 1807 l'agro bassanese viene diviso fra tre nuovi comuni: Cassola, Tezze e Rosà. L'alternanza delle occupazioni francesi ed austriache termina con il Congresso di Vienna (1815), in seguito alla quale tutto il Veneto è inglobato nell'asburgico regno Lombardo - Veneto. Con il 1866, al termine della terza guerra per l'indipendenza d'Italia, finisce il dominio austriaco e Rosà aderisce plebiscitariamente al regno di Vittorio Emanuele II. Da allora la storia di Rosà è coinvolta con quanto succede su scala nazionale: il primo e il secondo conflitto mondiale, la guerra partigiana.

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