PESARO

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Le origini

Le origini della città di Pesaro affondano in un passato molto lontano. Pare, infatti, che i primi a stanziarsi sul territorio furono i Siculi. Altri insediamenti di cui sono pervenute tracce appartennero poi agli Umbri - Piceni, agli Etruschi e ai Galli Senoni, fino a quando nel 184 a.C. Pesaro divenne la colonia romana di Pisaurum. L’etimologia del toponimo deriva probabilmente dall’antico nome del fiume Foglia, ovvero Isaurus o Pisaurus. Durante il periodo romano, sotto l’impero di Augusto, Pesaro, grazie alla sua strategica posizione sulla via Flaminia, divenne un importante centro commerciale. Dopo la caduta di Roma, Pesaro, insieme a Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della Pentapoli, sotto le strette dipendenze dell’Esarcato bizantino di Ravenna. Dopo qualche anno passò sotto il dominio dei Franchi, durante il quale venne ceduta al pontefice Stefano III. La cessione allo Stato della Chiesa venne confermata da Carlo Magno nel 774, dando così inizio alla plurisecolare appartenenza della città ai domini papali. Nel XII secolo Pesaro risulta già essere un fiorente comune. A partire dalla seconda metà del Duecento la città vide succedersi al governo diverse signorie: dai Malatesta, che l’ebbero dal 1286 al 1445, poi venduta agli Sforza (1445-1512), fino ai Della Rovere che la tennero dal 1513 al 1631. Quest’ultimo fu il periodo di maggior fervore culturale per Pesaro, scelta dalla stessa famiglia quale sede centrale del Ducato. Nei primi anni del governo dei Della Rovere la città fu arricchita di palazzi pubblici e privati e venne iniziato l’allargamento delle mura per renderla più sicura. Nel 1626, in seguito all’abdicazione di Francesco Maria II, il Ducato di Pesaro e Urbino venne ceduto alla Chiesa, il cui dominio durò per oltre due secoli, terminando nel 1860 con l’annessione del territorio al regno di Sardegna. Da allora la storia locale seguì le vicende dello stato italiano.

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