OSTELLATO

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Cenni Storici

“Icaro, dopo avere sorvolato un villaggio di capanne costruite con canne palustri, si avvicinò troppo al sole, le ali di cera si sciolsero, e cadde in argentee acque”. Quel villaggio non poteva che essere l’arcaico insediamento di Ostellato. Così Fetonte, il quale, non riuscendo a governare i cavalli che trainavano il carro del sole, fu sbalzato e precipitò nelle limpide acque alla foce dell’Eridano (Po di Spina più tardi). Come si può vedere, sebbene poche migliaia di anni fa l’attuale Piazza Municipio era oggetto di risacca, l’enorme lavoro prodotto dal “Grande Fiume”, il Po, ha consentito, con l’estendersi della pianura alluvionale, ad Ostellato di essere presente nel “mito” con figure che da sempre appartengono all’immaginario collettivo. La storia di Ostellato incomincia invece con la ricca e prosperosa città greco -etrusca di Spina, e, con essa, inizia anche la storia dell’intera provincia di Ferrara. Spina, grande emporio commerciale dal VI al IV - III secolo a.C., non sarà soltanto un luogo di incontro tra le civiltà greca ed etrusca ma, più in generale, costituirà un punto di contaminazione fra la civiltà mediterranea ed i popoli del Nord Europa. Decaduta per il progressivo allontanamento dalla linea di costa e per motivi politico militari (nel I sec. a.C. Strabone la segnala oramai ridotta ad un piccolo villaggio, distante 16 Km. dal litorale rispetto ai 3,4 Km. dalla sua fondazione), attorno al III sec. a.C., ha lasciato importanti tesori funerari custoditi presso il Museo Nazionale di Spina in Ferrara, mentre la città in quanto tale, costruita per buona parte utilizzando l’abbondanza di legname disponibile (querceti), per quanto ben identificata, ancora non è stata oggetto di una campagna di scavi. Durante il periodo romano prendevano forma diversi villaggi al servizio della navigazione fluviale (sul territorio insistono strade romane tuttora sepolte), i quali, oggi, danno vita all’enorme numero di frazioni e borgate che contrassegnano il Comune di Ostellato. Anche per quanto riguarda l’epoca romana, numerosi e significativi sono stati i ritrovamenti archeologici, tutti “confiscati”, ma molto ancora, si sa per certo, resta da esplorare, soprattutto nella fascia in cui si intersecano i confini di Ostellato e Comacchio. Infatti, per secoli la storia di Ostellato risulterà strettamente intrecciata con quella di Comacchio: per via di Venezia che, durante la lunga guerra del sale e delle spezie con Comacchio, su cui prevarrà, opererà più di una distruzione anche su Ostellato. Di fatto, Ostellato costituiva il primo entroterra e la prima portualità fluviale anche per Comacchio. Fino alla fine dell'800 ed ancora nei primi decenni del 1900 presso le attuali anse vallive "Le Vallette" era operativo il porto della Fossa, per i traffici commerciali tra Ostellato e Comacchio-Portomaggiore-Argenta. Un canale, in parte ancora esistente, fiancheggiato da una strada, immetteva sulla terra ferma. In quel luogo si trovava anche l'osteria a servizio dei commercianti e carrettieri. Anche il Vescovo di Comacchio giungeva ad Ostellato, in visita pastorale, con la barca fino al porto della Fossa. L’altro grande elemento di contaminazione (e di disputa) fu rappresentato dai Campi Valle prima e, successivamente, dalla enorme Valle del Mezzano. Se Comacchio era un’isola fra le valli ed il mare, Ostellato poteva ben dirsi collocato tra “terra ed acqua” ed ancora oggi si può trovare traccia di questa sua doppia cultura secolare. Forse è anche per questo che Ostellato è diventato un rinomato centro gastronomico, dove i prodotti della terra si sposano sapientemente oppure si alternano con i prodotti della Valle e dell’Adriatico. (Pare che possa riprendere vita, grazie ad un gruppo di persone animate di buona volontà e legate alla tradizione, lo storico Ristorante “Peverati” famoso in tutta l’Emilia Romagna per la qualità dei suoi pesci, in particolare l’anguilla). Alla fine del 1200, cioè quando già il Padoa si era di fatto estinto, nella zona dell’attuale San Vito - Campocieco (dove ancora si può visitare una preziosa Pieve), “improvvisamente” si formò un laghetto di acque termali, dove, nel giorno di S. Giovanni Battista, dai luoghi più disparati si accorreva per curarsi o per prevenire. All’epoca si sosteneva che ciò fosse dovuto ad un miracolo di