MAGENTA

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COSA VISITARE

Sita in una posizione invidiabile lungo il corso del Naviglio Grande ed all’interno del Parco del Ticino di cui è sede storica, Magenta può vantare sul suo territorio ambienti naturali ed agricoli resi ancora più pregiati dalla presenza di una fitta rete di fontanili ricchi di acque fresche e da un patrimonio forestale che è ormai pressoché scomparso nel resto della Pianura Padana. Una delle pagine più significative della storia della città è legata al Risorgimento Italiano. A Magenta, il 4 giugno 1859, ebbe luogo una storica Battaglia ricordata come una delle più importanti della storia del nostro Paese per la conquista dell’Indipendenza e per la realizzazione dell’Unità d’Italia. Ogni anno, la prima domenica di giugno, in occasione delle celebrazioni dell’anniversario, si svolgono il corteo e la rievocazione storica con gruppi in costume risorgimentale ed armi d’epoca provenienti da tutta Europa. Momenti molto sentiti dai Magentini richiamano in città migliaia di persone ed anche autorità istituzionali e rappresentanti dei governi di Francia, Austria ed Ungheria, nazioni coinvolte nella battaglia. La città è anche famosa nel mondo per Santa Gianna Beretta Molla, esempio di moglie, madre e medico che a Magenta ha vissuto la sua santità testimoniando i valori più profondi della cristianità, la sacralità della vita e l’importanza della famiglia. Santa Gianna, la cui vita esemplare richiama in città molti fedeli da tutto il mondo, è stata canonizzata da Papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004. Magenta è anche conosciuta come “città della musica”. L’ “Orchestra Città di Magenta”, il “Coro Civico”, le tre storiche bande cittadine, la Fanfara dei Bersaglieri “Nino Garavaglia” e la “Maxentia Big Band” sono “espressioni d’eccellenza” stimate ed apprezzate anche al di fuori della città. Grazie al recente restauro, è anche tornato a risplendere il Teatro Lirico, fondato nel 1904, che fa da suggestiva cornice per la “Stagione Musicale”, la “Stagione Teatrale” ed il “Festival Jazz”, grandi eventi che hanno ormai imposto Magenta come città da cui partono interessanti proposte culturali per tutto il territorio della Provincia di Milano. Magenta può anche vantare un ricco patrimonio architettonico ed artistico: la Basilica di San Martino con il suo prestigioso Organo Prestinari, le Chiese di Santa Maria Assunta e di San Rocco, Casa Giacobbe, il Teatro Lirico, l’Ossario ai Caduti, il monumento a Mac Mahon. Città vicina alla grande Milano, alle principali vie di comunicazione tra cui l’aeroporto internazionale di Malpensa ed ad importanti infrastrutture come la nuova Fiera Rho-Pero, Magenta è in grado di offrire ai visitatori le bellezze ambientali e paesaggistiche, i prodotti tipici della Valle del Ticino e i luoghi storici da cui ebbe inizio l’unità d’Italia.



Fonte immagine: Wikipedia; autore: Davide Papalini - Opera propria
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Itinerario nelle Frazioni

Anche le frazioni di Magenta meritano una visita: Ponte Vecchio e Ponte Nuovo, sono l'estremo confine lombardo verso il Piemonte e per questo ospitano numerose tracce della storia locale e nazionale. Ponte Nuovo è la frazione più giovane e di vocazione maggiormente industriale di Magenta. Nel 1808 venne costruito il ponte napoleonico sul Ticino che consentiva un rapido collegamento tra Milano e il Piemonte e qui, in prossimità del ponte sul Naviglio Grande, nel 1836 fu costruito il Palazzo dell'antica Dogana Austriaca, uno dei principali luoghi di scontro della famosa Battaglia di Magenta, che ancora oggi testimonia la sua posizione strategica. Nei pressi della Dogana è sorto l'ampio impianto industriale Saffa, oggi dismesso, di cui oggi rimane il villaggio operaio Saffa e il Teatro ad opera dell'arch. Muzio. La Chiesa di San Giuseppe lavoratore è la chiesa parrocchiale di Ponte nuovo, consacrata il 1 maggio 1963, dall'allora Card. Giovanni Battista Montini, che di lì a poche settimane sarebbe stato eletto Papa col nome di Paolo VI. La chiesa possiede un concerto di 5 campane in Sib3 Maggiore, fuso da Roberto Mazzola di Valduggia (VC) nel 1962. Le campane suonano a sistema ambrosiano. La Chiesa della Madonna del Buon Consiglio, è una piccola cappella in stile neogotico costruita nel 1903 come luogo di culto per il villaggio di operai della fabbrica SAFFA, è stata uno dei luoghi di culto preferiti da santa Gianna Beretta Molla, la quale abitava in questa frazione e si recava in preghiera in questo luogo sacro tutte le mattine. A Ponte Vecchio, si trova il ponte sul Naviglio Grande e poco distante Villa Castiglioni, anch'essa eretta nel seicento, oggi sede del Parco della Valle del Ticino. La posizione strategica della Villa ha un triste aneddoto che la ricorda: Napoleone III, osservò lo svolgersi dello scontro il 4 giugno 1859 proprio dalla torretta della villa. Poco distante sorge l'Oratorio della Beata Vergine Maria, antica chiesa parrocchiale di Ponte Vecchio, edificata nel XVIII secolo, ha una forma singolare in quanto si articola su un corpo centrale di forma circolare che si sviluppa a cilindro ed un corpo d'ingresso di forma quadrangolare che costituisce l'ingresso. Nella piazza antistante sorge il memoriale della Battaglia di Magenta, a ricordo dei caduti a Ponte Vecchio durante gli scontri del 1859. La sede della chiesa parrocchiale venne spostata nella nuova chiesa dei Santi Carlo e Luigi edificata nel 1928, di poco distante. La chiesa possiede un concerto di 5 campane in Reb4 Maggiore calante: esse possiedono le corde per il suono a concerto e la tastiera manuale per il suono a festa.



