IMOLA

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Cenni Storici

Le tracce più antiche di insediamenti umani nel territorio imolese risalgono alla preistoria, come attestano i ritrovamenti sul Monte Castellaccio, risalenti all’età del Bronzo, e la grande necropoli del VI - V seolo a.C. rinvenuta in via Montericco. Lo schema urbano attuale della città rimanda ancora oggi al periodo romano, quando Imola era un’antica colonia romana che prese il nome di Forum Cornelii. L’incrocio del cardo (Via Appia - Via Mazzini) e del decumano (Via Emilia), infatti, descrivono ancora oggi l’assetto urbanistico del tempo. Con la caduta dell’Impero Romano, anche Imola fu oggetto di devastazioni e razzie per opera delle popolazioni barbare e delle invasioni longobarde. Sotto quest’ultima dominazione, alla metà dell’VIII secolo, si trova, per la prima volta, menzione del toponimo Castrum Imolæ. Alla fine dello stesso periodo, esattamente nel 775, Carlo Magno, avuta la meglio sui Longobardi, donò l’Esarcato, e quindi Imola, a papa Adriano I. Nei primi secoli dopo il Mille la storia locale è caratterizzata dai violenti scontri per il predominio sul territorio. Imola deve fare i conti con le mire espansionistiche delle vicine città di Bologna, Faenza e Ravenna ed affrontare le lotte intestine tra il Castello di Imola e quello di San Cassiano. Nella prima metà del Trecento si impose a governo della città la famiglia Alidosi, dando così inizio ad un lungo periodo di signorie al potere. Il secolo successivo fu la volta dei Manfredi e dei Visconti, che si alternarono per alcuni anni fino a quando, nel 1473, la città passò in mano a Galeazzo Maria Sforza che la donò in dote alla figlia Caterina. Si aprì per Imola un periodo di grande splendore che si manifestò anche dal punto di vista urbanistico ed architettonico. Piazza Maggiore venne ampliata; venne edificato il palazzo principesco Riario Sforza, oggi Sersanti, la Rocca venne consolidata e si completò la cinta muraria. Alla fine del XV secolo la città venne conquistata da Cesare Borgia. Per la riorganizzazione urbanistica di Imola secondo le sue esigenze militari, egli si avvalse dell’aiuto di Leonardo da Vinci. Nel 1504 Imola entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il quale rimase, a parte la parentesi del dominio napoleonico, fino all’unità nazionale.

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