GAETA

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Gastronomia

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Tiella di polpi

Ingredienti: - per la pasta: 600 gr. di farina, sale fino, 4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva, 2 bicchieri d’acqua tiepida, un quadratino di lievito da pane; - per il ripieno: 1,200 Kg di polpi veraci (caratterizzati dalla doppia fila di ventose sui tentacoli) puliti, prezzemolo, aglio, olive di Gaeta snocciolate, pomodoro a pezzi, sale e peperoncino. Preparazione: - per la pasta: si fa una fossetta con la farina nella quale si aggiunge sale fino, olio e l’acqua nella quale si è preventivamente sciolto il lievito. Si impasta il tutto fino ad ottenere una pasta morbida e vellutata che viene divisa in panetti poco più grandi di un pugno (occorrono due panetti per tiella) che vengono lasciati a crescere per un’ora avvolti in una tovaglia. Il panetto cresciuto si stende con un matterello per ottenere due dischi, di diametro leggermente superiore alla teglia, nei quali si metterà il ripieno. - per il ripieno: i polpi puliti e lessati si tagliano a pezzetti, si condiscono con molto prezzemolo e aglio tritati, pomodori a pezzi, olive di Gaeta snocciolate, poco sale e peperoncino. Il tutto, così preparato, si lascia in un colabrodo affinché diventi più asciutto possibile. Si trasferisce quindi in una ciotola e si aggiunge olio d’oliva. Il primo disco viene disteso su una teglia unta d’olio, si aggiunge il ripieno, si copre con il secondo disco facendo aderire i bordi, si taglia il superfluo, si fanno dei piccoli pizzi sui bordi con le dita e dei buchi con la forchetta sul disco superiore. Si cosparge con un filo d’olio e si mette nel forno a 200° per circa 30 minuti. Si mangia tiepida o fredda.
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Acqua pazza

Ingredienti: gr 800 di pesce (fragolini, gamberi, canocchie, ...), prezzemolo, uno spicchio d’aglio, mezzo bicchiere di olio di oliva di Gaeta, peperoncino, sale ed acqua. Procedimento: Fate un trito con aglio e prezzemolo, mettete in un tegame largo e basso l’acqua, il sale, il peperoncino, l’olio ed il sale. Appena l’acqua bolle, aggiungete il pesce e lasciate cuocere. Servire nei singoli piatti con pane raffermo. Curiosità: Viene chiamata pazza, perché in mancanza di pescato, i pescatori la utilizzavano comunque per insaporire il pane.
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Calamaretti alla ''votapiatto''

Ingredienti: 600 gr di calamaretti, un po' di farina, olio, sale. Procedimento: Mettete su un fuoco vivace una padella in rame, con poco olio. Quando l’olio è molto bollente versateci i calamaretti infarinati e con una forchetta schiacciateli e compattateli contro il fondo della padella, in modo da fare una schiacciata. Cotti da un lato, li dovete capovolgere come una frittata. E’ questa l’operazione più difficile, attenti a non scottarvi con l’olio: prendete un piatto dello stesso diametro interno della padella, coprite i calanaretti, togliete la padella dal fuoco, e con un colpo secco capovolgetela, poi aggiungete nella teglia altro olio, e quando di nuovo frigge, fateci scivolare dentro la schiacciata di calamaretti. Suggerimenti: Si consiglia di effettuare "l’operazione votapiatto” sopra il lavandino onde eventuali gocce dell’olio di cottura cadano nello stesso. L’operazione votapiatto fatela con gli avambracci diretti verso il basso, è più facile perché l'eventuale olio di colatura non vi cade addosso. I calamaretti vanno ben asciugati prima d’infarinarli, altrimenti possono scoppiettare durante la cottura. Variante: Potete utilizzare anche le “capetroppole”.
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Olive di Gaeta

L'oliva di Gaeta contraddistingue un frutto di forma leggermente affusolata, di colore violaceo, di sapore vinoso, amarostico con sfumature acetiche, prodotto prevalentemente nel territorio comprendente Gaeta ed i comuni limitrofi siti sui Monti Aurunci in provincia di Latina. Viene usata per produrre un ottimo olio e soprattutto le olive in salamoia (localmente olive all'acqua) che si prestano per gli usi più svariati in cucina e sono tra gli ingredienti più utilizzati dagli chef di tutto il mondo. Questo prodotto, descritto già da Virgilio nell'Eneide, ebbe la sua massima diffusione nel 1400 grazie alle attitudini, all'agricoltura, al commercio ed alla navigazione dei cittadini dell'allora Ducato di Gaeta, che esportarono l'olio e le olive di Gaeta in tutto il Mediterraneo, facendone un alimento molto richiesto e apprezzato per l'ottima qualità. E’ in corso il riconoscimento per la Denominazione Geografica Protetta. Importanti sono la qualità e le specie delle olive. Il miglior risultato si ottiene con la “cultivar” locale che si presenta di forma affusolata. Troviamo anche diffusa la specie denominata oggigiorno “itrana” che presenta un frutto più tondeggiante. Ci sono varie modalità di preparazione delle olive: olive in salamoia, comunemente chiamate olive all'acqua, le olive mosce e le olive rotte.

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