PORTO SAN GIORGIO

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Storia

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Cenni storici

La storia di Porto San Giorgio è legata in maniera indissolubile alla vicina città di Fermo. Ne era il porto. Nel I secolo D.C. lo troviamo documentato come “Castellum Firmanorum”. In epoca medievale invece viene descritto come "Portus Firmi" ed è in questo periodo storico che il centro costiero viene riconosciuto come uno degli scali marittimi di primaria importanza per l’intera costa adriatica. Si narra che la sua fondazione avvenne nei secoli bui del primo millennio, grazie ad alcuni pescatori veneti che, colti da una tempesta, si rifugiarono sulla costa. Ancor oggi, i cognomi di alcuni sangiorgesi rivelano questo lontano passato. E proprio ad un veneto, podestà di Fermo (e futuro doge di Venezia: Lorenzo Tiepolo), si deve la costruzione della rocca, a difesa del litorale, infestato all’epoca dai pirati saraceni. Era il 1297. L’iscrizione posta sull’arco della porta d’ingresso alla rocca documenta, oltre alla data di costruzione, la presenza di un territorio dotato di naviglio, difeso da un castello, su cui esercitava la sua giurisdizione la Città di Fermo. Da allora, le vicende di Porto San Giorgio si legano strettamente a quelle di Fermo. Con l’avvento del regno d’Italia, la città ottiene un vasto territorio e l’attuale denominazione. La leggenda vuole che il riferimento a San Giorgio sia dovuto all’apparizione del santo ad alcuni marinai del luogo che, trovandosi in pericolo di vita, poterono invece esser tratti in salvo. Porto San Giorgio inizia il suo sviluppo urbano aldilà del vecchio borgo, con la nascita di due nuovi rioni: a sud, il rione squero (arsenale, in veneto), tipico quartiere marinaro; a nord il rione gessare, così chiamato per la presenza di fabbriche di calce. In breve sorse anche il rione più moderno del paese, cosiddetto marina, con piazze, giardini e villini, trasformando il primitivo borgo in una vera e propria stazione balneare. Le virtù climatiche e terapeutiche del luogo erano già note fin dai primi del Novecento e con il decreto ministeriale del 28.10.1927, Porto San Giorgio venne riconosciuta “stazione di cura, soggiorno e turismo”. Se il turismo è la prevalente attività economica locale, essa è stata tuttavia preceduta, ed è tutt’ora affiancata, dalla pesca. L’attività peschereccia, praticata con le “lancette”, tipiche imbarcazioni locali, fu decisamente incrementata dall’entrata in uso della “paranza”, agile imbarcazione diffusa lungo la costa picena.

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