PORTO SAN GIORGIO

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Dati generali

Provincia: Fermo (FM); Regione: Marche; Popolazione: 16.121 abitanti; Superficie: 8,79 km²; Densità: 1.833,33 ab./km²; Prefisso: 0734; CAP: 63822.
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Rocca Tiepolo

Costruita nel 1267 dal veneziano Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo. La rocca, di forma quadrangolare con un mastio e merli guelfi, rappresenta un caratteristico fortilizio posto a difesa dei porti del litorale marchigiano. Divenne poi possesso di castellani e di uomini d’armi che vi fecero edificare nuove costruzioni. Recentemente è stata ristrutturata ed ora è sede, specialmente nel periodo estivo, di manifestazioni culturali teatrali di arte drammatica.
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Teatro Comunale

La costruzione fu iniziata nel 1813 e inaugurata nel 1817. Intorno al 1860 fu commissionato il nuovo sipario, un’ opera molto importante non solo per la qualità artistica ma soprattutto per la valenza storico-documentaria. Infatti la scena rappresentava un avvenimento patriottico strettamente legato alla città di Porto San Giorgio: l'entrata in città (nella piazza principale) di Vittorio Emanuele II, avvenuta solo pochi mesi prima. Il sipario oltre a descrivere la vita del paese in quello specifico momento (la festa, le varie personalità ecc.) ritrae una parte della città (l'accesso nord della piazza) oggi non più esistente. Quelli che si notano sono degli archi appartenenti alle vecchie fortificazioni della rocca medievale. Nel 1862 il teatro fu intitolato ufficialmente proprio a Vittorio Emanuele II, e, ancora sulle ali della neonata nazione, per un decennio, visse tra numerose e brillanti attività. Negli anni '70 dell'800 per il teatro iniziò il declino e poco tempo dopo purtroppo venne chiuso. Successivamente però il Marchese Trevisani chiese all'ingegnere Antonio Vandone di Torino di pensare ad un progetto di restauro per recuperare la fatiscente struttura e si recuperò la volta. Nelle successive ristrutturazioni del 1910 la commissione affidò i lavori per la nuova decorazione al pittore sangiorgese Sigismondo Nardi. Tra il 1933 e il 1946 il teatro fu prima trasformato in una sala cinematografica e poi fu gradualmente, per la seconda volta, abbandonato. Nel 1977, ad opera dell'architetto Zani, la struttura subì uno degli ultimi importanti interventi di restauro. Arriviamo infine al 1992, quando, dopo vari e dolorosi eventi (perdita del sipario del Piervittori, volontà di alcuni di demolire i palchetti -quest'ultima minaccia per fortuna fu sventata-), il teatro viene riconsegnato ai cittadini, distinto e fiero, così come lo vediamo oggi. Sulla facciata si nota la scritta: CASTIGAT RIDENDO MORES (-la satira- corregge i costumi deridendoli) di Jean de Santeul (1630-1697), latinista francese.
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Villa Bonaparte

