PORTO SANT'ELPIDIO

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Dati generali

Regione: Marche; Provincia: Fermo; Altitudine: 4 m s.l.m.; Superficie: 18,13 km²; Abitanti: 26.141; Densità: 1.441,86 ab./km²; Frazioni: Cretarola, Corva; Comuni confinanti: Civitanova Marche (MC), Fermo, Sant'Elpidio a Mare; Cod. postale: 63821; Prefisso: 0734.
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Villa Baruchello

Risale alla seconda metà del XVIII secolo ed è il fiore all'occhiello della città di Porto Sant'Elpidio. Di proprietà del comune dal 1980, questa villa oltre ad essere sede di importanti manifestazioni e mostre e a ospitare il centro d'arte e cultura "La tavolozza", vanta un bellissimo parco inserito nella prestigiosa lista dei parchi più belli d'Italia.
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Teatro della Api

Fulcro della cultura cittadina, propone ogni stagione opere teatrali di artisti locali e nazionali.
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Villa Murri

Edificio storico realizzato nel XIX secolo. Il monumento fu commissionato dal conte Sinibaldi, ed in seguito acquistato dalla famiglia Maggiori, che ne fece la propria residenza estiva. La denominazione della villa è dovuta ai suoi proprietari del XX secolo, i Murri. A partire dal 1953 la struttura è di proprietà del Comune di Porto Sant’Elpidio; fu inizialmente sede della scuola media, in seguito acquisì l’attuale destinazione d’uso, sede degli uffici comunali, della biblioteca e dell'ufficio Informagiovani. Di interesse è il parco che circonda la villa.
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Il Lungomare

Il lungomare di Porto Sant’Elpidio è ottimo per passeggiare, o fare sport dal momento che lo percorre una lunga pista ciclabile. In estate è il luogo più popolato della cittadina ed è costituito da una fitta e rigogliosa pineta che si apre in un immenso prato ed è costeggiato da una serie di deliziosi stabilimenti balneari.
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La pineta

La pineta di Porto Sant’Elpidio si estende per oltre 500 metri nel lungomare nord e al suo interno è percorso da un sentiero che si snoda in mezzo al verde. Nel lato che dà sulla strada ci sono invece due “corsie” parallele: quella più esterna è destinata alle biciclette ed è la naturale continuazione della pista ciclabile che affianca tutto il lungomare cittadino; quella più interna è invece dedicata ai pedoni. Il lato che costeggia la spiaggia è occupato dagli attrezzi che costituiscono il “percorso vita”, diviso in tappe e frequentato soprattutto dagli sportivi. Spostandosi nell’estrema parte settentrionale della pineta ci si trova di fronte un ampio prato dove talvolta, in occasione di eventi particolari, vengono posizionati dei palchi. Sempre in quest’area è presente una zona dedicata ai bambini con altalene, scivoli e altri giochi.
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La spiaggia

Porto Sant'Elpidio vanta una spiaggia lunghissima, che corre per tutta l'estensione del paese. Si tratta di una spiaggia bassa e costituita di sabbia e sassi, molto ampia anche in larghezza nella parte nord del paese, man mano più stretta spostandosi verso sud. I molti stabilimenti balneari, dotati di ogni attrezzatura, si alternano ad ampi tratti di spiaggia libera.
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La torre dell'orologio

Si erge su Piazzale Virgilio, a pochi passi da Piazza Garibaldi. Fu completata nel XVI secolo su autorizzazione di Papa Pio IV dopo che i lavori di edificazione erano stati portati avanti a più riprese nei secoli precedenti e serviva a proteggere la città dalle incursioni nemiche e dalle razzie dei predoni. Oggi la torre dell'orologio e l'edificio ad essa adiacente ospitano l'ufficio del turismo di Porto Sant'Elpidio.
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La Piattaforma

Due campetti da basket, uno adiacente all'altro, a ridosso della pineta e della spiaggia. Questa è la Piattaforma, utilizzata sia per praticare sport che come luogo di importanti manifestazioni, concerti e presentazioni.
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Chiesa della SS. Annunziata

Edificata nel XI secolo, conserva al suo interno numerose opere di artisti locali.
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Santuario di Santa Maria Addolorata

