FORTE DEI MARMI

Cambia Comune

Storia

Storia

Un po' di storia...

Il territorio di Forte dei Marmi, nella Versilia, si estende per 9 kmq, tra il Cinquale e il confine comunale con Pietrasanta, al di là del quale si salda con il centro di Fiumetto. Nel 1914 fu costituito in comune autonomo con la frazione omonima, staccata da Pietrasanta. Il primo sviluppo dell'area, a lungo terra paludosa pressoché disabitata, si ebbe nel XVI secolo, dopo che Michelangelo, per incarico di papa Leone X, tracciò la strada per il trasporto dei marmi dalle Alpi Apuane al mare: e appunto un pontile d'imbarco e un magazzino furono a lungo i soli edifici dell'insediamento. Alla fine del Settecento, con le bonifiche leopoldine, la località cominciò a popolarsi di pescatori, operai del marmo e contadini. Nel 1788 fu portata a termine la costruzione del forte che avrebbe dato il nome alla comunità e nel corso dell'Ottocento crebbe l'industria dei marmi, con il conseguente aumento dell'attività portuale. Il decollo di Forte dei Marmi è avvenuto comunque grazie al turismo, i cui timidi inizi sono collocabili verso la fine dell’Ottocento, ma la cui rapida ascesa data dal primo dopoguerra, quando la cittadina divenne meta di soggiorno di una élite di aristocratici, industriali e intellettuali.
Storia

Il Pontile

Nella seconda metà dell’Ottocento Forte dei Marmi è uno snodo cruciale per lo scalo dei marmi. Il materiale veniva portato dalle vicine Apuane fino alla spiaggia per poi essere caricato sui navicelli per mezzo di chiatte, oppure tirando in secca con i buoi i bastimenti. Si avvertì la necessità di costruire un ponte caricatore, che agevolasse il carico dei bastimenti senza che questi dovessero essere tirati in secca, complicando e rallentando le operazioni. Tra l’agosto 1876 e il febbraio 1877 venne realizzato il pontile caricatore su progetto dell’ing. Giovanni Costantini. La lunghezza del molo raggiunse i 257,75 metri, sostenuto da 216 piloni di pino di 135 cm di diametro ciascuno. In cima venne collocata una potente gru, chiamata “Mancina” perché il suo movimento rotatorio era sempre verso sinistra; aveva una portata di 20 tonnellate per caricare il marmo sulle imbarcazioni. Nel 1932 il ponte fu allungato fino a circa 290 metri dalla battigia. Il pontile contribuì in maniera determinante alla crescita economica e al conseguente sviluppo demografico di Forte dei Marmi e rimase in funzione anche durante la seconda guerra mondiale ma nel 1943 venne distrutto dai tedeschi a colpi di mitragliatrice e successivamente minando i piloni. Nell’immediato dopoguerra, la ricostruzione del pontile divenne subito una priorità per la cittadinanza e le amministrazioni comunali. I lavori per la realizzazione del nuovo pontile, così come lo conosciamo oggi, cominciarono nel 1955 e il 18 maggio 1958, l’allora sindaco Antonio Molino, inaugurò la nuova opera. Il pontile, in cemento armato, misura 275 metri di lunghezza; nei primi 235 metri la larghezza è di 5 metri e di 8 negli ultimi 40. E’ la meta prediletta dei fortemarmini di tutte le generazioni e passeggiata immancabile per chi soggiorna a Forte dei Marmi. (Testo tratto da “Il Ponte caricatore” di Giorgio Giannelli, 2008)

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita