POMEZIA

Cambia Comune

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Dati generali

Regione: Lazio; Altitudine: 108 m s.l.m.; Superficie: 86,57 km²; Abitanti: 62.966; Densità: 727,34 ab./km²; Comuni confinanti: Ardea, Roma.
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Area archeologica

Fuori dalle mura di Lavinium sono stati ritrovati due importanti monumenti: il c.d. Heroon di Enea ed il Santuario dei Tredici Altari. Il primo è una tomba a cassone con ricco corredo funerario databile al II quarto del VII secolo a.C. Il tumulo è stato ristrutturato alla fine del IV secolo a.C. inserendo la seconda struttura, dotata di una facciata monumentale in cui vi si identifica l’Heroon di Enea, come da descrizione di Dionigi di Alicarnasso. Il Santuario dei Tredici Altari è formato da una serie di altari di tufo orientati ad est, sorti in un arco di tempo che inizia dalla metà del VI secolo e si conclude nel III secolo a.C. Indicazioni significative sul rituale praticato nel santuario sono date dalla quantità e dal tipo di offerte deposte rinvenute. Notevoli le testimonianze artistiche riguardanti i contatti con le colonie greche dell’Italia meridionale. A poca distanza si trova la chiesa di S. Maria delle Vigne, una piccola chiesa rurale del V secolo d.C.
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Villa romana di Via Siviglia

Nel 2006, durante gli scavi per la costruzione di una rete fognaria in via Siviglia, viene alla luce la Villa romana di Torvaianica, un grande complesso residenziale, con almeno due edifici termali privati, un portico colonnato e giardini sopraelevati. La ricchezza dei materiali utilizzati (intonaci con decorazioni floreali, pavimentazione in opus sectile) e alcune iscrizioni poste su fistule plumbee, attribuiscono la villa a due senatori, imparentati con la gens Flavia, databile dal I sec. a.C., sino almeno al II-III d.C. Le funzioni della villa suburbana sembrano mutare nel tempo: il rinvenimento di una necropoli di notevole estensione, con oltre 80 sepolture di adulti (tombe a cappuccina o a cassa) e infanti (in anfore), databili fra il III e il IV sec. d.C., attesterebbe il cambiamento del complesso da grande residenza patrizia a pagus tardo antico.
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Torvajanica

La località prende il nome dalla Torre del Vajanico, struttura quadrata alta oltre 16 mt. costruita nel 1580 su progetto di Giacomo della Porta a difesa della zona, danneggiata dai bombardamenti tedeschi e demolita nel dopoguerra. Il primo insediamento dell'odierna Torvajanica risale agli anni Venti e Trenta del Novecento, con l'arrivo di famiglie di pescatori, un tempo stagionali, seguiti presto da coloni giunti in seguito alla bonifica dell'agro pontino. Nell'immediato dopoguerra cominciò a delinearsi il centro urbano con abitazioni, attività commerciali e la chiesa della B. V. Immacolata sorte attorno al crocevia tra la via del mare e la via litoranea. Sugli 8 km di questo lungomare si sviluppò l'urbanistica successiva, sotto l'impulso del boom economico degli anni '60 e dell'incremento turistico legato alla bellezza della macchia mediterranea, alla prossimità della Capitale e alla frequentazione dei lidi da parte di attori dei vicini studi cinematografici De Laurentis.
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Torre Maggiore

Posto di guardia alla viabilità per Ardea, Torre Maggiore, a pianta quadrata e alta 34 mt., è situata all’altezza del km. 21 della via Ardeatina (l’antica via Satricana). Sorta probabilmente sui resti della domusculta S. Edisti, fu proprietà dei Savelli, degli Altieri, dei Capodiferro , dei Serlupi e dei Maddaleni. La torre è dotata di un antemurale merlato che racchiude uno spazio ampio (reddimen) di forma irregolare. Ad ovest si nota una seconda cinta muraria in scaglie di selce. Nell'angolo a nord-est si trovano pareti di un edificio identificabile con una chiesa.
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Sughera monumentale del giardino comunale Petrucci

All’interno del Giardino Petrucci, risalente alla fondazione della città di Pomezia, è presenta una coppia di querce da sughero (Quercus suber), una delle quali, per dimensione della chioma e del tronco, è da considerare “gemella” dell'altra quercia, più famosa, posta a poche decine di metri, in piazza indipendenza. Quella nel parco è posta in prossimità del belvedere del giardino, dove si può ancora ammirare un imponente affaccio sul complesso vulcanico dei Colli Albani.
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Museo Lavinium

ll Museo Archeologico 'Lavinium' di Pomezia è stato istituito nel 2005 e contiene alcuni dei più prestigiosi reperti per anni ospitati in altri Musei o conservati nei magazzini. I ritrovamenti presentati e gli apparati illustrativi multimediali tendono a sottolineare soprattutto l'aura di religiosità che circondava l'antico centro laziale, come i grandi santuari di Minerva e dei XIII altari. Il Museo, nell'antica città, vicino al Borgo di Pratica di Mare, offre visite guidate, mostre, conferenze e laboratori didattici.
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Il Santuario del Sol Indiges

