PORCARI

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Le origini

A seguito di alcuni scavi archeologici sono emerse tracce di insediamenti già dell'età del Bronzo presso la zona Fossa Nera. Ulteriori reperti ci danno testimonianza di installazioni etrusche e, successivamente, romane. Il primo documento nel quale si fa menzione del territorio risale al 30 aprile 780: Gumberto, Ildiberto e Gumbardo, tre nobili longobardi che in Calci avevano fondato l'abbazia di San Sabino, si stabilirono successivamente a “Porchari”. Verosimilmente, questa scelta fu presa in relazione alla posizione strategica del territorio porcarese: posto sulla via Francigena, sull'antica via Cassia e sulle sponde del lago di Sesto, Porcari rappresentava un'eccellente via di comunicazione fra le principali città toscane di Firenze, Pisa e Lucca. Il colle di Porcari, che sovrastava la Valle delle Sei Miglia, era un ottimo punto di avvistamento e consentiva di prepararsi alla difesa in caso di attacco nemico. I Longobardi, occupandone il territorio, ne divennero i signori e contribuirono alla sua crescita economica, sociale e artistica. Nonostante il popolo germanico fosse considerato "barbaro" a causa della mancata influenza della civiltà romana, questo si integrò facilmente con la gente del territorio occupato. I Longobardi ne acquisirono il modo di vivere, ne abbracciarono addirittura la religione e, tra la fine del VII e la prima metà dell'VIII secolo, parteciparono, come già detto, al risveglio di Porcari, rendendola ricca e prosperosa. In alcuni documenti risalenti all'anno 1000, Porcari è descritta come un borgo - in seguito incastellato - con un imponente castello e due chiese. Una dedicata a Sant'Angelo, l'altra a Santa Maria. Non si esclude la presenza di una terza pieve, consacrata a San Giusto, posta nei pressi dell'odierna chiesa. L'originario castello di Porcari era posto sul monte San Giusto; questa maestosa costruzione - di cui oggi rimane solo qualche brandello di muro - era un edificio sicuro, una roccaforte inespugnabile che offriva rifugio agli abitanti dei Mansi e dei casali circostanti. Ospitava anche una cappella dedicata a Sant'Andrea. Anche Margravio della Tuscia, padre di Matilde di Canossa, desiderava diventarne proprietario e riuscì comunque ad acquisirne una quota di proprietà che mantenne per molti anni. Durante la battaglia di Altopascio del 1325, in cui Castruccio Castracani trionfò contro le truppe dello spagnolo Ramon de Cardona, generale agli ordini della repubblica fiorentina, un anonimo pistoiese che forse fu testimone del conflitto, descrisse la roccaforte con queste parole: "Era sì forte che per battaglia non poteano avere". Quello scontro sarebbe dovuto passare alla storia come battaglia di Porcari, perché avvenne effettivamente su territorio porcarese. Nel corso del Quattrocento, venute meno le esigenze belliche, Porcari divenne un marginale territorio dello stato lucchese e, nel 1913, ottenne la sua indipendenza da Capannori, costituendosi così come comune autonomo.

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