S. Anna, madre di Maria, “le cui spoglie avevano trovato definitivo ed eterno riposo” in un ambiente talmente rigoglioso e suggestivo da stimolare lo slancio mistico. Infatti, il luogo fu rifugio di asceti, anacoreti e religiosi in genere. Alla fine del 1400, quando, altrettanto “improvvisamente”, le acque termali smisero di fuoriuscire, i Monaci Benedettini, che lo avevano avuto in custodia, fondarono, in Ferrara, nella attuale via Borgo dei Leoni, il primo Ospedale, poi trasferito in corso della Giovecca, tuttora chiamato “S. Anna”. In una Delizia Estense, costruita nel XV secolo, pare con la collaborazione di Biagio Rossetti, posta a Nord - Ovest della frazione di Medelana (a quel tempo vitale centro sul Po di Volano), per via della salubrità del luogo, d’estate soggiornava Lucrezia Borgia, figlia di Papa Alessandro VI e sorella di Cesare Borgia, detto “il Valentino”, che ispirerà il Machiavelli nella sua opera più famosa, “Il Principe”, dove incontrava, pare, i suoi amanti, ma anche i maggiori letterati del tempo, tra cui il Bembo, coinvolti nella magnifica Corte Estense, mentre Marfisa d’Este Cybo vi accolse Torquato Tasso. Testimonianza storica di Medelana è rappresentata anche dall'attuale campanile della Chiesa, antica torre di avvistamento e di guardia Nel 1479 Ercole I D’Este entrò in guerra con Venezia e nel 1482 la città di Ostellato subirà un’ennesima radicale distruzione, tra cui il Castello ed il maestoso Palazzo Strozzi. Nel 1598, con la devoluzione del Ducato Estense di Ferrara allo Stato Pontificio, Ostellato ritorna alla Santa Sede, la quale progressivamente si approprierà delle Valli consentendovi una eccessiva speculazione ed acuendo la conflittualità con Comacchio. Alla fine del Settecento Ostellato perderà definitivamente le sue Valli (recuperate dopo le bonifiche), subendo un clamoroso impoverimento. Se Strabone e Plinio avevano decantato “quei luoghi” per la loro bellezza, per la salubrità e la qualità dei prodotti e se, ancora, in epoca estense, la famiglia del Duca e frotte di religiosi ne subivano il fascino, progressivamente, dal 1600 in poi, tutto cambiò e diventò “plaga” – terra flagellata dalla miseria e dalle malattie (la malaria innanzitutto) che i ricchi abbandonavano lasciandosi alle spalle, per la cura dei propri interessi, spesso, loschi speculatori. E' in questo periodo che la Municipalità decide di cambiare lo stemma comunale sostituendo l'immagine delle valli rappresentate in esso con un simbolo di morte, le ossa. La breve conquista napoleonica (1796), pur riconfermando la proprietà delle Valli a Comacchio, grazie all’avvio di importanti opere pubbliche, allevierà lo stato di miseria. Nel 1708 Ostellato conoscerà anche la ferocia del generale Bonneval, il quale, al soldo dell’Imperatore austriaco Giuseppe I, dopo avere conquistato Comacchio senza colpo ferire, incontrerà in Ostellato una fiera resistenza, con la popolazione schierata al fianco delle truppe papaline, tanto da essere esso stesso ferito e, per questo motivo, ordinerà l’incendio ed il saccheggio nonché l’uccisione dei rifugiati in Chiesa, parroci compresi. Nessun trucidato nel 1708 è stato sepolto in Chiesa. Le tombe predisposte venivano utilizzate anche a distanza di decenni per la sepoltura di famiglie rappresentate nella municipalità, benefattori e religiosi. L’ultimo devastante incendio, ai primi dell’Ottocento, ad opera di un brigante locale che aveva “assediato il centro”, il brigante Franceschini, distruggerà anche il Municipio, e, con esso, tutto l’archivio, da cui la frammentazione delle fonti storiche. Dall'Unità d'Italia, il Comune di Ostellato assume l'attuale configurazione territoriale. Perde infatti definitivamente autonomia il Comune di Medelana divenendo con il proprio territorio costituito dai paesi di Medelana, Rovereto e Alberlungo frazioni di Ostellato. L’ultima grande bonifica, partita nel 1964, la Bonifica del Mezzano, trasformerà radicalmente la vita ed il costume (pensare ad un ostellatese senza le Valli è un po’ come pensare ad un alto atesino senza le montagne) ma consentirà il primo abbrivio di una ripresa economica tuttora in corso. Ma già dalla fine degli anni ’70 Ostellato comincia a prendere coscienza della sua storia e dei suoi ambienti naturali ponendo su di essi via via sempre con maggiore convinzione le basi per il suo futuro

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