MIRABELLO

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Mirabello: le origini

A causa della mancanza di testimonianze attendibili circa la nascita del territorio non resta che tenere per certe alcune tracce in documenti ascrivibili al Cinquecento e al Seicento. A seguito di indagini approfondite sulla comunicazione fluviale di quel tempo, è sicuramente certo che nel 1542 il paese non era ancora conosciuto, ma all’interno della “Carta d’Italia” pubblicata nel 1620 (ma relativa ad un periodo anteriore al 1604), viene indicata Villa Mirabello, alla sinistra del fiume Reno, a metà tra il territorio di Sant’Agostino e l’odierna Vigarano Mainarda. A seguito di modifiche del corso del Reno, nonché ad opere di canalizzazione dello stesso, il fiume si indirizzò verso est, poi sempre più a sud fino ad assestarsi nell’alveo abbandonato del Po del Primaro ed è qui, presumibilmente sull’argine destro dell’antico Reno, che si sviluppò il primo nucleo di Mirabello, nella seconda metà del XVI secolo. La zona fu inizialmente popolata da contadini che avevano iniziato a coltivare le terre, solo in un secondo momento apparve evidente l'interesse dell'aristocrazia. Le proprietà tendevano ad allinearsi lungo il fiume da una parte e dall'altra: le terre dei Ruini dalla parte destra vennero comprate nel Settecento dal Cardinale Pompeo Aldrovandi, mentre tra le varie proprietà del lato sinistro quelle dei conti Prosperi andarono a costruire l'abitato di Mirabello. Nel 1840 Mirabello diventa parrocchia e nel 1959 diventa comune autonomo staccandosi da Sant’Agostino. L’eredità imprenditoriale della famiglia Aldrovandi non è andata dispersa, perché ancora oggi Mirabello si presenta come un florido centro industriale e artigianale e l’agricoltura svolge nell’economia cittadina un ruolo di grande importanza.
 
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Vigarano Mainarda: le origini

Il toponimo deriva dal romano Vicus Varianus, a sua volta legato al nome del proprietario di una grande tenuta fondiaria. L’attuale denominazione risulterebbe, invece, dall’unione di Varianus con Manardo, dal nome di una nobile famiglia trasferitasi in queste zone nel XII secolo. La presenza romana è tra l’altro confermata da alcuni rinvenimenti archeologici effettuati nella Tenuta della Diamantina, ora conservati al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. La particolare struttura del territorio, così come la sua ubicazione, fanno pensare che questi sia nato in funzione del Po e del Reno, i due corsi d’acqua più importanti della zona circostante. Alla fine del 1500, la popolazione di Vigarano Mainarda fu spostata sull’argine sinistro del Reno per sottrarlo alle minacce del Po, le stesse minacce cui era sottoposto l’intero territorio ferrarese, posto appunto tra Reno e Po, limite dei possedimenti del Ducato di Ferrara, nonché campo di battaglia di eserciti nemici. Il nuovo insediamento di Vigarano Mainarda si articolò nella seconda metà del XVI secolo, nell’attuale luogo che conosciamo, diventando uno dei villaggi più popolosi del territorio ferrarese raggiungendo, sul finire del secolo, ben 821 abitanti. Nel corso del XVIII secolo si registra una serie di invasioni di truppe belligeranti: quella tedesca nel 1709; trent’anni dopo, a seguito della guerra di successione polacca e quella del 1749 dopo la guerra di successione austriaca. La drammatica situazione, unitamente alla disastrosa carestia del 1816-17, provocarono numerose epidemie. Nel 1893 comincia la lotta per la conquista dell’autonomia dal comune di Ferrara che terminerà quasi dieci anni più tardi: l’8 luglio del 1902, la nuova giunta terrà la sua prima riunione.

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