FELINO

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Storia

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Il toponimo

Le tesi in merito all’origine del toponimo di Felino sono diverse. Le più accreditate sostengono derivi dal termine latino figulinus, figlinus o figlinus execère, rimandando alla possibile esistenza in questi luoghi di fabbriche di laterizi. Un’altra ipotesi, invece, è che Felino possa derivare da Filinum, ovvero il nome di coloro che qui si stanziarono in seguito alla distribuzione di lotti di terreno da parte dei Romani tra il 190 e il 183 a.C.
 
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Cenni storici

Diversi ritrovamenti archeologici sul territorio, ed in particolare quelli avvenuti in località Monte Leoni di Barbiano, confermano la presenza di insediamenti umani a Felino in epoche anteriori alla colonizzazione romana. In questo caso si tratta di un’antica abitazione ascrivibile alla civiltà delle Terramare. Relativa al periodo romano, invece, è una villa rustica scoperta casualmente a Felino negli anni Ottanta dello scorso secolo durante i lavori per una lottizzazione artigianale. Le prime testimonianze scritte riguardanti Felino risalgono invece al tempo di Carlo Magno. In alcune carte dell’epoca, infatti, si trova menzione di una “Corte Fellina” quale postazione di guardia sul Baganza. Il borgo si trova poi citato in un placito di Berengario della fine del IX secolo, e in un diploma di Lotario datato anno 948. In quest’ultimo si dichiara l’investitura di Felino al conte Maginfredo. L’importanza strategica di Felino nel periodo medioevale è certamente avvalorata dalla costruzione del suo castello, che divenne nel tempo proprietà di alcune delle più importanti famiglie dell’epoca: dai Ruggeri, investiti del feudo da Federico Barbarossa nel 1186, ai Rossi che l’ebbero dalla metà del XIV secolo per oltre cento anni, trascinandolo nelle tumultuose vicende d’armi della famiglia. Nei primi anni del Cinquecento il castello di Felino fu dei Pallavicino, poi degli Sforza di Santafiora a partire dal 1540. In seguito, dopo vari passaggi di proprietà, tra il 1764 e il 1775 fu del ministro borbonico Guglielmo du Tillot, insignito del titolo di marchese di Felino. Il 1806 è l’anno della costituzione del comune autonomo di Felino e il 1859 quello della sua annessione al Regno di Sardegna. Il paese deve oggi la sua notorietà alla particolare vocazione per la lavorazione delle carni e degli insaccati e dal suo prodotto principe, ovvero il salame di Felino.
 
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Le ville

Tra le ville più significative del territorio è Villa Caumont Caimi. Di particolare interesse è soprattutto il suo vasto parco disposto secondo le leggi prospettiche dei giardini francesi. La struttura seicentesca venne trasformata nella prima metà dell’Ottocento in stile tardo-Impero per volere del conte Francesco Caimi, poi di nuovo nel 1873. Essa è caratterizzata da un corpo centrale a due piani affiancato da due ali laterali simmetriche. L’intero complesso architettonico è circondato da una lunga cinta muraria in sasso. Villa Ceci già Villa Mussi è una costruzione del XVII secolo, ben conservata. Particolare di spicco è la torretta centrale chiusa a colombaia in sasso a vista. All’interno si trovano un ampio scalone e grandi camini seicenteschi. Villa Gambara venne edificata in due fasi: prima del 1750 dai fratelli Benelani, ed in seguito dal canonico Mons. Dott. Francesco Cristiani tra il 1817 e il 1821. Si presenta a pianta quadrangolare con torretta centrale. Di fronte si trova l’ottocentesca Villa Branchi, tetragona a due piani, con un bel giardino antistante. Da segnalare, infine, anche Villa Monguidi a San Michele Gatti e il Torrione, un antico e caratteristico fabbricato trecentesco, costruito in pietra fluviale e ritenuto un antico avamposto del Castello.

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