L’area compresa tra l’aeroporto militare di Pratica di Mare ed il litorale di Torvaianica in età antica e fino al ‘500 era occupato da un’ampia laguna. In questa zona sono stati riportati alla luce i resti di un santuario, posto dove sorgeva lo scalo portuale della città e dove gli autori antichi ambientavano il leggendario sbarco di Enea. Sono visibili le fondazioni in blocchi di tufo pertinenti ad un tempio rettangolare su basso podio. La cella era addossata al fondo ed è possibile ricostruire l’alzato del tempio, che era circondato da colonne su tutti i lati eccetto quello di fondo. L’edificio era delimitato da un ampio recinto murario quadrangolare composto da blocchi di tufo di diverse varietà e completato da una porta d’accesso e due torri difensive. Un analogo sistema difensivo è stato rinvenuto negli scavi del santuario di Castrum Inui, il porto della vicina Ardea. In età medio repubblicana l’intervento diretto di Roma ha portato alla ricostruzione del complesso del Sol Indiges in un santuario fortificato per il controllo militare diretto del porto di Lavinium.
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Geotopo di Pratica di Mare (Cava Tacconi)

Dei quattro geositi presenti nel Comune di Pomezia, la valenza del “geosito 39” (una cava dismessa), è unica in virtù del suo giacimento fossilifero: affiorano infatti le argille del Pliocene superiore su cui poggiano sabbie e argille dell’emiliano contenenti una ricca malacofauna.
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Foce del fosso dell’Orfeo (area umida) - Casali di Bonifica

Il Fosso dell'Orfeo , che occupa la piana di bonifica di Campo Jemini, a Torvajanica, è quello meno esteso dei dei 5 fossi che attraversano il territorio di Pomezia e sfociano nel Mar Tirreno, la cui funzione è drenare le acque superficiali e le risorgive locali. Nelle posizioni più elevate, dove sono presenti le antiche dune, permangono i resti dei casali agricoli della bonifica, generalmente composti da due corpi di fabbrica affiancati, a suddividere le funzioni abitativa e di ricovero degli attrezzi agricoli e del bestiame.
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Dune e bosco del Pigneto

Fino agli anni ’50 dello scorso secolo, la Tenuta litorale di Campo Ascolano era ricoperta da una estesa macchia vegetativa. Oggi la vegetazione occupa circa 50 ettari in cui si trovano numerosi habitat che ospitano molte specie diverse di esemplari.
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Cimitero militare tedesco

Sul finire della II Guerra Mondiale, durante la ritirata dell’esercito tedesco, sui campi di battaglia di Anzio e Nettuno e in molte altre battaglie svoltisi sul suolo italiano, morirono circa Trentamila soldati tedeschi. Dal 1960 sono accolti nei 10 ettari del Cimitero Militare Tedesco, suddiviso in 20 riquadri di tappeto erboso su cui si elevano croci in porfido chiaro. Il monumento commemorativo si erige sopra una fossa comune con le spoglie di 770 caduti ed è costituito da quattro possenti pilastri in pietra che sorreggono la copertura piana a baldacchino, rivestita da mosaici. Al suo interno il gruppo scultoreo, opera dell'artista tedesco Schmoll Eisenwerth, funge da sostegno centrale della copertura e rappresenta quattro grandi figure di soldati e familiari dolenti.
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Bosco della Sughereta

La Sughereta di Pomezia rappresenta una dei pochissimi esempi sopravvissuti allo sviluppo urbanistico di habitat della sughera (Quercus suber, una quercia sempreverde tipica degli ecosistemi costieri del Mediterraneo occidentale), che essendo così prossimo a un centro abitato, svolge importanti funzioni per l’educazione ambientale della città.
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Borgo di Pratica di Mare

Sull’altipiano tufaceo, sede dell’acropoli dell’antica Lavinium, sorge il Borgo di Pratica di Mare. Della presenza dei romani sono testimoni i rinvenuti pavimenti in mosaico. A partire dal IV secolo fino XIV diviene proprietà ecclesiastica, in particolare dei monaci benedettini, mentre risale all’VIII secolo la primitiva chiesa di San Lorenzo, oggi San Pietro Apostolo. A partire dal XV secolo il Borgo diviene proprietà di grandi famiglie baronali: i Colonna, i Capranica, i Massimi e, dal 1617, i Borghese, attuali proprietari. All'esterno del Borgo, si trova il Museo Civico Archeologico Lavinium ed un piccolo cimitero monumentale che ospita le spoglie del regista Sergio Leone.

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