FERENTINO

Cambia Comune

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Dati generali

Regione: Lazio; Provincia: Frosinone; Altitudine: 395 m s.l.m.; Superficie: 81 km²; Abitanti: 21.213 ca.; Densità: 262,96 ab./km²; Frazioni: Porciano; Comuni confinanti: Acuto, Alatri, Anagni, Fiuggi, Frosinone, Fumone, Morolo, Sgurgola, Supino, Trivigliano; Cod. postale: 03013; Prefisso: 0775;
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Le porte

1. PORTA MONTANA: Era la porta principale della città e aveva funzione soprattutto carrabile. Di epoca preromana, venne abbellita nei primi secoli dell’impero. Il nome, secondo alcuni, deriva dall’esposizione ai venti di tramontana, secondo altri dalla posizione protesa verso i monti. 2. PORTA CASAMARI: Tipica porta di difesa romana, senza ornamentazioni né decorazioni, sembra sia stata realizzata al tempo di Silla (II-I sec. a.C.). Il nome deriva probabilmente dalla sua funzione di condurre verso l’Abbazia di Casamari e sostituisce quello precedente di Porta Maggiore, cambiato dai Cistercensi quando giunsero in città. Detta porta, essendo costituita da due fornici paralleli, assicurava una successiva possibilità di difesa in caso di sfondamento della porta esterna. 3. PORTA SANT’AGATA: Anche detta Porta del Borgo, nella parte superiore presenta due epigrafi: una dedicata a Giulia Domna, l’altra a suo figlio Caracalla, imperatore. L’iscrizione è fondamentale perché riporta la formula: Senatus Populus(que) Ferentinas che attesta la presenza di un Senato a Ferentino. Nella forma attuale si presenta con restauri settecenteschi e con un loggiato ricco di decorazioni barocche che testimonia l’illustre passato della città. Su questa porta, nel Medioevo fu costruita la "Loggia del Capitanato del Popolo" su cui erano innalzate le insegne del comune e del Papa. 4. PORTA SANGUINARIA: È la porta più importante della città e quella meglio conservata. Le mura laterali mostrano i segni di tre differenti epoche: preromana, romana e medievale. Nel muro di età medievale sono visibili fori rettangolari disposti a distanze regolari: forse sono gli appoggi per le incastellature lignee, posto di guardia o offesa (caditoie), che nelle fortificazioni medievali erano innestate sulla parete esterna del muro a difesa degli ingressi. La finestra aperta nel muro, quindi, potrebbe giustificarsi come passaggio dal ballatoio interno a quello esterno. Nel nome ci sarebbe l’eco di cruente battaglie avvenute nei pressi della porta o il ricordo del percorso dei condannati a morte, che dalla porta uscivano per essere giustiziati nella sottostante Aia del Monticchio. 5. PORTA PENTAGONALE: Priva di arco e di epistilio e a sezione ogivale, è sbarrata all'interno da un muro di grossi massi informi: si può, quindi, vedere solo dall'esterno. Incerti sono i pareri su detta apertura: forse nicchia creata per accogliere il simulacro del dio "averrunco" della città, più verosimilmente può essere considerata come rifugio per i soldati romani. 6. PORTA STUPA: Al tempo dei Romani fu coperta da una volta che ben si distingue. Molto probabilmente dovette essere una porta originaria nel perimetro esterno delle mura di Ferentino, che cadde in disuso quando i Romani costruirono l'attuale Porta Sant’Agata. 7. PORTA SANTA CROCE: Tipica porta di difesa, gemella di porta Casamari ma di dimensioni più ridotte, risale al I secolo a.C. Non si conosce il motivo del nome ma è certamente medievale. 8. PORTA SAN FRANCESCO: Al tempo dei Romani fu ricoperta da una volta che si discerne alla più recente struttura. È munita di una torre e prende il nome dall’adiacente chiesa di San Francesco del XIII secolo. 9. GROTTAPARA: Porterula, era forse l’uscita della via di sicurezza sotterranea che, partendo dall'Acropoli, conduceva fuori della città. Il nome, molto probabilmente, deriva da Grotta Luparia, analogamente al toponimo Vallis Luparia, convertito in Vallepara. Durante lo spopolamento del Medioevo, la porterula dovette diventare, infatti, l'ingresso di un rifugio per lupi.
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Le mura poligonali

