RECANATI

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Settembre

Recanati antiquaria

Mercatino del piccolo antiquariato, collezionismo e artigianato.
 
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Agosto

Sagra della polenta

La Sagra si svolge da sempre all’ombra delle mura del Castello di Montefiore, estremo baluardo della città di Recanati, eretto nel Medioevo, per controllare i confini con la vicina Osimo. Nel periodo delle feroci lotte tra guelfi e ghibellini ogni città decideva di difendersi dai possibili nemici e ovunque iniziavano a sorgere torri e possenti cinte murarie per controllare e proteggere il proprio territorio. Il Castello, al centro del quale si eleva un possente mastio con merlatura ghibellina, si trova proprio a due passi dalla vicina Montefano, che nel Basso Medioevo era sottoposta alla città di Osimo. Tanti i condottieri e i capitani di ventura che arrivavano a combattere nei pressi del Castello di Montefiore, fino ad arrivare al periodo in cui, alla fine del ‘400, Montefano si affrancava dal dominio osimano e, nei secoli successivi, iniziavano a svilupparsi borghi e agglomerati urbani nei dintorni degli antichi centri fortificati. Oggi le mura del Castello, perdute le funzioni difensive per le quali furono costruite, fanno da cornice alla Sagra della Polenta . Durante la Sagra della Polenta sono aperti stand gastronomici che offrono la possibilità di degustare la polenta declinata in tante modalità: in versione salata, arricchita con sughi di stoccafisso, cinghiale, papera, salsiccia, vegetariana e in versione dolce con le immancabili frittelle. Il ricco menu prevede inoltre: tagliatelle con sugo di papera, fagioli con cotiche e salsiccia, stoccafisso con le patate, stinco all’uva, grigliata mista, agnello fritto, cotoletta, contorni di patate fritte e insalata. Le serate di festa sono accompagnate da musica e altre attività.
 
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Venerdì Santo

Processione del Venerdì Santo

Un evento tra i più solenni e particolari della zona di Recanati è il Venerdì Santo. Vengono rievocate le ultime Tre Ore della passione di Gesù e la sua morte in croce con una Processione serale. I componenti della Confraternita e della Congregazione vi prendono parte camminando incappucciati, bianchi e neri, in segno soprattutto di umiltà. Durante la Processione si procede per la strade cittadine accompagnati da preghiere e canti del clero e del popolo, in alternanza con musiche eseguite dalla Banda cittadina “B.Gigli”. Il ritmo della marcia della Processione è dato dal battere cadenzato della scandola, uno strumento di legno che, nella Settimana Santa, sostituisce il suono delle campane. Aprono la processione i sacconi bianchi disposti in due file parallele e portano in mano oggetti in legno che ricordano la passione di Cristo. Fra i sacconi bianchi ci sono anche quelli mandati dalla famiglia Leopardi che si distinguono dal Rosario nero legato in vita. Poi ci sono i bambini e le pie donne, la Banda comunale, gli amministratori e i sacerdoti. Uno di loro mostra un reliquiario che custodisce un piccolo pezzo del legno della vera Croce. Subito dopo procede il catafalco, con sopra la statua del Cristo morto, e sospinto da alcuni sacconi neri, mentre altri sacconi neri portano a spalla le statue a grandezza naturale di tre dei quattro personaggi principali che, secondo il racconto evangelico, assistettero sicuramente alla morte di Gesù.

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