MENTANA

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Storia

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La storia

L’antico centro di Mentana (“Nomentum”), è stato identificato nell’area di Montedoro - Romitorio, nella frazione di Casali. Le testimonianze più antiche risalgono all'età del ferro (VIII sec. a.C.) ma Nomentum viene citata per la prima volta dalle fonti storiche, relativamente al periodo delle lotte per l'estensione del dominio di Roma nel Lazio centrale. Si schierò infatti con i popoli latini contro Roma, ma poi dovette cedere e si arrese alleandosi con Roma stessa che le concesse la cittadinanza ed in seguito la municipalità. I buoni rapporti che così si instaurarono tra Roma e Nomentum, apportarono a quest'ultima un discreto benessere, grazie anche al suo buon vino così generoso da conservarsi anche per cinque anni, dalla salubrità dell'aria e dalla presenza della stazione termale delle Acque Labane, posta nell'attuale località di Grotta Marozza.
Moltissimi patrizi romani possedevano ville e vigneti nell'agro nomentano e tra queste vengono ricordate quelle di Seneca e Marziale.
La diffusione del Cristianesimo la vide diocesi di primaria importanza, tanto che il 23 novembre 799 vi si incontrarono Carlo Magno e papa Leone III.
 Nomento sembra abbia dato i natali a quel famoso Crescenzio che fu, per molti anni, arbitro dei destini di Roma, il quale è appunto ricordato insieme alla sua famiglia come possessore del castello di Nomento, il primo castello della campagna romana di origini militari. 
Nel 1058 Mentana fu completamente distrutta dai Normanni e di essa sembra che rimasero pochissime capanne che formarono il piccolo villaggio che faticosamente riprese la vita. Il castello riedificato in seguito passò alla famiglia Capocci. Consolidatosi il potere temporale dei papi, il territorio di Mentana passò ai monaci benedettini di San Paolo fuori le mura, ai quali fu confermato più volte.
Qualche tempo dopo il papa Niccolò III diede Mentana al nipote Orso Orsini e questa famiglia la tenne per circa tre secoli. Gli Orsini, schieratisi contro il Papa, furono sconfitti e scacciati da Roberto San Severino, capitano della Chiesa. In seguito alla sottomissione ed al perdono del Pontefice la famiglia Orsini riebbe Mentana e nel 1594 fu venduta a Michele Peretti, principe di Venafro. Nel 1655 venne ceduta al principe Marcantonio Borghese e rimase a questa famiglia. Nell'epoca moderna la cittadina ebbe nuova gloria e fu teatro degli scontri tra le forze garibaldine e quelle franco - papaline. Infatti il 3 novembre 1867 ebbe luogo la grande e nota battaglia di Mentana, nel corso della quale i garibaldini scrissero memorabili pagine di ardimento e di valore, anche se le truppe di Garibaldi dovettero alla fine cedere alle preponderanti forze avversarie. Liberamente tratto dal sito: www.comune.mentana.rm.it

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