Immagine: Pontevecchio; fonte: Wikipedia; autore: Skukifish - Opera propria
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I LUOGHI DELLA BATTAGLIA - Casa Giacobbe, il suo Parco ed i Giardini all’Italiana

La posizione periferica della villa, sita all’ingresso del borgo, è strategica in quanto dominante con la sua torretta la linea ferroviaria, la stazione e le strade per Boffalora e Marcallo; ciò fece sì che essa rappresentasse uno dei capisaldi delle linee difensive austroungariche durante la Battaglia del 4 giugno 1859. Alla guida dei propri zuavi nell’attacco, il gen. Espinasse fu colpito mortalmente dai Kaiserjager che occupavano la villa. I danni alla villa provocati dagli scontri del 1859 sono ancora oggi parzialmente visibili: la facciata verso il giardino, crivellata dai proiettili, è stata infatti mantenuta, dopo il restauro, in questo stato quale ricordo glorioso della battaglia, “restituendola” ai cittadini di Magenta durante le celebrazioni del 144° anniversario della Battaglia di Magenta e facendola divenire “Casa della Cultura”. Casa Giacobbe è collocata in un ampio parco caratterizzato dalla presenza di giardini all’italiana con aiuole di essenze fiorite che rappresentano, nei colori, le bandiere della quattro nazioni coinvolte nella storica Battaglia di Magenta: Italia, Francia, Austria ed Ungheria. Il Museo della Battaglia- Magenta protagonista del Risorgimento Casa Giacobbe ospita il ‘Museo della Battaglia – Magenta protagonista del Risorgimento’, percorso culturale e didattico sulla Battaglia con lo scopo di consolidare la vocazione turistica di Magenta e di tramandare la conoscenza della storia della nostra città dove si è scritta una pagina importante del Risorgimento italiano nel percorso verso l’Unità d’Italia. Inaugurato nell’aprile del 2012 il Museo propone materiale espositivo e cimeli donati o concessi in comodato d’uso da molti cittadini che hanno voluto contribuire così alla sua realizzazione. Per il suo alto profilo culturale, l’esposizione di Casa Giacobbe è realizzata con il concorso di risorse dell'Unione Europea, dello Stato Italiano e della Regione Lombardia che ha ammesso e finanziato l’opera attraverso un bando per la ‘tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale’ in vista del grande appuntamento del 2015. Basilica di San Martino L’idea di costruire un nuovo luogo di culto fu avanzata da don Cesare Tragella, prevosto di Magenta dal 1885 al 1910, per assolvere a due esigenze, una legata alla crescita di popolazione e l’altra ad un luogo per onorare i Caduti della Battaglia di Magenta del 1859, il cui successo ancora coinvolgeva emotivamente i magentini. In stile neorinascimentale italiano, la basilica ha dimensioni che la rendono la più ampia della diocesi dopo il Duomo di Milano. Il complesso architettonico della Basilica è stato terminato negli anni ‘60 con la realizzazione del pavimento marmoreo, con l’ampliamento dell’altare Maggiore e con la collocazione di una nuova mensa rivolta verso l’assemblea dei fedeli. Numerosi gli affreschi, risalenti agli inizi del XX secolo, che arricchiscono l’interno della Basilica; vanno segnalati “La venerazione della S. Famiglia”, “l’incontro di S. Martino col povero”, “L’Esaltazione dell’eucarestia e della Croce” e le quattordici Stazioni della via Crucis nelle navate laterali, opera del professor Valtorta e dei suoi discepoli. All’ingresso della Basilica si può ammirare l’antico organo Prestinari; inaugurato nel 1860 nella vecchia parrocchiale, venne trasferito nella nuova Basilica nel 1902. Attualmente utilizzato per concerti solenni, con le sue 1600 canne è uno degli strumenti più grandiosi realizzati dai Maestri organari magentini. 