La comunità madre della parrocchia è da ritrovarsi nella Parrocchia di S. Elpidio Abate, detta anche Collegiata, nel comune di S. Elpidio a mare, che all’epoca si estendeva fino al mare. La strada che collegava il borgo marinaro alla collina madre saliva nella campagna formando una “s” o curva, da cui il nome Corva, per indicare il piccolo gruppo di case ivi istallate. Lungo questa strada, nel 1548, fu edificata una piccola chiesa rurale, per opera di un certo Palmerio Massimo. Qui si diceva messa nei giorni festivi e la domenica. Nel 1745 l’Arcivescovo di Fermo Cardinale Alessandro Borgia, in occasione delle visite pastorali, si rese conto della necessità di una maggiore cura della popolazione così distante dalla chiesa madre e ordinò l’ampliamento della piccola chiesa rurale e l’edificazione della casa parrocchiale. Con bolla del 6 novembre dello stesso anno fu eretta a Cappellania Curata, staccando così una porzione di popolo dalla chiesa madre di S. Elpidio a mare. Ma le piene funzioni parrocchiali si ebbero solo a partire dal 15 settembre 1888, giorno dell’Addolorata, quando il parroco della Corva ottenne il permesso di celebrare tutti i sacramenti nella suddetta chiesa, compresa la Cresima, celebrata per la prima volta in questa chiesa nel 1889. Dicono le memorie tradizionali che il Simulacro di Maria Santissima Addolorata che viene venerato in questa chiesa della Corva con grande devozione, appartenesse anticamente alla famiglia Parmili di S. Elpidio a Mare: questa lo teneva custodito dentro un’urna di legno. Altri sostengono che appartenesse alla famiglia Ferranti di Porto S. Elpidio. Sembra, però, che si debba ritenere per vera la prima opinione. La ragione per cui la famiglia Ferranti abbia potuto asserire di essere proprietaria del simulacro deriva dal fatto che una delle Ferranti contrasse matrimonio in casa Parmili. In che modo la Parrocchia acquisì il Santo Simulacro? Appoggiati sempre alla tradizione si è potuto raccogliere che ai tempi in cui reggeva la Chiesa d. Erasmo Bortolini (1772 – 1811) a richiesta dello stesso Sacerdote, il Santo Simulacro veniva dato in prestito alla Chiesa dalla famiglia Parmili in un certo periodo dell’anno per particolari manifestazioni in onore della Madonna. Il Sacerdote lo prendeva e lo riconduceva sempre processionalmente. Nel 1809, non si sa per quale ragione, il detto Simulacro rimase definitivamente della Chiesa della Corva, custodito in un’urna in legno appesa alla parete sinistra di chi entra, vicino all’Altare maggiore. Il titolo della Parrocchia è dedicato a Maria Addolorata, in quanto questa piccola chiesa di campagna, fu testimone di un prodigio: nell’anno del Signore 1829 era rettore della Chiesa della Corva d. Filippo Toscani. Il Simulacro della Madonna era riposto, come solito, nella sua urna di legno, chiusa, e aveva le braccia incrociate sul petto. Mentre il Sacerdote iniziava la celebrazione della Santa Messa alle, 6.30 del 25 luglio 1829, con la Chiesa gremita di fedeli per la festa di S. Giacomo, si udì un forte rumore provenire dall’urna. Tutte le persone, come per istinto, si girarono verso il luogo da cui proveniva il rumore e videro che lo sportello si apriva da sé e le braccia del Simulacro protendersi in avanti. Tutti i presenti cominciarono a gridare al miracolo e si levavano voci di gioia mescolate a pianto. Il Sacerdote più volte dovette richiamare al silenzio per poter finire la celebrazione della S. Messa. Appena terminato il S. Sacrifico e recitate le litanie della Madonna lo stesso Sacerdote provò a rimettere le braccia al posto giusto e a richiudere l’urna, ma non gli fu possibile. La notizia del fatto si sparse in un baleno e richiamò non solo dal territorio della Corva, ma anche dai paesi vicini una gran moltitudine di gente, che in pellegrinaggio veniva a visitare la Madonna e ne riportava molte grazie. Questo fatto fino al 1881 era pienamente creduto da tutti, essendo ancora in vita diverse persone che erano state testimoni oculari. Al tempo del miracolo fu celebrato anche un Processo Canonico da parte della Chiesa Fermana che riconosceva come veritiero il prodigio avvenuto. I documenti di tale processo, però sono andati smarriti. Nel 1904 furono celebrati solenni festeggiamenti nel 75° anniversario dell’evento miracoloso. Fu anche rifatta la facciata della Chiesa, decorata la Cappella dedicata alla Madonna, fu rifatto al Simulacro della Madonna il nuovo abito di pura seta e ricamato in oro fino.

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