LUGO

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Cenni storici

In recenti scavi archeologici eseguiti presso l’ex cava Gattelli sono venuti alla luce resti attribuibili ad un villaggio neolitico appartenente alla cultura di Fiorano (V millennio a. C.) ed altri di successivi insediamenti dell’epoca romana. La prima fonte storica in cui si trova menzione del territorio lughese risale tuttavia alla seconda metà dell’VIII secolo d.C. Si tratta, nel dettaglio, di un documento del 782 nel quale Papa Adriano I, in lotta con gli Arcivescovi di Ravenna, rivolgendosi a Carlo Magno affinchè gestisse la controversia, accennava, tra le numerose proprietà della sede Apostolica, anche un certo “fondo Cento”. Esso corrisponderebbe al terreno in cui fu poi tracciata l’attuale via Cento. Fonti successive riportano di una “massa sancti Hilari” (per “massa” si intendeva un insieme di fondi con almeno una chiesa), presso la quale esistevano i fondi Cento, Biancanigo e Stiliano e dove esisteva, appunto, già una chiesa intitolata a S. Ilaro con clero officiante (XI secolo). Occorre tuttavia attendere la metà del XII secolo per trovare menzione di un fondo Lucus, mentre di Villa Luigi si parla per la prima volta in un documento del 1264. Per quanto riguarda l’assetto urbanistico originario della città, è probabile che esso si configurasse, prima dell’anno Mille, come un nucleo fortificato con un recinto, argini di terra e palizzate, ubicato all’incrocio degli assi viari originati dalla centuriazione romana (cardo e decumano). Nel 1161 il territorio lughese venne dato in feudo ai Conti di Cunio da Federico Barbarossa. Quarant’anni dopo esso venne restituito a Papa Vincenzo III, quindi all’Arcivescovo Alberto di Ravenna che vi innalzò le prime fortificazioni poi incorporate nell’attuale Rocca. I secoli XIV e XV furono caratterizzati da continue lotte tra la Chiesa e le Signorie per il dominio delle terre romagnole. In questo periodo Lugo vide avvicendarsi il potere dei Polentani di Ravenna, dei Pepoli di Bologna, dei Visconti di Milano, fino agli Estensi di Ferrara. Questi ultimi governarono sulla città dal 1437 fino al 1597, anno in cui, estintosi il ramo diretto della famiglia, Lugo tornò allo Stato Pontificio rimanendovi fino al 13 giugno 1859, quando i lughesi, con plebiscito, chiesero di essere annessi al Regno di Sardegna, poi d’Italia.

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