6 Chiesa di Santa Maria Assunta La Chiesa di S. Maria Assunta, che risulta la seconda della città per ampiezza dopo la Basilica di San Martino, è ad un’unica navata costituita da cinque campate coperte da volte a crociera. La costruzione del campanile, ancora oggi in buono stato di conservazione e manutenzione, è fatta risalire alla fine del secolo XV. Tra le pregevoli opere conservate nell’edificio si segnalano “Il trionfo dell’eucarestia” (tela del XVII secolo), “l’adorazione dei Magi” di ignoto pittore che presenta reminiscenze correggesche e due tavole del 1501, “Cristo alla colonna” ed un “Ecce Homo” di Ambrogio Da Fossano detto il Bergognone. 7 Ossario dei caduti ed il Parco dell’Unità d’Italia II monumento è in forma piramidale e di aspetto severo quale si conviene ad un ossario, a tale scopo essendo esso destinato. E’ alto 35 metri e largo alla base 8. E’ composto di quattro facciate perfettamente uguali e guardanti i quattro punti cardinali. L’architetto fu il milanese Giovanni Brocca e i lavori cominciati nel 1861 furono compiuti tre anni dopo. La solenne inaugurazione avvenne il 4 giugno 1872 quando tutte le ossa dei combattenti sparse qua e là vennero raccolte e definitivamente collocate nel sotterraneo del monumento. L’Ossario si trova oggi collocato in un ampio parco oggetto di riqualificazione, il Parco dell’Unità d’Italia, che andrà a completare un sistema di verde pubblico e monumenti collegati tra loro e che richiamano la gloriosa storia della città. Monumento a Mac Mahon All’indomani della morte del Generale, il parroco di Magenta don Cesare Tragella e il sindaco Brocca, dopo aver presenziato alle esequie in Nótre Dame a Parigi, lanciarono l’idea di dedicargli un monumento. La cerimonia inaugurale vide la partecipazione tra gli altri del Generale De Vaulgrenant, aiutante di campo del Duca di Magenta nella Campagna del ‘59, del figlio del Duca, Capitano Emmanuel di Mac Mahon, del Gen. Mocenni, rappresentante del Governo, del sindaco di Milano Vigoni, del console di Francia a Milano Carteron, del Gen. Bava Beccaris oltre, naturalmente, al sindaco Brocca e al parroco don Tragella. Stazione Ferroviaria Fu teatro dell’episodio principale della battaglia. Solo dopo numerosi sforzi le colonne di Mac Mahon e di Espinasse, provenienti da Boffalora e da Marcallo, sostenute dalla Divisione della Guardia di Camou, riuscirono a superare la massicciata dalla ferrovia ed a entrare in Magenta. Verso sera i bersaglieri della Divisione del generale Fanti arrivarono a coprire il fianco sinistro alleato. Nel vallone che costeggiava i binari furono sepolti gran parte dei caduti di quel giorno. Piazza Liberazione La piazza del Mercato con i Portici ed i campanili di Santa Maria Assunta e di Santa Maria della Pace fu teatro degli scontri con il nemico incalzato dagli Zuavi e dai Turcos. Gyulaj si ritirò e la sera stessa i reparti dell’Imperial Regio Esercito Austroungarico cominciano a lasciare Milano. I magentini seguirono gli scontri nell’abitato dalle finestrelle delle cantine nelle quali avevano trovato riparo. Numerosi Austriaci, nascosti nei fienili, furono scoperti e fatti prigionieri nelle azioni di rastrellamento che si protrassero per l’intera notte del 4 giugno e per la giornata successiva. Pontevecchio L’antico ponte sul Naviglio Grande che portava al guado del Ticino fu fatto saltare dagli Austriaci verso le 15.30 del 4 giugno. A nord del Ponte Vecchio, verso il ponte della ferrovia, cadde il Generale Clér, il cui corpo fu trasportato alla Cascina Scissa nei pressi della quale è possibile notare Villa Castiglioni, dalla cui torretta si dominava l’intero campo di battaglia. Pontenuovo Gli edifici adiacenti il Ponte Nuovo ospitavano la dogana austriaca attraverso la quale passava la strada Vercellese che raggiungeva il Ticino, confine Lombardo-Veneto. Gli Austriaci non riuscirono a far saltare il ponte come avevano fatto con quello di Boffalora e di Ponte Vecchio. Il Ponte Nuovo rimase così l’unico passaggio attraverso il Naviglio Grande insieme al ponte della ferrovia posto più a sud.
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Itinerario nel Centro Storico di Magenta