La bella e imponente villa si deve all’iniziativa di Girolamo Bonaparte (1784-1860), ex re di Westfalia e principe di Montfort, ultimo fratello di Napoleone, che, dopo la disfatta di Waterloo (dove era stato comandante supremo dell’esercito francese), scelse, forse colpito dalla bellezza di questo luogo, di elevare il fermano a propria dimora. La costruzione, dalle linee neoclassiche, identificata anche come “Villa Caterina”, dal nome della coniuge di Girolamo Bonaparte (Caterina di Wurttemberg), sorge a Porto San Giorgio nel vecchio Rione Castello, vicino all’antica cinta muraria (secolo XIII). Il Bonaparte iniziò un’opera di acquisto di terreni e palazzi che sorgevano nell’area designata ad accogliere la sua dimora. Per far posto alla struttura molte abitazioni del borgo vennero quindi abbattute e la sua principale porta d’accesso fu addirittura inglobata (oggi ancora visibile) nel corpo di fabbrica della nuova villa. Il cantiere prese il via nel 1826 e il Bonaparte, che si trovava sul territorio già dall’anno precedente, attese la conclusione della propria abitazione (avvenuta nel 1829) soggiornando a Fermo. Terminati i lavori, il Bonaparte fece arrivare da Trieste, dove precedentemente risiedeva, i mobili (in bello stile impero) e le suppellettili per arredare la nuova residenza. Poi, di lì a breve, arrivarono a Porto San Giorgio tutti i familiari del Bonaparte: sua moglie Caterina e i loro tre figli. Girolamo Bonaparte rimane a Porto San Giorgio anche dopo gli avvenuti moti rivoluzionari degli Stati Pontifici del 1831. Nel 1832, tuttavia, il principe (e tutta la sua famiglia), dovette, lasciare le Marche. La villa, nel 1834, ormai orfana della “corte reale”, venne acquistata dalla Camera Apostolica. Nel 1835, infine, la proprietà venne acquistata all’asta (con tutto l’arredamento originale) dalla famiglia del conte Luigi Pelagallo. Il fabbricato ha una forma ad “U” con un cortile quadrato aperto verso ovest e la facciata principale rivolta ad est. Lo spazio antistante rivela un giardino pensile (all’italiana) a semicerchio, delle palme, una scalinata esterna, un viale con lecci e una via d’accesso in curva. Il prospetto, invece, si presenta perfettamente simmetrico. Scoprendo il lato nord dell’edificio, arriviamo, tramite una scalinata, all’orangerie, realizzata dall’architetto fermano Giambattista Carducci per la famiglia Pelagallo. L’orangerie è una costruzione architettonica, tipica delle ville, i cui spazi interni venivano adoperati per conservare nel periodo invernale, tramite il mantenimento di una temperatura mite e costane, gli agrumi e/o altre piante da frutto (anche piante esotiche). L’orangerie si sviluppa su tre piani. Al pianterreno abbiamo le stalle, al primo una serra priva di vetri e al secondo l’alloggio del custode. La decorazione della facciata, realizzata anch’essa dal Carducci, rispetta le scelte formali adottate precedentemente per la villa dall’Aleandri. Dietro la villa e l’orangerie, si scorge, circondata da un ampio parco, una fontana con un pannello dal soffitto a forma di conchiglia e di fronte ad essa si trova una balconata per il passeggio. All’interno la villa si sviluppa su quattro piani (esternamente se ne notano tre perché i primi due sono più bassi e si affacciano sotto l’altezza del portico stesso; questo permette al salone d’onore di avere un’altezza di ben otto metri). Entrando dal portone principale, dopo un atrio con dei resti lapidei, ci imbattiamo in due rampe: quella a sinistra porta verso il mezzanino, quella a destra, invece, porta verso lo scalone d’onore, che, a sua volta, conduce al piano nobile. Il piano nobile è organizzato: il salone d’onore (dalla già menzionata doppia altezza), la sala da pranzo e due piccoli salotti corrispondenti.
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Chiesa di San Giorgio

Costruita nel 1830, davanti alla facciata, che risulta incompiuta, doveva trovarsi un portico con colonne doriche. L'interno a tre navate è cadenzato da colonne ioniche. Nell'abside una bella scultura raffigurante San Giorgio con il drago.
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Torre dell’Orologio

Costruita nel 1829 nella piazza principale in sostituzione di un'altra torre purtroppo demolita nel 1820.
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La fontana della Democrazia o dell'Abbondanza

Nel 1897 fu costruito l'acquedotto per la città di Porto San Giorgio, e, per celebrare l'importante evento, si pensò di chiedere ad Alfonso Bernardini di realizzare una scultura che celebrasse per sempre un'opera così rilevante per tutti i cittadini. Nella parte alta dell'intero impianto scultoreo, posta sopra un globo, si erge maestosa una figura femminile (immagine allegoria della democrazia) che regge nella mano destra un melograno e in quella sinistra delle spighe di grano, simboli rispettivamente di fecondità e abbondanza.
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Villa degli Oleandri (Riva Fiorita)

Di proprietà comunale, in passato veniva utilizzata per feste, concerti e balli. La villa è immersa in un ampio giardino, dove oggi vi trovano spazio oltre al Museo del mare, numerose manifestazioni estive (e non solo), come mostre, esposizioni, feste, spettacoli teatrali.
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Chiesa della Madonna del Carmine o delle Anime Sante

Chiesa della seconda metà del Seicento. L'altare custodisce una tela datata 1695 raffigurante la Madonna del Carmine, San Giovanni Evangelista e San Nicola da Tolentino che intercede per le Anime del Purgatorio.
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Chiesa del SS. Rosario

Costruita nel 1728. Interessanti sono: una statua dei primi anni del 1700 raffigurante la Madonna del Rosario e l'affresco del catino absidale realizzato dal sangiorgese Sigismondo Nardi alla fine del 1800 raffigurante una Madonna con Bambino e angeli.
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Il porto turistico peschereccio

Nel 1500 la pesca si faceva con le tecniche dette "a tratta" e a "pelago". Alla metà del XVII secolo Porto San Giorgio vantava un numero considerevole di tartane (grandi barche). Tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII troviamo lungo la costa la presenza di imbarcazioni ancora più grandi (per dimensioni) delle tartane. Intorno al 1850 l'attività peschereccia assume un aspetto più tecnico ed organizzato. Il primo pontile d'attracco fu realizzato nel 1954. Oggi quello di Porto San Giorgio è il più grande porto turistico dell'Adriatico con una superficie di 140.000 mq ed in grado di ospitare circa mille barche. Costruito nel 1984 ha ottenuto negli anni ben nove bandiere blu dalla Comunità Europea come riconoscimento di efficienza, organizzazione e pulizia.

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