Importante testimonianza archeologica di Ferentino è il circuito murario, lungo 2,4 Km. Per le gigantesche dimensioni dei massi vengono chiamate mura ciclopiche o pelasgiche, terminologia che rimanda ai mitici Pelasgi (civiltà fiorita quasi 1000 anni prima di Roma) o Ciclopi. Costituiti dal silex, il calcare dell'Appennino, i massi sono legati tra loro mediane tasselli di schegge usati per riempire gli interstizi. Sia in Grecia che in Italia, si tendeva a fondare una città sulla sommità di una collina rocciosa che da tutti i lati scendesse a picco fuorché da uno; tracciata, dunque, la linea delle Mura tanto al di sotto della cima si tagliava nella roccia il piano di fondazione sul quale si disponevano i primi grossi blocchi, questi venivano tagliati in modo che i vari lati del poligono combaciassero tanto perfettamente da non lasciare interstizi. Livellata la prima fila di blocchi si formava allo stesso modo la seconda e via via le altre fino a raggiungere l’altezza voluta. La collina terminava, talvolta, in una seconda vetta centrale più piccola ma più alta di quella, su cui veniva fondata la città, quindi la rocca o cittadella: tutto questo a scopo di difesa, come d’altronde anche la maggior parte delle porte che si aprono sullo stesso tracciato murario. Dal Medioevo si è provveduto a un restauro con sopraelevazione delle mura stesse e integrazione di tratti andati in rovina con l’aggiunta anche di torri per migliori scopi difensivi.
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Acropoli

L'Acropoli ferentina è una struttura imponente e fortificata, dotata di alte mura in travertino e di larghi basamenti in calcare, probabilmente risalente tra il II e il I secolo avanti Cristo. Buona parte della zona dell'Acropoli è occupata ad oggi dalla struttura della Cattedrale e dell'edificio del Vescovado, all'esterno del quale si trovano un orto e un seminario.
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Castello di Porciano

Il Castello di Porciano, chiamato Castrum Porciani nell'originale denominazione latina, è una fortificazione militare risalente al IX secolo, che si trova a Porciano, una frazione del vasto comune ciociaro di Ferentino. Grandissima struttura difensiva, sotto forma di rocca circondata da tre torrette circolari, e abitata intorno al XIII secolo da ben mille persone, Porciano era sotto diretto controllo della Chiesa, ma nel 1400 venne distrutta nel corso delle guerre tra Roma e Napoli. Ricostruita da Papa Eugenio IV, visse periodi di alterne fortune, salvo essere abbandonata definitivamente nel 1640. Pur essendo in pessimo stato di conservazione, la fortificazione è ancora parzialmente visibile e visitabile.
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Lago di Canterno

Il Lago di Canterno, di origine carsica, è protetto dalla Riserva naturale del Monte Porciano, una zona che mescola l'ambiente umido del lago e quello montano del Monte Porciano.
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Le Chiese