Il percorso nel centro storico di Magenta consente di visitare numerosi punti di interesse culturale. Partendo dalla Stazione Ferroviaria si possono ancora vedere i due Cedri del Libano, alberi di dimensione monumentale, ultime tracce del grande giardino della Villa Brocca che una volta occupava tutta l'area che oggi è occupata dal centro storico di Magenta. Proseguendo attraversando i giardini del Parco Unità d'Italia si raggiunge Villa Naj Oleari, residenza dell'omonimo imprenditore tessile e oggi sede di numerose attività culturali. Lungo via Novara, verso il centro città si imbocca via Roma, storica via dello shopping magentino. Da Piazza Kennedy, lungo via Fanti, si raggiunge il Cimitero di Magenta dove riposano, tra gli altri, il famoso regista Ettore Ponti e i Caduti Francesi della Battaglia di Magenta. Poco più in là si trova la Tensostruttura Comunale dove si svolgono numerose attività ricreative e Piazza del mercato, dove ogni lunedì si svolge il mercato ambulante. Via Garibaldi e via Santa Crescenzia sono due vie costellate da negozi dove è piacevole passeggiare; proseguendo lungo via Garibaldi si incontra una delle vie più prestigiose di Magenta, perché qui storicamente molte Famiglie Magentine costruirono le loro prestigiose residenze. Si incontrano la Chiesa di San Rocco, Casa Boffi-Pirogalli (91) edificio a corte del sec. XVI, la quattrocentesca Casa Spreafico Martignoni Oldani (n.84) riconoscibile dalle tradizionali finestre in cotto a sesto acuto, Palazzo Morandi (76) con il particolare portone di ingresso del sec. XV, che per permettere l'entrata delle carrozze, ha le spalle di granito a riquadri, Casa Spreafico Martignoni (61) posta in fronte, la seicentesca Casa Croce Piazza Lombardi (interno del n. 51), Villa Melzi d’Eril (40) del sec. XV, fino ad arrivare nuovamente in via Santa Crescenzia dove al numero civico 9 si trova Palazzo Crivelli. Giunti in Piazza Parmigiani si percorre la via Manzoni fino ad arrivare in Piazza Giacobbe dove si imbocca via San Biagio per visitare l'Oratorio di San Biagio e l'Istituto Canossiano. Poco più in là, in via Diaz, si può scorgere la Casa Segreta. Il Monumento alla Vittoria Alata domina Piazza Vittorio Veneto e seguendo la via Fornaroli si raggiunge la Biblioteca Comunale; proseguendo invece lungo via Mazzini, verso l'esterno della città si incontra al n. civico 45 Villa Crivelli-Boiso-Beretta, casa a corte del sec. XV, mentre tornando verso il centro si incontra sulla destra il grazioso scorcio composto dalla Chiesa di Santa Maria Assunta e la settecentesca Casa Passoni. In Piazza Liberazione, cuore della città, merita lo scorcio dei Portici dove ogni anno si rievoca la Battaglia e ogni giorno la città si ritrova nei locali e nei numerosi negozi. Da Piazza Formenti si aprono ai due lati del Palazzo Crivelli Pecchio Martinoni, la via Volta e via IV Giugno. Il Palazzo è sede del Comune e nasconde al suo interno un pregevole giardino, che ospita in estate il cinema all'aperto. In Via Volta si trovano alcune residenze storiche, tutelate dai beni culturali regionali: Casa Albasino (n. 34) della prima metà sec. XVII e Casa Miramonti al n. civico 44. Al termine della Volta, lungo la via Cavallari, si trova il famoso Teatro Lirico e poco distanti il Giardino e il Museo della Battaglia, presso Casa Giacobbe, villa finemente affrescata al piano terra da Giacomo Campi. Tornando verso il centro città, si percorre la via IV giugno dove in via privata Fomentano si apre la piccola piazza della bella Villa Brocca, Crivelli, Redanaschi. Il palazzo settecentesco ha impianto ad H con portico centrale passante, ed è oggi sede di un asilo e di Associazioni locali. Infine, merita certamente la via Roma, asse centrale della città, dove si incontra, all'angolo con Piazza Liberazione Casa Monti e la Basilica di San Martino (n. 39) che è la chiesa più ampia della diocesi dopo il duomo di Milano. Infine, lungo la via Roma ha sede Casa Beretta (n. 16) del sec. XVI, rimasta pressoché identica all'originale e il fronte continuo di negozi.

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