GAETA

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Cenni storici

Gaeta, il cui nome è avvolto nella leggenda, risale all’VIII sec. a.C. Durante il periodo romano è un rinomato luogo di villeggiatura per imperatori, patrizi, consoli e senatori, ma con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente viene saccheggiata dalle popolazioni barbariche e saracene. Bisogna aspettare il VI sec. d.C. per trovare le prime notizie scritte riguardanti l’esistenza di un insediamento fortificato a Gaeta. Nel 917 Giovanni I Caetani diventa duca di Gaeta e il suo casato la dominerà per due secoli, fino al 1140 quando la città viene invasa dai Normanni guidati da Ruggero II della dinastia degli Altavilla, dagli Svevi (1194-1266) e dagli Angioini (1266 – 1435). E’ in questo periodo, in particolare nel 1378, che Gaeta diviene per qualche anno la residenza dell’antipapa Clemente VII. Poi dal 1387 vi si stabilisce, temporaneamente in esilio, l’erede al trono Ladislao dei D’Angiò-Durazzo, dove vi celebra le nozze con Costanza Chiaromonte. E la stessa futura Regina Giovanna II, sorella di Ladislao, soggiorna per molto tempo a Gaeta , dove si fa anche incoronare (1419). Nel 1504 a Gaeta inizia la dominazione spagnola e personaggi politici importanti vengono costretti ad abbandonare la città, come Giovanni Caboto, che rifugia a Venezia. Nel 1571 si raduna nel porto di Gaeta la flotta pontificia che, al comando dell'ammiraglio Marcantonio Colonna, salpa il 24 giugno 1571 per unirsi al resto della flotta cristiana, comandata da don Giovanni d'Austria, per combattere i saraceni. Il comandante della flotta pontificia aveva ricevuto il 20 giugno 1571 dal Papa San Pio V lo Stendardo di Lepanto, realizzato in seta, che doveva essere issato sulla nave ammiraglia pontificia. L'ammiraglio Colonna nella Cattedrale di Gaeta, davanti a Sant'Erasmo, fa voto che se avesse vinto avrebbe donato lo Stendardo di Lepanto alla Cattedrale di Gaeta e lo avrebbe posto ai piedi del santo, patrono dei marinai. La battaglia navale tra la flotta della "Lega Santa" e la flotta dell'Impero Ottomano ha luogo il 7 ottobre 1571 a Lepanto e viene vinta dalle forze cristiane. Al suo ritorno in Gaeta Marcantonio Colonna mantiene fede al giuramento fatto. Nel 1734 la città viene conquistata da Carlo III di Borbone, fondatore del ramo napoletano della dinastia dei Borbone. Il 25 novembre 1848 il papa Pio IX si rifugia a Gaeta, ospite dei Borbone, in seguito alla proclamazione della Repubblica Romana ad opera di Giuseppe Mazzini, e vi rimane fino al 4 settembre 1849, periodo durante il quale la città assume la denominazione di "Secondo Stato della Chiesa". Ed è proprio durante questo soggiorno che papa Pio IX viene illuminato dallo Spirito Santo durante le sue preghiere presso la Cappella d'Oro e proclama il Dogma dell'Immacolata Concezione al suo ritorno a Roma. Il 13 febbraio 1861 Francesco II di Borbone si arrende a Gaeta, ultimo baluardo del suo regno, capitolando all'assedio delle truppe del generale Enrico Cialdini (1860-1861): finisce così di esistere il Regno delle Due Sicilie e inizia l'Unità d'Italia ad opera dei Savoia. Da questo momento in poi inizia la lenta decadenza di Gaeta come importante centro politico, militare e amministrativo. Il Borgo di Gaeta, frazione di Gaeta fuori le mura, con Regio Decreto del 15 marzo 1897, diviene Comune autonomo e prende il nome di Comune di Elena in onore dell’allora principessa Elena, futura regina d'Italia. Trent’ anni dopo, con Regio Decreto del 17 febbraio 1927, i Comuni di Gaeta e di Elena vengono uniti nuovamente sotto il nome Gaeta. Borgo di Gaeta oggi si identifica come rione Porto Salvo.

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