PALAZZOLO SULL'OGLIO

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La Storia del Comune

La vicinanza al fiume Oglio ha determinato, fin da tempi lontanissimi, le sorti del territorio palazzolese. Importante via di collegamento già all’epoca dei primi abitatori della Padania, esso segnò il confine tra le aree occupate dai cenomani e quelle degli insubri. In seguito, laddove il suo corso si diparte in due rami, si sviluppò il primo nucleo del paese, il quale andò via via acquistando importanza grazie alla sua posizione strategica, al centro di una fitta rete stradale. Alla fine dell’VIII secolo si registra la presenza di una pieve, alla quale facevano riferimento le limitrofe località di Palosco, Pontoglio, Mura e Cividino. Le prime notizie scritte in cui si fa menzione a Palazzolo recano l’anno 830, periodo in cui l’intera zona entrò a far parte dei possedimenti della chiesa bergamasca. Al borgo palazzolese si contrapponeva, sull’altra sponda del fiume, quello di Mura, con cui fu battaglia aperta per il controllo della zona fino al 1192, quando le corti si fusero dando vita ad un unico comune. Il borgo si presentava allora dotato di una Rocca (l’attuale Castello), di mura difensive e di una Rocchetta posta sulla riva opposta. I vantaggi derivanti dal passaggio dell’Oglio su queste terre (l’irrigazione delle campagne, l’energia fornita ai molini, nonchè la gestione dei trasporti fluviali su questo tratto) permise un rapido sviluppo economico - sociale della comunità palazzolese. Dal punto di vista politico, il paese, dopo anni di dominazione bresciana, conobbe quella di illustri famiglie del tempo (i Della Scala, i Visconti, i Malatesta), per finire, nel 1427, a far parte dei territori assoggettati alla Repubblica di San Marco, sotto la quale rimase fino alla sua caduta (XVIII secolo). Alla metà del Quattrocento, Palazzolo contava circa 1.500 anime ed era governato da un consiglio comunale. L’economia risultava fiorente ed era principalmente basata sull'agricoltura, sull’artigianato, sul mercato, sull’attività molitoria e sul porto fluviale. Dalla metà del Seicento iniziò la trasformazione in un paese industriale: cominciarono a diffondersi i primi filatoi mossi dall’acqua delle seriole. Nel 1856 sorgeva un impianto per la produzione della calce e del cemento: l’anno successivo si inaugurava la ferrovia Milano - Venezia che metteva in collegamento Palazzolo col resto dell’Italia. Progressivamente prese piede anche l’industria del bottone e quello delle macchine tessili. Ulteriore spinta all’industrializzazione la diede poi l’introduzione dell’energia elettrica nel 1883. Nel 1954 Palazzolo viene elevato al rango di città e i suoi confini si estendono inglobando anche la frazione di San Pancrazio.

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