IMPRUNETA

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Santuario di Santa Maria ad Impruneta

E’ il momunento più emblematico della città. Attorno ad esso, infatti, da oltre un millennio, si è svolta la vita della comunità locale. La presenza di un edificio di culto in loco è documentata fin dall’VIII secolo d.C.. Al 1060 risale poi la consacrazione dell’antico santuario, ma di questo primitivo impianto romanico è oggi rimasto ben poco. L’aspetto complessivo attuale della basilica, infatti, mostra elementi tardo cinquecenteschi, a parte l’alto campanile merlato risalente al XIII secolo e la cripta ascrivibile al Mille. Sotto il portico della facciata si trova la pietra della prima consacrazione. Al suo interno sono conservate opere d’arte di grande valore. In particolare si segnalano: il dipinto dedicato alla Natività della Vergine, di Domenico Cresti detto il Passignano (1602) e le due edicole di Michelozzo e decorate da Luca della Robbia di fianco al presbiterio. Una è dedicata alla Croce e per essa Luca dalla Robbia eseguì la pala d’altare, oltre ad alcune statue, alla predella e al soffitto; l’altra, dedicata alla Madonna dell’Impruneta, è anch’essa ornata da lavori di Luca della Robbia e soprattutto conserva la celebre effigie miracolosa. Nei locali attigui alla chiesa ha sede il Museo del Tesoro di Santa Maria dell’Impruneta, inaugurato nel luglio 1987. Il percorso espositivo si articola in due sezioni: una dedicata agli Argenti e una dedicata ai Codici Miniati. La prima raccoglie opere di grande raffinatezza tra cui una croce astile in argento attribuita a Lorenzo Ghiberti. Nella sezione dei Codici Miniati si trovano undici codici miniati realizzati tra il XIV secolo e il XVI.
 
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I dintorni

Le numerose frazioni e località che costituiscono il comune di Impruneta conservano anch’esse importanti tracce del passato locale. Numerose, infatti, sono le chiese disseminate nei dintorni del centro imprunetino, a cominciare dall’antica Chiesa di San Lorenzo a Colline, già menzionata alla metà del XII secolo, che al suo interno custodisce un magnifico polittico di Lorenzo di Niccolò. Di grande fascino è poi la trecentesca Chiesa di San Miniato a Quintole, che mostra l’uso del cotto quale elemento architettonico e decorativo. A San Gersolè si trova la Chiesa di San Pietro, di impianto romanico, mentre a Pozzolatico, località già abitata in epoca romana, si erge l’antica Chiesa di Santo Stefano, suffraganea della pieve di Santa Maria all'Impruneta. Della Chiesa di San Lorenzo alle Rose si hanno notizie fin dal XII secolo. Nel suo interno cinquecentesco è possibile ammirare un’Annunciazione con ai lati i santi Giovanni Battista e Lorenzo attribuita a Ridolfo del Ghirlandaio. A Montebuoni, infine, antico feudo dei Buondelmonti, presso la Chiesa di San Pietro si trova una tavola di scuola giottesca raffigurante la Vergine col Figlio. Il territorio è inoltre costellato di ville signorili. Tra tutte si segnala la cinquecentesca Villa Corsini a Mezzomonte, appartenuta anche a Lorenzo dè Medici.
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Fiera di San Luca

La Fiera di San Luca di Impruneta si svolge tutti gli anni in ottobre, nella settimana in cui si festeggia il Santo Patrono (18 ottobre). Le sue origini sono molto antiche, probabilmente ascrivibili al Medioevo, quando Impruneta ospitava un importante mercato del bestiame che attirava folle di pastori e mercanti da tutta la Toscana. Oggi l’evento si è arricchito di iniziative sia di carattere sportivo che culturale di notevole interesse. La millenaria Fiera di San Luca è stata ripresa in una celebre incisione dell’artista francese Jacques Callot nel 1620. Si tratta di una testimonianza di enorme valore non solo storico-artistico, ma anche sociologico della Toscana di quel periodo. Essa fu oggetto di rappresentazione anche per altri artisti di prestigio. In particolare si segnala Filippo Napolitano che la ritrasse in un suo dipinto (1620 circa).
 
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Festa dell’Uva

La prima edizione della Festa dell’Uva si tenne nel 1926, nata al fine di pubblicizzare i prodotti delle aziende agricole locali. Qualche anno più tardi, ovvero nel 1932, nacquero i Rioni Pallò, Sante Marie, Fornaci e S. Antonio tra i quali si impose subito una spiccata rivalità. La manifestazione venne poi sospesa negli anni della guerra per riprendere, con grande vigore, nel 1950. Il momento culmine della festa, che normalmente si conclude l’ultima domenica di settembre, è la sfilata dei carri allegorici costruiti dai vari rioni. Sono inoltre previste degustazioni di uva e vino, oltre all’esposizione di prodotti dell’artigianato locale.

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