OLEGGIO

Cambia Comune

Storia

Storia

Cenni storici

La necropoli individuata in frazione Loreto durante la campagna archeologica del 1987 testimonia la presenza ad Oleggio di insediamenti abitativi lungo l’antica via Strera a partire dal II sec. a.C. fino al IV sec. d.C. La comunità passò dal contesto golasecchiano a quello gallico - insubre, a quello romano mantenendo sempre come punto di riferimento il vicino fiume Ticino, indispensabile alla sopravvivenza quotidiana nonché ai traffici commerciali. Fu nuovamente il fiume a determinare l’orientamento della centuriazione romana, ancora visibile nell’area agricola oleggese. L’unica testimonianza epigrafica dell’epoca romana giunta sino a noi è il frammento di stele funeraria murato nell’angolo sud-ovest dell’edificio più antico e significativo del territorio, la Basilica di San Michele. Essa attesta dunque un’antica presenza romana che fu poi sfruttata per fini costruttivi dai longobardi, che lasciarono traccia della loro presenza anche nel toponimo con cui Oleggio, nel più antico documento in cui viene citato, quello del 973, è detto “Scarulfo”. Con l’invasione degli Ungari nel IX sec. probabilmente l’antico insediamento venne abbandonato per la costruzione del “castrum” individuabile nella zona dell’attuale centro storico, nei pressi della chiesa parrocchiale e del palazzo comunale. Oleggio passò ai Conti di Biandrate, già Conti di Pombia, e in seguito fu tra i possedimenti di Novara, che gli concesse la dignità di “burgum”. Nel documento del 973 veniva citata anche la chiesa di Galnago, alla quale, come parrocchiale, faceva capo un insediamento indipendente situato sulla via di collegamento tra Ivrea e il Seprio. Il XIV secolo fu segnato dalla presenza dei Visconti, e a quell’epoca il borgo doveva essere dotato di mura, fossato (la Guandra), e di quattro porte; la parte più antica comprendeva il castello, la torre (oggi campanile di piazza), le chiese di S.Maria e di San Pietro. Venuto meno il potere visconteo Oleggio, affrancatosi da Novara, rimase sotto la sfera di influenza degli Sforza, ai quali seguirono Francesi, Svizzeri e Spagnoli. Il XVI secolo vide la parziale ricostruzione della Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, per la quale fu commissionata al pittore Bernardo Zenale la pala della “Madonna delle rose”, e l’edificazione della chiesa di San Rocco con annesso convento. Nel corso del XVII secolo alla nascita di nuove confraternite e al consolidamento di quelle antiche fece riscontro un notevole sviluppo dell’architettura ecclesiastica, rappresentata ad esempio dal rinnovamento della chiesa di Santa Maria Annunciata e dalla costruzione delle chiese della Beata Vergine Assunta a Loreto, di San Carlo con il convento dei Cappuccini in località Paradiso nonché del convento dei Riformati. Le Confraternite e le Corporazioni di Arti e Mestieri rappresentavano tutte le categorie di cittadini, e particolarmente ad Oleggio furono fautrici, oltre che di opere caritatevoli, di importanti committenze che arricchirono notevolmente il patrimonio artistico della cittadina. Decimati dalle pestilenze e dalle carestie seicentesche, gli oleggesi nel XVIII secolo conobbero la dominazione asburgica e poi quella sabauda; il borgo all’epoca si presentava suddivisa nei quartieri Pozzolo, Valle, Portetta, Porta Compietra, e nei cantoni San Giovanni, Loreto, Bedisco e Fornaci con Griccia. Oleggio fece parte del Dipartimento dell’Agogna durante il periodo napoleonico, e con la Restaurazione tornò ai Savoia. L’Ottocento, secolo in cui abbondarono le botteghe artigiane, le filande in cui si lavorava la seta e le fornaci specializzate nella fabbricazione di tegole e mattoni, vide l’inaugurazione della nuova parrocchiale antonelliana, della stazione ferroviaria, della Strada Regia del Sempione, dello stabilimento clinico-balneario del dott. Paganini e dell’annesso teatro, dell’Ospedale, della Cantina Sociale e del ponte di ferro sul Ticino. Gli anni Venti, Trenta e Quaranta del Novecento furono segnati dall’esperienza fascista e videro sorgere la Casa del Littorio con teatro, il Consorzio agrario e l’impianto di irrigazione della Roggia Molinara.

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita