FONTANELLATO

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Toponimo

Il nome Fontanellato deriva da Fontana lata, ovvero “grande fontana”, a richiamare le caratteristiche di questo territorio ricco di fontanili e risorgive. Da una fonte secentesca, infatti, si legge: “paese oltremodo ameno e fruttifero. (...) Circondano Fontanellato lunghe fosse nelle quali scaturisce l’acqua e talmente abbonda in quel paese che non soltanto le fosse, ma in ogni parte della stessa terra si veggono le vive fontane (...)”.
 
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Le prime testimonianze di insediamenti umani nel territorio di Fontanellato risalgono alla cultura terramaricola. In località Castellazzo, infatti, alla fine del XIX secolo sono emersi resti di insediamenti palafitticoli ascrivibili all’età del Bronzo Medio e Finale (1600-900 a.C.) e abitati da popolazioni indigene dedite alla caccia e all’allevamento di bestiame. La prima fortificazione di origine longobarda venne innalzata prima del Mille, trasformandosi in seguito in un vero e proprio castrum di proprietà dei Pallavicino (XII secolo). Nel 1145 il Castello di Fontanellato venne ceduto da Oberto Pallavicino al comune di Piacenza. Passò poi in proprietà ai Terzi e, nel 1386, ad Antonio Sanvitale. Con i Sanvitale ebbe inizio il processo di trasformazione della rocca di Fontanellato in splendida residenza signorile quale oggi vediamo. La nobile famiglia rimase legata a Fontanellato fino alla metà del secolo scorso, quando, nel 1948, il conte Giovanni Sanvitale vendette il castello con tutta la suppellettile al comune.

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