FOSSALTA DI PORTOGRUARO

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Gastronomia

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Ardèle in Saór (Sarde in carpione)

Piatto citato anche da Carlo Goldoni ne “Le donne de casa soa“, ha origini antiche. Veniva mangiato, sulle barche, dalla nobili famiglie veneziane durante la notte della festa del Redentore (fine luglio). Procedimento: Squamare e pulire le sarde, quindi lavarle sotto l’acqua corrente. Passarle nella farina e friggerle in olio bollente: toglierle dall’olio prima che raggiungano la piena cottura. Conservare l’olio e farvi rosolare le cipolle affettate sottili e bagnate con aceto e vino bianco. La tradizione dice che uva passa e pinoli debbano essere aggiunti nella preparazione solo nel periodo invernale, per aumentare le calorie del piatto; aggiungere comunque questi ingredienti a proprio piacere, nel recipiente con le cipolle. In una pirofila da forno formare uno strato di sarde ed uno di saor, il “sugo” appena preparato, alternandoli fino a terminare gli ingredienti. Il piatto deve marinare per circa 5 giorni in un luogo fresco, quindi potrà essere servito.
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Baccalà in Rosso

Ingredienti: 600-700gr stoccafisso secco - vino bianco secco - 2 cipolle - olio d’oliva - 2 cucchiai conserva di pomodoro - sale, pepe. Procedimento: Sbattere il baccalà fino a farlo diventare morbido; quindi metterlo a bagno in acqua per 12 ore. Risciacquarlo bene e rimetterlo a bagno in acqua pulita per altre 12 ore. Metterlo poi in una pentola con acqua fredda, portarlo a bollore e lasciarlo cuocere per 45 minuti.Lasciarlo raffreddare, togliere pelle e lische e tagliarlo a pezzetti. Preparare un soffritto con cipolla e abbondante olio: quando la cipolla sarà dorata aggiungere il baccalà. Regolare di sale e pepe, bagnare con uno o due bicchieri di vino bianco secco ed aggiungere la conserva di pomodoro. Portare a bollore e cuocere per un’ora, o comunque fino a quando sarà asciugato. Il piatto è ottimo se accompagnato da polenta fumante. Pinza Questo dolce era l’antico pane dolce di Natale, preparato in occasione dell’Epifania. Per la preparazione si usano due farine diverse (un tempo farine di più cereali, fino al secolo scorso invece con farina di frumento e di granoturco). Procedimento: Versare le due farina in una casseruola, insieme al lievito, una presa di sale, acqua in quantità doppia rispetto al peso delle due farine; cuocere il tutto per circa mezz’ora. Togliere il recipiente dal fuoco ed aggiungere zucchero, burro, uvetta (precedentemente ammollata in grappa), fichi secchi, gherigli di noce, semi di finocchio. Mescolare bene quindi versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata; cuocere per un’ora a 170°. Sfornarla non subito, ma una volta intiepidita.

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