1. ABBAZIA DI S. MARIA MAGGIORE: E’ la prima cattedrale di Ferentino, di origini paleocristiane e inizialmente dedicata alla S.S. Trinità. Nel corso del secolo XIII venne ricostruita dai monaci cistercensi che nel medioevo diedero una svolta a tutta l'architettura religiosa, improntandola agli ideali della regola benedettina. E' il più caratteristico ed elegante monumento medioevale della città. 2. CHIESA DI S.AGATA: Chiesa parrocchiale dedicata alla martire siciliana Agata, le sue origini risalgono al XII sec. come testimonia il campanile salvatosi dai bombardamenti dell'ultima guerra che distrussero gran parte dell’edificio. Al suo interno espone un Crocefisso ligneo seicentesco di grande valore artistico e spirituale. 3. CHIESA DI SAN ROCCO: La Chiesa risale al Medioevo ed è dedicata alla Madonna del Rosario. Fu officiata dai Domenicani fino al 1652. 4. MONASTERO DI S. ANTONIO ABATE: In stile romanico, fu fondato da papa Celestino V e ne accolse le spoglie fino al 1327, divenendo così meta di pellegrinaggi. La chiesa fu retta dall’Ordine dei Celestini dal XIII al XVII secolo; in seguito, per penuria di monaci, fu aggregata alla chiesa di Sant’Eusebio a Roma di cui divenne grangia. È perfettamente visibile il carattere povero dell’architettura, frutto di ristrettezze economiche della committenza: è riscontrabile anche un influsso dell’architettura mendicante ed un recupero della tipologia strutturale cistercense. Al centro del corpo del monastero vi è un chiostro, intorno al quale si dispongono le camere dei monaci. 5. CHIESA DI S. FRANCESCO: Originariamente dedicata a San Sebastiano, nel 1256 fu ceduta ai Frati Minori Francescani, che dovettero ricostruirla ad eccezione del campanile. 6. CHIESA DI S. MARIA DEI CAVALIERI GAUDENTI: La chiesa, che occupa l'area di un tempio pagano, risale al XII secolo ed è costruita su un bastione in opera poligonale. Vi si accede da un’imponente scala. Sorge acconto al Palazzo dei Cavalieri Gaudenti cui tradizionalmente è associata. 7. CHIESA DI S. PANCRAZIO: La chiesa oltre che centro di culto e preghiera, considerata la presenza di palazzi gentilizi circostanti era anche punto di riferimento per attività umane, artistiche e culturali. 8. CHIESA DI S.S. GIOVANNI E PAOLO: La chiesa Cattedrale, consacrata nel 1108, è sita sulla sommità dell’acropoli. E’ in stile romanico e dedicata ai giovani romani Giovanni e Paolo, martiri nel II secolo d. C. La chiesa fu fondata da papa Pasquale I. Nel IX secolo subì devastazioni da parte dei Goti e dei Longobardi. La Torre campanaria è posta dietro le absidi staccata dalla chiesa. Il suo primo splendore risale all'800, come dimostrato dalla presenza di numerosi elementi architettonici longobardi e carolingi. 9. CHIESA DI SAN VALENTINO: Di origine romanica, come testimoniato dalla Torre e dall’Abside, presenta un campanile in stile gotico. 10. MONASTERO DELLE CLARISSE: La piccola chiesa conserva il cuore di papa Celestino V. Un piccolo frammento della reliquia venne donato dalle suore al pontefice Pio IX in occasione della sua visita nel 1863. 11. CHIESA DI S. IPPOLITO: La chiesa originaria divenne proprietà della famiglia Bono, la quale vi adattò un edificio per civile abitazione, che è quello che si osserva ancora adesso accanto all'attuale chiesa. La chiesa antica di S. lppolito nel sec. XIII assunse una notevole importanza nella vita religiosa della città ma successivamente il suo prestigio fu ridimensionato. Nel 1780 fu demolita a favore dell'attuale. La prima cappella a destra accoglie i nomi dei Ferentinesi caduti nella prima guerra mondiale e le spoglie della Medaglia d'Oro don Giuseppe Morosini dei Padri sella Missione, fucilato a Roma, al Forte Bravetta, dai Tedeschi, il 3 aprile 1944. 12. CHIESA DI S. LUCIA: E’ la chiesa più antica, risalente al VI sec., ed è situata nella zona dove, in epoca imperiale romana, si aprivano le grandi sale con pavimenti a mosaico delle famose terme dedicate all'imperatrice Flavia Domitilla, oriunda di Ferentino, moglie di Vespasiano e madre di Tito e Domiziano.
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Palazzo storico Giorgi-Roffi Isabelli

Il Palazzo Giorgi - Roffi Isabelli (denominato anche PalaGrisa), poggia le proprie fondamenta sulle mura ciclopiche di Ferentino. Nel Palazzo visse, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, il colto ecclesiastico Don Vittorio Giorgi che dette alla casa la veste neo classica e paganeggiante che ancora oggi si ammira. La struttura ad archi del cortile centrale ha fatto pensare che si trattasse del chiostro della vicina chiesa del Salvatore, ipotesi questa suffragata dal fatto che la stessa proprietà fosse stata in origine dei Frati Conventuali di S. Francesco. L’esterno della facciata principale ha le forme dell’ottocento laziale e dal portone antico si accede al cortile sui cui muri sono inseriti frammenti statuari ed iscrizioni classiche.  Dalla scala principale si accede direttamente alla Sala Gialla, distrutta in parte dal bombardamento alleato del 1944, sulle cui pareti campeggiavano maestosi Trionfi di divinità analoghi a quelli di Bacco e Cerere del Salotto Verde. Il pezzo forte della decorazione è però sicuramente rappresentato dalla meravigliosa Galleria degli Dei che si affaccia sulla Via Consolare. Questa è decorata da un ciclo pittorico raffigurante statue degli dei dell’Olimpo, incorniciati in un'architettura di colonne e tendaggi. Mentre riquadri policromi con Ebe e Ganimede occupano i due spazi sovrapporta.
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Mercato romano

Il Mercato romano coperto è uno dei monumenti antichi più importanti del borgo di Ferentino, nel Frusinate. Bellissima e imponente struttura eretta tra il II e il I secolo avanti Cristo, e dunque contemporanea dell'Acropoli che sovrasta la città, si trova all'interno della cinta muraria della stessa, benché sia situato a dodici metri di profondità rispetto alla spianata, lasciando presagire una diversità di costruzione. Molto imponente, come dicevamo, l'edificio nel suo complesso: dall'altissimo arco di ingresso, di ben otto metri, all'aula principale (lunga ben 24 metri, e sulla quale si affacciano delle botteghe coperte, nelle quali avvenivano gli scambi commerciali), l'edificio venne costruito in modo tale da essere illuminato dalla luce del giorno, e dunque divenne in breve tempo un modello base per tutti i costruttori.

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