FORLI'

Cambia Comune

Itinerari

Itinerari

Dati generali

Altitudine: 34 m s.l.m. Superficie: 228,2 kmq Abitanti: 118.208 (a Gennaio 2016) Comuni confinanti: Bertinoro, Brisighella (RA), Castrocaro Terme e Terra del Sole, Faenza (RA), Forlimpopoli, Meldola, Predappio, Ravenna (RA), Russi (RA) CAP: 47121-47122 Prefisso: 0543 Nome abitanti: forlivesi, liviensi Patrono: Madonna del Fuoco Giorno festivo: 4 febbraio
Itinerari

Il centro storico

La visita al centro storico di Forlì non può che cominciare da Piazza Saffi, cuore della città, sulla quale si affacciano i monumenti più rappresentativi della storia locale. Lungo il lato settentrionale della piazza si erge il Palazzo Comunale di Forlì, che vanta origini molto antiche. Già intorno al Mille, infatti, esisteva una struttura fortificata che nel Medioevo fu sede degli uffici della gabella, di una segreteria, di un corpo di guardia e di una stanza per il sale. Nel corso del Trecento a questo si sostituì il Pallatium Communis, come ricorda lo Statuto della città di Forlì nel 1359. La struttura venne in seguito ampliata e modificata nella seconda metà del Quattrocento, sotto la Signoria di Cecco III e Pino III Ordelaffi. Nei secoli a seguire continuò ad essere residenza signorile e ad ospitare papi e reali. Con il governo dello Stato Pontificio esso divenne sede della Magistratura. Altri interventi sostanziali furono eseguiti alla metà del XVII secolo, quando il palazzo e il portico vennero ampliati verso il Cantone del Gallo. Un secolo dopo, su incarico delle autorità comunali, Antonio Galli Bibiena progettò e realizzò lo scalone principale e la sala di rappresentanza (Sala del Bibiena) e la Sala del Consiglio Comunale o Sala dei Fasti. L’attuale facciata in stile neoclassico risale alla prima metà dell’Ottocento. L’elegante loggetta sulla parte posteriore dell’edificio risale al XV secolo. Di grande valore storico-artistico è poi la Basilica di S. Mercuriale, gioiello architettonico di antichissime origini. Essa, infatti, venne riedificata in stile romanico-lombardo nella seconda metà del XII secolo sui resti della Pieve di Santo Stefano, già esistente nel IV secolo. A fianco svetta il campanile coevo, sormontato da una cuspide trecentesca. Annesso alla chiesa è il chiostro quattrocentesco, appartenente all’ex Monastero dei Benedettini Vallombrosani. Altri palazzi storici che ornano la piazza sono il Palazzo del Podestà, realizzato in stile gotico intorno al 1460 sotto la direzione del capomastro Matteo di Riceputo, zio di Melozzo da Forlì, e il cinquecentesco Palazzo Albertini, caratterizzato da una loggia di influenza veneziana e da una facciata ricca di decorazioni in pietra d’Istria e cotto. Proseguendo l’itinerario verso Corso Garibaldi si incontrano il Palazzo Numai Foschi, costruito tra il XIII e il XIV secolo, e il cinquecentesco Palazzo del Monte di Pietà. Imboccando Via Giorgina Saffi si erge la Chiesa di S. Filippo Neri, costruita nel 1642. Tornando lungo Corso Garibaldi si trova, affacciato sull’omonima piazza, il Duomo di Forlì, ricostruito nel 1970. La fondazione dell’edificio originario ha tuttavia origini molto antiche, anteriori, probabilmente, al XII secolo. Dell’edificio quattrocentesco è stata conservata la cappella del SS. Sacramento disegnata da Pace di Maso del Bombace nel 1490. Qui si trova il cinquecentesco fonte battesimale. Di fronte al Duomo si erge ancora il Complesso del Corpus Domini, costituito dalla chiesa e dal convento di clausura delle Clarisse. L’intera struttura è una ricostruzione del 1786. Da segnalare su Piazza Ordelaffi anche l’imponente Palazzo Piazza Paulucci, costruito nel 1673 e oggi sede della Prefettura. Da Piazza Saffi parte Corso della Repubblica su cui si affaccia la Chiesa del Suffragio, costruita tra il 1723 e il 1748 ed ultimata negli anni Trenta dello scorso secolo. Più avanti si incontra la Chiesa di S. Lucia. Al suo interno, sull’altare maggiore, è sistemata l'urna dell'XI secolo che dal 1362 al 1964 contenne i resti di San Rufillo, primo vescovo di Forlimpopoli. Lungo Corso Mazzini si erge la Chiesa del Carmine, fondata nel Trecento, ampliata il secolo successivo ed infine completamente ristrutturata nella prima metà del Settecento. Nella facciata rimasta incompiuta risalta il bel portale in marmo d’Istria del 1464 - 1465. Lungo Corso Diaz si trova la piccola chiesa romanica dedicata a S. Antonio Vecchio, eretta nella seconda metà del XII secolo, ed in fondo si erge la Rocca di Caterina Sforza o di Ravaldino, costruita a partire dal XV secolo. In Piazza Guido da Montefeltro, infine, si segnala l’Oratorio di S. Sebastiano, edificato tra il 1496 e il 1502 su progetto di Pace Bombace.
Itinerari

