FORLIMPOPOLI

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La Storia

Le testimonanze storiche più antiche rinvenute nel territorio di Forlimpopoli risalgono al Paleolitico Inferiore. Si tratta di manufatti oggi conservati presso il locale Museo Archeologico. La zona continuò ad essere abitata, anche se non in maniera continuativa, fin verso il III secolo a.C., quando la pianura venne bonificata e colonizzata dai Romani. Al periodo romano risale poi la fondazione del nucleo più antico della città, il Forum Popili, che, a partire dall’89 a.C., divenne municipium. Lo sviluppo economico ed urbanistico del centro si avviò soprattutto nel I secolo d.C., grazie alla realizzazione del porto di Classe, presso Ravenna. Forlimpopoli si specializzò in modo particolare nella produzione di anfore. Il III secolo d.C. segnò l’inizio di un lento declino della città, che si protrasse per tutto l’Alto Medioevo. Fra il IV e V secolo Forlimpopoli entrava nell’orbita dell’Esarcato di Ravenna. Fu scelta quale sede episcopale e il suo primo vescovo fu l’ateniese Rufillo. I primi segni di ripresa economica si registrano a partire dal secolo X. Duecento anni dopo Forlimpopoli ottenne l’autonomia comunale. Seguirono secoli di guerre e lotte intestine tra Chiesa ed Impero e ben presto la città passò sotto il dominio degli Oderlaffi, rappresentando un importante baluardo di difesa della famiglia contro le mire espansionistiche del Papa. Nel 1361 essa venne rasa al suolo dalle truppe pontificie, abbattute le mura e la cattedrale, sui cui resti venne edificato un fortilizio denominato Salvaterra. La sede vescovile venne trasferita a Bertinoro e le spoglie del protovescovo Rufillo, patrono della città, traslate a Forlì nella chiesa di San Giacomo della Strada, poi in Santa Lucia. Forlimpopoli venne riconsegnata agli Oderlaffi solo nel 1379, i quali ne mantennero il dominio, con alterne vicende, fino ai primi anni del Cinquecento. La città venne allora dotata nuovamente di mura e di una rocca. Con l’estinzione degli Oderlaffi Forlimpopoli venne concessa dal Pontefice in vicariato inizialmente ai Rangoni, poi agli Zampeschi, che la scelsero quale sede di una corte “principesca”. A partire dal 1578 la città tornò sotto il controllo diretto del Papa, che governò su queste terre fino all’arrivo delle truppe di Napoleone alla fine sel Settecento. Il 25 gennaio 1851 Forlimpopoli fu saccheggiata dalla banda del famigerato Stefano Pelloni, detto il "Passatore"; tra le vittime della rapina anche il padre e una sorella di Pellegrino Artusi, futuro autore dell'opera “La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene”.

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