FIANO ROMANO

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Castello

Il castello che domina l'antico nucleo urbano è stato costruito in varie epoche. Al centro del maniero si trova l'imponente torre rotonda, alta 30 metri e orlata di merlature. Mentre all'interno si trovano numerose sale che mantengono l'aspetto originario.
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Porta Capena

Nel centro storico si accede dalla Porta Capena.
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Piazza Giacomo Matteotti

Davanti al castello, si trova la chiesa di S.Stefano Nuovo, fatta costruire dagli Orsini di Pitigliano intorno alla seconda metà del Quattrocento. L'interno a tre navate con due file di colonne di travertino a sezione quadrata. Nella parte di destra, c'è il sarcofago di Niccolò III morto a Lonigo nel 1510 è ricordato nelle lapidi sottostanti come celebre e valoroso capitano della Repubblica di Venezia. Nella cappella a destra dell' altare, da notare i due angeli attribuiti al Pinturicchio, che lavorò a Roma nella Cappella Sistina alla fine del Quattrocento.
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Lucus Feroniae

Importante centro archeologico, che testimonia uno dei periodi più fortunati e splendidi della civiltà romana. Già in epoca repubblicana vi sorgeva un santuario della dea Feronia, divinità pagana protettrice delle greggi, delle messi e della fertilità. Nella zona circostante il tempio si estendeva fino alle falde del Soratte, un fitto bosco (lucus) sacro alla dea. Vicinissima si trovava una sorgente di acqua curativa i cui benefici erano molto apprezzati. Col tempo il luogo sacro divenne una fiorente comunità, punto d'incontro delle popolazioni vicine: Sabini, Latini, Etruschi, Falisci, che qui convenivano per scambiarsi i loro prodotti. Nell'anno 211 a.C., come ci narra Tito Livio, Annibale e i suoi soldati saccheggiarono il tempio allora famoso per le ricchezze custodite. In seguito la località divenne centro di riposo per soldati veterani e frequenti dovevano essere le rappresentazioni teatrali nell'anfiteatro che in parte si conserva. Una iscrizione del 266 d.C. costituisce l'ultima notizia epigrafica attestante l'attività del centro, la cui vita imperniata sul culto della dea Feronia dovette spegnersi intorno al 300 con il trionfo del Cristianesimo. La scoperta del tempio avvenne nel 1952, quando vennero alla luce, a seguito di lavori agricoli, frammenti di anfore e pietre con iscrizioni. Fatti appropriati scavi emersero tabernae con anfore, monete, ex voto, pavimenti con mosaici. Fu trovata tra le altre cose un'ara ellenistica e una testa marmorea di Vespasiano.
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Villa dei Volusii

Nei pressi degli scavi archeologici di Feronia è venuta alla luce verso il 1962 una splendida villa che si può raggiungere dalla Tiberina e dall'autostrada. Due iscrizioni ritrovate nello scavo ricordano una famiglia Volusia e un membro di essa, Saturnino, importante personaggio politico della fine del I secolo d.C. Tutto lascia ritenere che la villa sia stata proprio dei Volusi. Tra i ritrovamenti spiccano due pregevoli erme di marmo copie di originali greci raffiguranti Ercole e Euridipe, molti pavimenti a mosaico, resti marmorei delle vecchie costruzioni. A cura del Prof. Giuseppe Ercoli
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Chiesa di Santo Stefano Vecchio

Adagiata su un'altura ad ovest, fuori dal paese, c'e la chiesa di Santo Stefano Vecchio dove un tempo si celebravano le cerimonie di maggior lustro. Ora di proprietà privata, cadde in disuso anche per la sua posizione poco agevole. Di forma basilicale, anticamente cenobio benedettino, e di stile romanico del secolo XII o XIII, ma successive aggiunte e rimaneggiamenti settecenteschi ne hanno alterato l'originaria struttura. Ai lati del portale d'ingresso, due candelabri in bronzo tortili con girali di alloro alti quasi tre metri danno ridondanza all'entrata. Le tre navate sono scandite da dieci colonne di granito con capitelli tutti diversi e un pilastro centrale per parte. L'attuale altare contenuto nel catino absidale è di marmo greco e sostituisce l'originario ciborio ivi collocato e poi trasferito a Roma nel Collegio Irlandese ed ora al Metropolitan Museum di New York. Gli affreschi delle pareti e il pavimento musivo cosmatesco hanno ritrovato luce. Del portale d'ingresso troviamo un bel campanile con tre ordini di finestre, dal basso bifora, trifora, monofora che annunciano la cella campanaria.
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Monastero di Santa Maria ad Pontem

All'estremità sudorientale del paese sorgeva l'antico monastero di Santa Maria ad Pontem che trae il nome dalla sua posizione al di la del ponte sul Tevere rispetto all'Abbazia di Farfa, centro motore di tutta la zona. La chiesa attuale conserva la struttura del transetto del precedente impianto, come testimonia il grande arco sul lato nord. Questa splendida posizione che guarda quell'ansa del Tevere che si spinge verso Fiano, Santa Maria è stata testimone di quasi mille anni di storia con passaggi importanti, fughe e ritorni. Ora, completamente riedificata, non offre più quella visione e quei profumi di antico che emanavano le sue pietre; tuttavia il progetto del Comune di farne un centro di cultura e incontro forse potrà restituirle un po' della sua antica importanza testimoniale.
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Dati generali

Superficie: 41,41 kmq; Altitudine: mt 97 slm; Distanza da Roma: Km 36; C.A.P: 00065; Popolazione: 15.360; Comuni limitrofi: Montelibretti, Torrita Tiberina, Montopoli di Sabina, Nazzano, Civitella S. Paolo, Capena; Denominazione abitanti: Fianesi; Festa patronale: Santo Stefano - 3 Agosto; Sito istituzionale: www.adr.it - www.comune.fianoromano.rm.it

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