Basilica di San Mercuriale

Simbolo della città, la Basilica rappresenta il monumento forlivese più significativo, assieme al campanile e alle pregevoli opere conservate al suo interno. Sul lato meridionale di Piazza Saffi s’innalza imponente, con il campanile e il relativo Chiostro, un unico complesso la cui attuale fisionomia risulta dalle successive vicissitudini subite nel corso dei secoli. Il campanile viene aperto in occasione di ricorrenze quali Natale o Pasqua, compatibilmente alla disponibilità del personale ed in occasione della Festa d San Mercuriale, il 26 ottobre. In occasione della ricorrenza della Madonna del Fuoco il 4 febbraio è possibile visitare il Campanile e salire i 273 gradini. In altre occasioni, in base alla disponibilità del personale ed al meteo. Orario: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. Si ricorda che gli orari possono subire variazioni.
Itinerari

Rocca di Ravaldino

Conosciuta anche come Rocca di Caterina Sforza, è una cittadella fortificata che sorge nella città di Forlì. Di origine medioevale ma ricostruita e rafforzata nel Trecento sia dagli Ordelaffi sia da Egidio Albornoz ed ampliata durante il Quattrocento, è oggi in parte destinata a sede espositiva, mentre un'ampia area ospita le carceri della città. Il nome Ravaldino deriva dalla presenza di una fortificazione denominata Bonzanino, con tutta probabilità un rivellino (da cui la successiva evoluzione in Ravaldino), sorta di rudimentale fortilizio, che sorgeva nell'area dell'omonima porta. Tra il 1360 ed il 1371 la fortificazione fu rafforzata con l'erezione di una rocca, nucleo per la costruzione dell'attuale edificio. Fu Pino III Ordelaffi che fece progettare all'architetto Giorgio Marchesi Fiorentino le fortificazioni che in buona parte sono arrivate immutate fino ai nostri giorni. Nel 1481 fu costruita la Rocca e in seguito la Cittadella, quest'ultima su commissione del nuovo signore di Forlì, Girolamo Riario, il quale affidò i lavori allo stesso architetto. Furono aggiunti anche, sui due lati esterni della Cittadella, il rivellino di Cotogni ed il rivellino di Cesena. La struttura si presentava perciò costituita da diversi corpi separati, circondati da un complicato sistema di fossati, ponti e mura. Nel 1496 Caterina Sforza, vedova di Riario e reggente per conto del figlio Ottaviano, fece costruire un terzo rivellino e una cittadella sulle rovine del forte trecentesco per la cui edificazione fu distrutta buona parte del Palazzo Comunale per ottenerne materiale da costruzione e strutture architettoniche già pronte. Con l'aumento della potenza delle artiglierie e con il cambiamento delle tecniche d'assedio, la rocca perse la propria funzione di baluardo difensivo, venendo gradualmente destinato a carcere. Fra i prigionieri celebri si cita Astolfo Guiderocchi, che fu anche uno dei primi, agli inizi del XVI secolo. Le carceri come tali vennero edificate all'interno della rocca sul finire dell'Ottocento e vengono ancora ospitate nell'edificio. Attualmente si presenta come un'imponente architettura a pianta quadrangolare, con bassi torrioni di forma cilindrica e un tozzo mastio a base quadrata.

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita